Capitolo 8

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Kirigan
Mi trovo nella tenda da guerra nella Faglia e ad un tratto sento la voce di Alina.
"Tu"
"Gli affini si attraggono a vicenda, signorina Starkov."
"Quella battuta non funziona più con me. Niente di tutto questo"
"E cosa pensi che sia questo?"
"Le solite cose. Minacce velate e promesse vuote"
"Le mie promesse erano oneste. Adesso pensi di capire chi sei perché hai sofferto per un attimo non comprenderai la profondità della tua anima finché la sofferenza non ti porterà al sacrificio"
"E tu cosa hai sacrificato a parte vite di innocenti? I Ravkiani vedranno il cielo da qui, un giorno. Grazie al mio potere."
"Uno scopo valoroso. Ma la domanda resta: sei disposta a sacrificare ciò che hai di più prezioso?"
Mi trovo davanti la faglia dove ci sono i Grisha rinchiusi in quelle gabbie dal primo esercito. Li attacco con i miei nuovi amici d'ombra uccidendoli.
"Sono tornato e mi sono fatto dei nuovi amici. Allora di nuovo questo. Ci rinchiudono in gabbia. Dovrò deporre il Re" liberò un Grisha così che possa liberare gli altri "Genya lieto di vederti" dico aprendo la sua cella con il taglio ed entrando in essa.
"Sei sopravvissuto."
"Certo. Come sempre no?" Le libero le mani "ma sto morendo di fame. Penso che andrò in città. Mi libererò del Primo esercito e preparerò la cena. Se qualcuno vuole unirsi a me" mi seguono tutti inclusa Genya. "Seguire" dico ai miei mostro d'ombra.
Dopo aver mangiato troviamo un palazzo in cui ci sistemiamo, io mi siedo su una poltrona, nella mia nuova stanza, davanti al camino e mi addormento.
Mi risveglio nuovamente nella stanza della guerra nella tenda in cui c'è anche Alina.
"Perché tornare al passato?" chiede lei ha la kefta nera come la sera della festa, l'altra volta aveva quella blu.
"Il passato influisce su tutto. È la ferita che non guarisce"
"Il tuo passato è la causa di ogni rovina"
"Credi di aver trovato una famiglia con il tuo orfano. Di aver trovato un futuro"
"È così."
"No. Tu diventerai più potente mentre lui invecchierà"
"Invidi il nostro amore"
"Amore. So cosa provi quando sei con il tuo Tracciatore"
"Ne dubito."
"Non lo struggersi del tuo cuore che poi supererai. La solitudine. La crescente consapevolezza della tua peculiare situazione. Il dolore che comporta."
"Non so di cosa parli"
"Non sparirà mai Alina. Peggiorerà soltanto, non importa quanto scapperai veloce o lontano. Prima o poi accetterai che siamo solo noi due. Non ci sono altri come noi. Sappi che non ci saranno mai."
"Noi non siamo uguali. E non indosserò mai più il tuo colore"
"Forse stai iniziando a capire cosa significa essere braccati. Ma non sai ancora cosa significhi fingere infinite morti, doverti reinventare a ogni rinascita, perdere ogni amato a causa della malattia, della disperazione, dell'odio e del tempo"
"Giustifichi così le tue azioni? La tua solitudine? Una ferita che non guarisce?"
"Ancora non conosci il quadro generale. Mia Alina tu vivi in un singolo istante. Io vivo in mille."
"Sei già morto"
Mi sveglio sulla poltrona. Vedo sulla porta Genya.
"Genya. È bello vedere dei Grisha nel palazzo. I precedenti proprietari ci avrebbero sterminato"
"È un vero miracolo che tu sia sopravvissuto"
"Siamo dei sopravvissuti. Non è vero? Ma un miracolo sarebbe stato più indulgente. È stato grazie alla tenacia. E dovremo proseguire così. Riunirci. Ricominciare daccapo."
"E David? Sono arrivate sue notizie?"
"Non disperare. Ogni giorno arrivano altri Grisha. Se è vivo, lo troverò per te. Ora, come vedi, ho disperatamente bisogno del tuo tocco particolare."
Inizia a usare il suo potere per cercare di chiudere le cicatrici sul mio viso.
"Mi dispiace. È tutto quello che posso... i tuoi mostri d'ombra sono qui"
"I miei nichevo'ya. Mi accompagnano sempre. Nell'oscurità. Forse puoi valutare il danno."
"Temo che sia oltre.."
"Provaci. Ti prego"
"Si posso provarci"
Ci riprova ma il mostro quasi l'attacca.
"Grazie. Ti farò assegnare una stanza in questa ala del palazzo. Vorrei tenerti vicina"
Lei va via e cerco di dormire ma a stento dormo, complice un mal di testa da merzost che non vuole andarsene. E per non assopirmi ho davvero bisogno di un caffè.
Ne ho preso uno e ne ho preso anche un secondo. Ma mi sono ritrovato con più mal di testa di prima e nessuno che mi facesse compagnia per distrarmi. Una fitta alla testa gemo e tiro su la testa. Ed ecco lì la causa di tutti i miei mali. Lancio un'occhiata al nichevo'ya che si è materializzato davanti a me, più fumoso che mai, e so che la creatura sta ricambiando lo sguardo.
«È inutile che mi guardi, sai? Se sto così è per colpa tua.» borbotto.
La creatura si muove, si sposta verso una credenza e la apre poi prende qualcosa con abbastanza delicatezza da non romperla.
Me la porta e mi tiro su per vedere cosa è.
È un barattolo, e dentro c'è della polvere bianca. Fuori c'è un'etichetta.
Rimedio contro il mal di testa.
«Certo che sei proprio stronzo.» faccio senza riuscire a sopprimere una risata.
La loro compagnia avrei potuto tollerarla.
Provo questo rimedio in polvere, il dolore si allevia un po' ma ritorna più forte di prima.
Vado dov'è c'è un Grisha che prepara pozioni.
"Vladim, giusto?"
"Si"
"Devi aiutarmi. Ho un mal di testa. Un mal di testa allucinante."
"Posso produrre un siero efficace ma ha effetti temporanei"
"Capisco"
"Posso essere sincero, signore?"
"Dimmi"
"Temo che i suoi problemi siano conseguenze della creazione di quei mostri d'ombra. Non la giudico ovviamente. Dicono che sia un abominio della scienza il merzost. È irreversibile."
Non lo uccido seduta stante solo perché uno ho un mal di testa senza precedenti e secondo perché questo ragazzino mi può tornare utile.
"Ho già sentito questa storia Vladim. E non mi sembri di grande aiuto" dico sinceramente.
"Penso che l'unica cosa che potrebbe contrastare l'effetto del merzost sia un altro merzost. Se avessi modo di studiarlo. Non posso promettere di annullarlo ma..."
"Non voglio annullarlo. Prendere decisioni difficili ha sempre un prezzo. La cosa fondamentale è assicurasi che il prezzo non sia il rimpianto."
Esco dalla stanza e prendo il cavallo per dirigermi dove ho nascosto il diario con in altra cosa.
Arrivo nel luogo e trovo una Grisha a me fedele.
"Fruzsi, sei stata veloce"
"Sono partita appena ho saputo."
"Bene. Ti voglio al mio fianco d'ora in poi"
"Dicevano che fossi morto nella faglia. Ma ci vuole ben altro. Sei venuto per il diario o per l'altra cosa?"
Faccio sparire l'oscurità dove avevo nascosto il diario e lei va ha prenderlo.
"Non l'ho aperto, come avevo promesso. I segreti di Morozova sono ancora tuoi"
"Ora l'altra cosa."
"Ne sei sicuro?"
Lei sposta l'acqua della cascata e all'interno c'è una specie di grotta dove c'è Baghra.
"Salve madre" dico guardandola.
Lei mi guarda scuote il capo e dice
"Mi hai rinchiuso in questo buco per settimane. Eppure sto meglio di te"
Io le sorrido.
Ammettiamolo potrà anche essere stata una pessima madre ma è una comica nata. La porto dove c'è la base adesso e la metto in una cella per sicurezza. Si lo so sono proprio un bravo figlio.

