49. posso morire per te

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(smut)

Minho avvicinò il proprio volto a quello di Jisung e fece incontrare le loro labbra. Lo baciò piano, con dolcezza, mentre gli accarezzava una guancia con la mano, che lentamente fece scendere sul suo collo e poi sul suo busto ancora coperto dal maglione. Jisung rabbrividì, le dita che scivolavano sulla schiena del ragazzo sopra di lui, il cuore che batteva velocemente nel petto, un peso costante sul basso ventre.

Minho spostò le mani sotto il suo maglione, accarezzando dolcemente la pelle bollente del minore, le loro labbra che si cercavano e si mordevano. Prese i bordi dell'indumento fra le dita, allontanandosi dal volto dell'altro e guardandolo per cercare un'approvazione. Jisung alzò le palpebre, le iridi lucide per il desiderio, e annuì piano, le guance rosse e le labbra gonfie. Minho gli tolse il maglione e lo fece cadere a terra, rimanendo a guardare il petto nudo del ragazzo sotto di lui, le dita che lo sfioravano dolcemente. «Sei bellissimo» sussurrò.

Jisung arrossì di fronte allo sguardo intenso dell'altro, ai suoi occhi che sembravano volerlo mangiare. «Tu di più» mormorò. Alzò le mani verso il volto di Minho, facendo incontrare di nuovo le loro labbra. Non ne avrebbe mai avuto abbastanza: di lui, delle sue iridi scure che brillavano come due stelle quando lo guardavano, delle sue mani sul suo corpo.

Continuarono a baciarsi mentre esploravano l'uno il corpo dell'altro con le mani, Minho che lo accarezzava e si prendeva cura di lui e della sua eccitazione mista a paura, perché era la sua prima volta. Le dita del maggiore si fermarono sui suoi capezzoli, che pizzicò leggermente. Un gemito uscì dalle labbra di Jisung, che alzò leggermente il bacino, sorpreso da quel tocco così semplice che però aveva scatenato dentro di lui una serie di brividi. A causa di quel movimento i loro bacini si scontrarono ed entrambi sospirarono.

Jisung, timidamente, spostò le mani verso l'inguine del maggiore, cominciando a slacciare il nodo della tuta, gli occhi incastrati in quelli di Minho, che sorrideva. Gli tolse i pantaloni, lasciandoli cadere accanto a loro sul letto, poi il maggiore fece lo stesso con i suoi jeans. Jisung guardò il corpo scultoreo del ragazzo di fronte a lui e deglutì, sentendosi improvvisamente piccolo. Non l'aveva mai visto completamente nudo – anche se ancora indossava i boxer –, ma si innamorò, ancora una volta, del suo corpo tonico e curvilineo.

Alzò gli occhi sul volto di Minho, a pochi centimetri dal suo, la sua mano che accarezzava il suo collo, e si perse a osservare le sue iridi scure e il suo sorriso dolce, rivolto solo ed esclusivamente a lui.

«Come ti senti?» gli chiese Minho, i capelli umidi appiccicati alla sua fronte, i suoi occhi che osservavano ogni dettaglio del volto che aveva davanti.

Jisung sorrise. «Bene» rispose, ed era la verità. Certo, era un po' timoroso riguardo quello che stava per succedere, in fondo era la sua prima volta. Però non aveva mai desiderato qualcuno come in quel momento, e sapeva che Minho avrebbe fatto qualsiasi cosa per farlo stare bene. Si fidava di lui.

Minho annuì. «Menomale» sussurrò, unendo nuovamente le loro labbra in un bacio dolce.

Jisung chiuse gli occhi e le sue mani tornarono sulla schiena del maggiore. Questa volta le fece scendere più in basso, andando a posarle sul suo sedere per fargli abbassare il bacino. Le loro intimità, dure ed eccitante, si scontrarono, gemiti che riempivano il silenzio dell'appartamento, le gambe di Jisung che circondavano i fianchi del maggiore. Minho cominciò a muoversi sopra di lui, facendo strusciare i loro bacini, i denti che mordevano le labbra del minore, le cui mani erano incastrate fra i suoi capelli umidi, che tirava per sentirlo di più. E mentre si toccavano e si assaggiavano in questo modo, le loro lingue si scontrarono, le mani di Minho sul volto del minore, sulle sue spalle, il suo petto contro il suo, respiri affannati che si incontravano a metà strada.

IKIGAI, minsungLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora