DISCLAIMER PT.2, perchè si.
Teoricamente, essendo nel PPT, Rosa non dovrebbe vedere le persone del suo passato. Solo che siccome questa cosa mi è sembrata impossibile da gestire fin dall'inizio, ho deciso che alcune restrizioni che le spetterebbero, non ce le ha. O almeno, ce le ha, ma sono più "leggere". Capirete leggendo. Ho un po' paura di inventarmi cacate colossali, però alla fine abbiamo visto Alina che si butta da un tetto, quindi...vabbuo!
«Papà ma..quando potró stare senza seggiolino in macchina?» chiese Futura mentre Carmine le allacciava la cintura.
«Quann sarai alta abbastanza, Tutù...»
Aveva questo ricordo di Wanda che lo aveva fatto sedere su un seggiolino in macchina solo tre volte . Poi sparí, e si trovò sempre a stare in braccio a sua madre o a suo fratello. Sicuramente quello a farlo sparire fu suo padre, per qualche motivo stupido.
La bimba sbuffò.
«vuoi dire quando sarò grande?» chiese
«Non per forza» rispose Carmine chiudendo lo sportello per entrare subito in macchina. «Ma mo sei ancora piccerell»
E partì.
Non aveva fatto altro che pensare ad una cosa stupidissima da quando era tornato dal pranzo con Rosa.
Quella cosa era che le aveva messo il braccio attorno alle spalle. Gli era rimasto addosso il suo profumo e quello non faceva altro che ricordargli quel gesto innocuo ma che per lui fu rivoluzionario. Non pensava ci sarebbe riuscito e lo aveva fatto senza pensarci.
Forse stava veramente diventato amico di Rosa.
Rosa era davanti allo specchio e si guardava la coda che si era acconciata. L'era venuta proprio bene. Aveva mandato una foto alla madre per sapere un suo parere, anche alle amiche ma Maria rispose prima. Le altre, a quell'ora, erano a lezione.
Sei bellissima Ro. Bella assaje! Saresti brava pur com parrucchiera!
Rosa stava per risponderle ma venne interrotta dal citofono. Non poteva essere Carmine, l'avrebbe avvisata per messaggio anche se non si erano messi d'accordo sull'orario di quando sarebbe passato a prenderla. Sapeva che quando sarebbe uscita, lui sarebbe stato già lì.
Guardò fuori dallo spioncino della porta e vide due poliziotti, un uomo e una donna.
Provò ad immaginare del perchè fossero là e già che erano venuti proprio quando stava per uscire, la aiutava a rispondere ai quesiti che si stava ponendo.
«Buonasera» salutarono.
«Buonasera» rispose pensando che avrebbe dovuto farli entrare.
«Lei è la signorina Greco, giusto?» chiese la donna entrando insieme all'altro poliziotto, leggendo un foglio che aveva in mano.
Ebbene si, era lei.
«Si» rispose chiudendo la porta «Stavo giusto per uscire» lo disse illudendosi che dicendo così, le avrebbero detto oh, okay! Allora ce ne andiamo. Scusi il disturbo signorina Greco.
Invece no.
«Lo sappiamo» disse la donna.
Ecco. Bene.
Rosa stava già iniziando ad innervosirsi.
«Signorina, a noi risulta che lei risiede in provincia di Ravenna da cinque anni insieme a sua madre Assunta Esposito, e che è arrivata qui a Napoli esattamente tre giorni fa » disse la donna leggendo, che a lei suonava più come un qualcosa che si sarebbe trasformato in un divieto. Non aveva dubbi.
«Ci è arrivata una notifica e lei sembra si stia spostando in via Montecalvario.»
Non si era mai abituata a come sapessero tutto quello che faceva. E veramente in direzione Montecalvario—ovvero il luogo del locale—, ancora non ci era arrivata. E chissà se lo avrebbe mai raggiunto.
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Tu non mi conosci.
Fanfiction«Nu Jeans e na magliett!» una grossa risata uscì dalla bocca di Rosa «Ma c ti sittant'ann?» «Bast» disse Carmine prendendole il cellulare di mano «Hai sprecato la tua possibilità» «Eh ja, dai!» «L'hai voluto tu» «Scusa, mo veramente- faccio la seria...
