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Louis sentì un leggerissimo clic sulla linea telefonica e un brivido gli corse lungo la schiena.

Harry aveva ascoltato la conversazione e aveva appena riattaccato?

«Che diceva l'articolo?» domandò ad Alexandra, tendendo l'orecchio per cogliere eventuali rumori dalla cucina, passi o un cassetto che veniva aperto. Non sentì nulla.

«Dice che Atticus non è il padre di Harry. L'articolo sostiene che lui è il frutto di una relazione tra sua madre e un attore da quattro soldi. Lo stesso con cui è morta sua madre.»

«Pensavo che la famiglia Styles fosse oggetto continuo di certi pettegolezzi» osservò Louis, al quale sembrò di sentire un lieve rumore provenire dalla cucina.

«Non del genere che possono essere confermati da un esame del DNA. Diavolerie moderne. Causano più danni che altro.»

Quello non era il momento di discutere i meriti del DNA.

«Farò del mio meglio per assicurarmi che Harry non veda i giornali» promise, un attimo prima che il suo cuore perdesse un battito.

Questa volta aveva sentito distintamente il rumore della porta della cucina che si richiudeva.

Con un balzo fu alla finestra. «Harry!» urlò.

Il riccio non si voltò nemmeno, e accelerò il passo. Raggiunse la macchina, posò la mano sulla maniglia della portiera e stavolta si voltò a guardarlo. Louis avrebbe giurato di vederlo fare una boccaccia nella sua direzione.

Lasciando il telefono a penzolare, corse giù per le scale e fuori in giardino. Arrivò giusto in tempo per vedere i fanali dell'auto svanire oltre il vialetto.

Louis imprecò qualcosa di irripetibile e tornò di corsa in casa. Diede ad Alexandra la spiegazione più breve possibile dal telefono della cucina. Quello al piano di sopra penzolava ancora dal suo filo, e lui perse tempo prezioso per sistemarlo.

Poi dovette cercare alcuni numeri di telefono. Gli sembrava di essere intrappolato in uno di quegli incubi in cui si tenta di camminare sott'acqua.

Dannato Harry! In quel momento poteva essere in pericolo.

Per fortuna, lui disponeva di alcuni contatti nelle vicinanze, e sulla macchina presa da Harry era installato un sistema GPS antifurto. Non appena fosse stato in possesso dell'equipaggiamento, sarebbe stato in grado di localizzarlo.

Una volta che l'avesse ritrovato, avrebbe dato un taglio alla professionalità!

Non che fosse stato molto professionale fino a quel momento, altrimenti quella situazione non si sarebbe mai verificata.

Il problema avrebbe potuto essere evitato. Louis sapeva di aver lasciato le chiavi sul tavolo dopo aver ripulito la cucina dalle carte, i popcorn usati come posta sparsi dappertutto, le risate ancora dolci nell'aria.

Nell'euforia seguita a quei momenti insieme a Harry, Louis aveva deciso di lasciare le chiavi in vista per dargli un messaggio importante: lui era un uomo intelligente e adulto, capace di fare le scelte giuste.

«Ah!» esclamò ora, prendendo in considerazione la possibilità che Harry avesse giocato con lui tutto quel tempo per ottenere ciò che voleva: la fuga.

Nella sua carriera non aveva mai abbassato la guardia in quel modo. Quando aveva perso Rafik, quella terribile notte, aveva creduto di non riuscire mai più ad affezionarsi a un altro essere umano, a provare fiducia. O amore.

Invece, l'amicizia con Rafik aveva avuto l'effetto contrario sulla vita di Louis, perché dopo aver conosciuto un affetto così sincero, aveva cominciato a desiderare, senza nemmeno rendersene conto, di porre fine alla propria solitudine.

UNEXPECTED LOVE » lsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora