8. In una stanza rosso cremisi

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La luce fioca illuminava il corpo di Ghost che giaceva sul letto , cercando di non fare troppo rumore sgattaiolo nel bagno arraffando garze e carta , la copiosa ferita sul suo petto sgorgava sangue e sapevo che se non l'avessi fermata sarebbe probabilmente morto .. corro vicino a lui e cerco di sollevare la sua maglietta , ma nonostante l'uomo fosse tutto sudato e sofferente , riesce ad agguantarmi una mano e soffocato mi dice in risposta a quel movimento

-No ..- un altro colpo di tosse .

-Ghost se non ti fai medicare quella ferita morirai sul mio letto , fatti aiutare - dissi sussurrando

L'uomo lascia la presa , non perché avesse accettato il mio aiuto ma perché lentamente le sue forze lo stavano lasciando .

Lo avevo fatto un milione di volte , grazie a mio padre che era un medico , mi aveva spiegato per filo e per segno fin da bambina come medicare diverse ferite , così diventai autonoma quando mi sbucciavo le ginocchia . Ricordo che una volta cadendo dalla bicicletta nel cortile di casa , mi si aprì una voragine sulla coscia e medicai me stessa fino ad applicare i punti , quando mio padre lo scoprì mi fece i complimenti perché avevo fatto un ottimo lavoro , credo che in quel momento io abbia realizzato che volevo diventare come lui .. chissà se ad oggi sarebbe stato fiero di me lo stesso anche se sono diventata una grafica .

Ghost stava iniziando a tremare e piccole goccioline fecero capolino sulla sua fronte . Con sveltezza alzai la sua maglia color salvia e mano mano che scoprivo il suo corpo notavo diverse cicatrici , erano suturate in malo modo , probabilmente da gente non molto esperta , i bordi erano frastagliati e le linee gonfie .
Arrivata alla ferita , butto sopra del disinfettante e l'uomo sussulta in risposta.
Cerco di pulire bene la ferita , vi erano residui di polvere da sparo e terriccio . Dovevo anche capire di che tipo di ferita si trattasse perché avevo notato un forellino e se dentro c'era un proiettile, io non avrei potuto fare altro che estrarlo a mani nude o portarlo in ospedale.

Iniziai a tamponare la ferita con delle garze tenendole ben salde sulla ferita , non appena vidi che il sangue non sgorgava più a fiumi presi una maglietta vecchia la strappai e la legai sul petto dell'uomo , girandolo di schiena con fatica visto la sua stazza imponente, vidi che c'era un foro d'uscita il che era un bene , ma aveva macchiato tutto il mio letto , in realtà era tutto sporco di sangue , ovunque .

Ghost aveva chiuso gli occhi, avevo il presentimento che fosse svenuto. Il sole stava per sorgere e io avevo gli occhi gonfi per essere rimasta sveglia tutta la notte . Mi ero accovacciata vicino a lui , stringendogli la mano . Non avevo dormito nemmeno un secondo cercando di sentire il suo debole respiro. Guardai l'orario con la coda dell'occhio e mi accorgo che era quasi l'ora della sveglia di Marienne , aveva l'abitudine di venire a darmi un bacio sulla fronte il che sarebbe stato un problema , come avrebbe reagito sapendo che giaceva inerme Ghost insanguinato sul mio letto ? Avrebbe di certo urlato svegliando tutto il vicinato . Così lascio un attimo Ghost sul letto , tanto per come era combinato, non avrebbe mosso un dito . Scivolo dal letto e cercando di non svegliarlo vado nella stanza di Mary .

Avevo indosso una maglia e un leggings nero che coprivano le chiazze di sangue ormai scure , ma le mie mani mi tradivano , erano ricoperte da sangue ovunque . Corsi nel bagno vicino la stanza di Mary e strofinai profondamente cercando di sciogliere il cremisi sui palmi . Una volta finito mi intrufolo nella stanza di Mary che aveva appena aperto gli occhi . La donna sussulta , è inusuale che io la vada a trovare in camera sua .

-Che succede ? - domanda lei preoccupata

-Ti devo parlare..- rispondo io

-Tutto ok ?- dice alzandosi il busto e poggiandosi contro la parete del letto

-Si ma .. mi devi promettere che non farai un fiato !-

The Bench | Simon Ghost Riley x Y/N (Call of duty)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora