Quando si risvegliò di nuovo, fu al suono di risate.
Un tavolo era stato apparecchiato ai piedi del suo letto, vicino alla finestra, e le sue sorelle e Louis stavano giocando a carte.
«Lui bara,» le avvertì Harry, con un sorriso stanco ma divertito.
«Lo sapevo!» esclamò Charlie, che si sporse in avanti e gli portò via l'orologio con un'espressione teatrale d'indignazione.
Harry guardò le sorelle con affetto. Coraggiose, intelligenti, e belle. Erano sempre state lì, anche quando tutto sembrava perduto. Poi gli tornò in mente ciò che aveva letto quella notte, subito prima dell'incidente.
«È tutto vero, non è così?» chiese, la voce più bassa, incerta. «Quello che riportano i giornali.»
Louis si scusò e uscì dalla stanza, lasciando lo spazio alla famiglia. Gemma e Charlie si sedettero sul letto, una a destra e una a sinistra, come quando erano bambini.
«Abbiamo la stessa madre,» dichiarò Charlie con decisione. «Siamo fratelli. Anche se tu non avessi nemmeno una goccia del mio sangue, saresti comunque mio fratello. Mi hai capita?»
Harry annuì, stringendo la mano della sorella.
«Papà sta bene?» chiese poi.
«È scosso,» rispose Gemma. «Ma si preoccupa solo di te. Vuole che tu sia felice.» Il suo sguardo si posò sulla porta da cui Louis era uscito. «E tu sei felice, vero, Harry?»
Anche Harry guardò la porta. Annuì lentamente.
Le sue sorelle si arrampicarono entrambe sul letto e, raggomitolate accanto a lui, parlarono della loro madre, di come Charlie avesse sempre sospettato quella verità, e di quanto fosse stato difficile portare quel segreto da sola per anni.
«Quasi quasi sono sollevata che la storia sia venuta fuori,» ammise Charlie. «Niente più bugie.»
Si trovarono tutti d'accordo. Risero, si abbracciarono, e si persero nei ricordi. Le sue sorelle erano innamorate della vita, e la loro gioia gli scaldava il cuore.
Harry si addormentò sognando occhi blu, labbra sensuali e bambini.
***
Il mattino seguente, si svegliò con una figura familiare accanto al letto.
«Zia Alexandra!» esclamò, sorpreso. «Come ti senti?»
«Penso che sia più appropriato chiedere a te come stai,» ribatté lei, stringendogli affettuosamente il polso.
«Sto bene. Felice di essere ancora qui.»
Alexandra rise, e sembrò più leggera. «Anch'io. Anche se non mi lasciano uscire, almeno siamo nello stesso ospedale. Ho avuto compagnia. E... ho avviato un piccolo business.»
Harry socchiuse gli occhi, sospettoso. «Che genere di business?»
«Vendo tue fotografie autografate.»
«Ma io non ho firmato nulla!»
«Le firmo io,» spiegò con un'alzata di spalle e zero rimorso. «Nessuno nota la differenza. Se vogliono buttare i loro soldi in sciocchezze, peggio per loro.»
Harry rise, poi suggerì: «Dovresti venderle ai giornali. Pagano bene.»
«Mai,» tagliò corto Alexandra. «Non a quei farabutti. Dopo quello che hanno scritto su di te? Mai.»
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UNEXPECTED LOVE » ls
FanfictionLouis Tomlinson, ex militare, dal sangue freddo e dalla capacità di tenere tutto sotto controllo, si ritrova a fare da guardia del corpo all'affascinante "uragano" Harry Styles. L'uomo in questione, sempre in prima pagina sulle riviste scandalistich...