Ulla
Quando Aleksander ha creato la Faglia la potenza della creazione mi ha spazzato via facendomi arrivare al mare vero e i miei poteri hanno fatto cadere un intera città. Da allora mi trovo in acqua con Rusalye la creatura che cerca mio fratello e chi sa quante altre persone.
Sono nella grotta dov'è c'è Rusalye e sento delle persone entrare nella grotta.
Esco dall'acqua e mi faccio vedere dalle persone che si trovano per cercare Rusalye.

"Tu sei la sorella del generale Kirigan non è vero?" mi chiede una ragazza.
"Come fai a saperlo?" le chiedo.
"Mi ha raccontato che eri morta a causa sua."
"Si è vero ma quando lui ha creato la Faglia la potenza dell'energia scaturita mi ha fatto arrivare qui distruggendo una città interna mi trovo qui da allora. Lui non sa che io sono ancora viva. Ma solo una persona lo sa."
"Baghra lei lo sa vero?"
"Si lei lo sa. E le quando è venuta a trovarmi tempo fa le ho fatto promettere di non dire a mio fratello che io fossi ancora viva perché se sapeva quello che ho fatto mi avrebbe usata contro il resto del mondo."
La ragazza uccide Rusalye per usare le sue scaglie per alimentare il suo potere e poter distruggere la Faglia.
Io nuoto lontano libera da lì. Forse un giorno rincontrerò la mia famiglia.

Kirigan
Sento la ferita alla mano bruciare e capisco che Alina è diventata più potente.
"Sei diventata più forte, mia Alina."

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