CAPITOLO 20
Il silenzio che seguì le parole di Lia non fu una semplice assenza di rumore; fu un vuoto pneumatico che risucchiò l'ossigeno dai polmoni di ogni presente. Centinaia di lupi, guerrieri e giovani del branco rimasero immobili, i bicchieri sospesi a mezz'aria, mentre l'eco della confessione di Lia rimbalzava contro le pareti della sala come un rintocco funebre.
«...Gli ho tolto io quella tensione che tu non sei capace di gestire.»
Quella frase mi rimbombò nel cranio, distorcendosi, diventando un ronzio asfissiante. Sentii il calore del sangue abbandonare il mio volto, lasciandomi una maschera di cera gelida, mentre un altro tipo di calore, viscerale e antico, iniziava a ribollire nelle mie viscere. Non era la tristezza a muovermi, e nemmeno la delusione. Era una furia primordiale, la stessa che mi aveva permesso di sopravvivere ai morsi del gelo e alla fame quando ero solo una cucciola sperduta nei boschi.
Lia mi fissava con un'espressione che non lasciava dubbi sulle sue intenzioni. Si aspettava una reazione di dolore o di fuga?
Non mi conosceva affatto. Non sapeva che sotto quel vestito, scelto con speranza, batteva un cuore abituato a lottare.
«Alis, non ascoltarla,» gridò Cecilia, ma le feci cenno di stare indietro. Il mio sguardo era fisso su Lia.
«Ripetilo,» sussurrai. La mia voce era bassa, carica di una tensione che fece ammutolire tutti.
Lia sorrise, un suono che mi ferì profondamente. «Oh, cara, devo forse farti il disegno? Mentre tu eri altrove, Mason era tra le mie braccia. Si è goduto ogni secondo. È bastato un bacio, un po' di audacia... e lui si è scordato persino che esistessi.»
In quel momento, l'aria si fece pesante. Sentii una pressione crescere dentro di me. Il vestito mi sembrò stretto.
«Hai finito?» domandai.
«Ho appena iniziato,» rispose Lia.
Non la feci finire. Con uno scatto, mi avvicinai a lei. Non ci fu tempo per le grida. La afferrai, allontanandola dagli altri.
Lia sgranò gli occhi, sorpresa. Cercò di divincolarsi, ma la mia presa era ferma.
«Hai usato la sua debolezza, Lia,» dissi. I miei occhi non erano più tranquilli. «Hai approfittato di un momento difficile. Ma sai qual è la verità? Anche mentre eri con lui, tu non eri me. E non lo sarai mai.»
La lasciai andare bruscamente. Lia barcollò, cadendo a terra. Cercò di rialzarsi, ma la sovrastai. La rabbia che avevo represso esplose.
«Volevi attenzione?» urlai. «Eccola! Guarda bene come ti osservano ora!»
Lia cercò di reagire, ma ero più veloce. La allontanai di nuovo, la tensione che cresceva tra noi. Ogni mio movimento era carico della frustrazione e del dolore.
«Alis, fermati!» gridò la voce di Mason dalla soglia.
Mi fermai. Mi voltai lentamente. Mason era lì, sconvolto, lo sguardo devastato. Mi guardava come se fossi cambiata, ma nei suoi occhi c'era anche la consapevolezza delle sue azioni.
Vidi Lia a terra, scossa. Mi guardai le mani, tremanti. Il silenzio nella sala era assoluto.
«Hai visto, Mason?» dissi, la voce rotta. «Questo è quello che è successo. Complimenti.»
Mi allontanai, senza degnare nessuno di un altro sguardo, e mi diressi verso il bosco. Cecilia cercò di raggiungermi, ma le feci cenno di stare indietro.
Uscii nella notte. L'aria gelida mi colpì il viso, ma non riusciva a spegnere il tumulto che avevo dentro. Non mi importava di dove stavo andando. Non mi importava cosa sarebbe successo dopo.
Ero di nuovo sola. Ero di nuovo il lupo solitario. Ma stavolta, sapevo che non avrei mai più permesso a nessuno di avvicinarsi abbastanza da potermi ferire in quel modo.
Mentre mi inoltravo nel bosco, sentii il primo ululato della luna piena.
Era un grido di dolore, di rabbia e di addio. Il vestito si impigliò in un rovo, strappandosi, mentre la mia forma umana scivolava via per lasciare spazio alla lupa.
Corsi. Corsi finché le zampe non mi fecero male, finché il castello di Mason non divenne solo un brutto ricordo all'orizzonte.
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Il lupo solitario
WerewolfAlis è sempre stata un'ombra tra i boschi, un lupo solitario convinto che il silenzio fosse l'unica protezione. Ma quando l'amore brutale di Mason e il risveglio di un sangue antico e proibito iniziano a scorrere nelle sue vene, la caccia ha inizio...
