Consegna a Domicilio

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Era appena passata una settimana, dopo l'uccisione di Helen e Oliver, il funerale era ancora da organizzare, ma di certo non se ne sarebbero occupati né Haruki né Nurya, gli altri parenti in Canada avevano saputo della morte dei due, ma né chi è stato a compiere i delitti, né il perché erano avvenuti, nessuno sapeva in che affari criminali si erano infilati, tantomeno la polizia, le indagini erano ancora in fase di sviluppo, e soprattutto era ancora in corso la ricerca di Liam, che secondo il comando di polizia, poteva esser stato rapito o ucciso per poi essere nascosto sottoterra. Annie intanto stava frequentando un corso per imparare il giapponese, con cui cominciò ad avere dimestichezza con grande rapidità, la sera stessa doveva presentarsi per il suo "primo giorno di lavoro" e fu accompagnata da Nurya davanti alla macelleria del Maestro Haruki, stava per iniziare il suo primo turno di lavoro. Ad un tratto la saracinesca si abbassa lentamente fino a quasi dare inaccessibilità all'entrata

<<Ecco la lista dei civici che dovrai fornire, fai prima di mezza notte, e non graffiare i motorini, ci tengo molto>> disse Haruki dall'altra parte della saracinesca, per Annie era ovvio che non doveva finire da una parte della città all'altra per portare del cibo a domicilio, ma un'altra cosa sicura è che il contenuto di quei pacchi era sconosciuto. Annie si immaginava droga, armi, farmaci, roba contraffatta, ma solo il suo nuovo capo sapeva effettivamente cosa conteneva

<<Bene, ti auguro buona fortuna, mi raccomando non deludere le aspettative e non farti prendere dall'ansia>> disse Nurya abbracciando Annie, era la prima volta che le dimostrava affetto, probabilmente cominciò a fidarsi di lei
Mi ha abbracciato, pensavo che l'unica dimostrazione di affetto fosse soltanto il suo orribile sarcasmo
Dopodiché Nurya la lasciò sola con i motorini andandosene via a piedi

<<Aspetta, le aspettative di chi? Tue o del Maestro Haruki?>>

<<Mi sembra ovvio! Le mie!>> Esclamò allontanandosi sempre di più

Salendo sul motorino, e mettendo il casco, Annie cominciò a raggiungere le varie mete, che casualmente si trovavano in una zona poco raccomandabile. Entrando in una stradina abbandonata, tra immondizia, pozzanghere e barboni addormentati sul marciapiede, si fermò davanti alla prima tappa, era un magazzino, dove al centro di una stanza c'erano dei ragazzi in canottiera, tatuati dalle spalle fino ai piedi, era incredibile come in piena primavera già vestivano leggero
Ma non passeranno settimane con la polmonite?

All'arrivo di Annie, gli acquirenti si voltarono verso di lei, e con passo svelto si precipitarono verso la valigetta posteriore, la ragazza la aprì e diede un piccolo pacco a uno degli acquirenti, che uscì dalla tasca una mazzetta di banconote da cinquecento Yen, sembravano raggiungere gli ottomila o anche di più, Il gruppetto poco raccomandabile si volatilizzò in pochi secondi, ed Annie riprese il suo giro. La seconda meta era nelle vicinanze a pochi minuti da lì, era in una palazzina antica, con una lampadina accanto all'ingresso che sfarfallava, Annie vide che non ci fu nessuno ad aspettarla, e decise di attendere l'arrivo di qualcuno, ma per fortuna una figura si palesò davanti a lei dopo venti minuti

<<Mi scusi sa dove si trova il ristorante più vicino?>> Chiese con gentilezza la donna, che venne incontro a Annie

<<No, mi dispiace.>>

Annie perse ogni speranza, dopo quella delusione che ebbe pensando che il cliente fosse arrivato, l'aveva devastata, si sedette sul sedile del motorino, ma perdendo l'equilibrio, cadde per terra a gambe all'aria facendosi male alla schiena, per fortuna aveva il casco a proteggerle la testa, ad un tratto però arrivò una telefonata dal Maestro Haruki

<<Annie! Mi sono ricordato di dirti che la seconda meta non devi raggiungerla, chiaro?>> Annie in quel momento si arrabbiò molto dentro di sé, poteva avvisarla prima, invece l'ha fatta aspettare per troppo un cliente che non sarebbe mai arrivato, facendole perdere tempo

La Ragazza del CiliegioDove le storie prendono vita. Scoprilo ora