12

869 37 1
                                        

E in effetti aveva ragione: conciato così, nessuno avrebbe potuto riconoscerlo. Harry doveva ammetterlo, Louis era una specie di mago del travestimento.

Gli fece indossare un maglione il triplo della sua taglia, trovò in un ripostiglio un paio di grembiuli della zia, gli infilò i capelli sotto un berretto da baseball e gli suggerì di scurire le sopracciglia con della matita occhi.

«Ho un aspetto orribile,» protestò Harry qualche minuto dopo. «Credi che dovrei disegnarmi anch'io una cicatrice sul viso?»

«No, in compenso potremmo annerire un dente. Sarebbe molto divertente.»

E infatti risero per tutto il tempo mentre caricavano i cesti di verdura nel portabagagli della macchina. Louis guidò verso la piccola cittadina senza mai guardare Harry. Non osava farlo, per paura di restare incantato da lui. Proprio come l'aveva incantato mentre, in ginocchio, raccoglieva verdure, del tutto indifferente alla macchia di terriccio che gli solcava la fronte.

Louis l'aveva trovato più bello che mai, allegro e reale. Adesso era seduto accanto a lui, in un maglione troppo grande e con un berretto che gli ricadeva fin sulle sopracciglia scurite con la matita. Eppure, era splendido. Nei suoi movimenti e nel suo sorriso s'intuivano una grande gioia di vivere e una meraviglia per le cose, quasi infantile, che lo lasciavano a bocca aperta.

Quando entrarono a Farewell, Louis notò diversi operatori televisivi per strada, senza dubbio al seguito dei paparazzi a cui era giunta la notizia dell'avvistamento di Harry in quella cittadina.

Per fortuna lui era ben camuffato e la zona della città in cui loro due erano diretti non era quella in cui quei dannati ficcanaso avrebbero pensato di cercarlo.

«Siamo al sicuro qui?» domandò Harry, guardando alcuni degli edifici dai vetri rotti e le squallide stradine laterali che stavano attraversando.

«Proteggerti è il mio lavoro,» gli ricordò Louis. «Non preoccuparti di niente.»

Louis trovò l'indirizzo che stava cercando e parcheggiò sotto un'insegna che recava la scritta 'Bounty Kitchen'.

Una piccola fila di persone partiva dalla porta e arrivava fino a metà della strada.

«Che cosa stanno facendo?» domandò Harry.

«Immagino che stiano aspettando il pranzo.»

Quando Louis girò intorno alla macchina e gli aprì la portiera, Harry abbassò il berretto sulla fronte e passò oltre la lunga fila di disperati senza incontrare i loro sguardi.

All'interno, la cucina brulicava di attività. Un uomo grande e grosso li salutò come se fossero vecchi amici quando Louis spiegò che per quel giorno avrebbero sostituito Alexandra. Fu scioccato nell'apprendere che l'anziana donna era malata, ma presto si riprese e mise entrambi al lavoro.

«Potreste pelare le patate in quel lavandino laggiù.»

«Tu sai come pelare le patate?» bisbigliò Harry mentre trasportavano due grossi cesti verso un vecchio lavello.

«Come no, l'ho dovuto fare un milione di volte.»

«Credevo che succedesse solo nei film.»

«Ricrediti pure.»

Insieme si misero al lavoro. Quando le patate furono pelate, tagliate e unite alle altre verdure, prepararono i tavoli, distribuirono le salviette disinfettanti per le mani e servirono il pranzo.

Quando anche l'ultimo avventore fu seduto e servito, Louis e Harry furono invitati ad accomodarsi a loro volta e a condividere un piatto con gli altri.

«È così silenzioso,» notò Harry a quel punto. «Perché nessuno parla?»

UNEXPECTED LOVE » lsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora