Non pioveva più. Iniziava ad uscire anche qualche spiraglio di sole.
Carmine guardò un attimo il cielo e poi tornò a guardare Rosa «esco con dei miei amici» rispose, rimanendo un pochino accecato da un raggio luminoso «Filippo e Naditza. Non li vedo da tanto tempo»
Rosa annuì. Sembrò pensierosa per qualche secondo.
«'o milanes?» chiese poi sorridendo
Carmine rise «si, iss»
Era sorpreso del fatto che se ricordasse di lui. Ed era ancora più sorpreso anche che non avesse detto chill c'accis a fratm. Menomale.
«se vuoi puoi venire» le disse pentendosi immediatamente, si stava già giustificando anche se lei lo stava già fulminando con gli occhi.
«di loro puoi fidarti. Se li conoscessi ti fidaresti anche tu. Naditza è comm a te»
Rosa scosse la testa. Una cosa era certa; si fidava di Carmine. Ma era un po' rischioso e decisamente troppo presto. Essersi fatta vedere da Carmine era già stato un duro passo
E poi che c'entrava lei in mezzo a degli amici?
«no» disse decisa «è troppo presto.»
Carmine rispettó la sua decisione. Come sempre.
«vediamoci quando torni a casa.» disse lei
«faremo tardi...»
«che fa. Non mi pesa aspettare.»
Stava per ribattere ma aveva capito che era inutile con lei. Già lo sapeva, a dire il vero. In questo, non era cambiata.
La guardó negli occhi. Non sa perché lo fece, semplicemente la guardó negli occhi.
«ma vu rientrà rind o negozj o no?» disse lei mettendosi a braccia conserte.
Non faceva una piega. Patrizia poteva averlo dato per disperso. Carmine si giró per vedere se ci fosse la sua titolare lì ad aspettarlo. Ovviamente non c'era. Ebbe come un deja-vu, di quando un tempo doveva seguire delle regole ed era sempre controllato. Come quando aveva i permessi all'IPM e ad una certa ora doveva rientrare.
Si rigiró verso di Rosa. «e tu me putesse da o numer tuoj?» In che modo pensava di fare un incontro con lei senza organizzarsi al telefono?
«...l'agg dat al capo tuo. Mo va, però»
Lui annuì e se ne andò camminando all'indietro.
Lei fece lo stesso per qualche secondo e poi si girò, andandosene via.
Carmine rientró in negozio, a suo vantaggio sembrò che nessuno si fosse accorto della sua piccola assenza perchè erano tutte indaffarate. Patrizia non c'era, forse era andata in bagno.
Prima di cercare la lista clienti, si guardò attorno per vedere se qualcuno arrivasse lì all'improvviso. Sentiva come se stesse facendo una cosa losca. Altro de-ja vu.
Prese la lista e iniziò a cercare il nome Francesca Greco e quando lo trovó, fece velocemente una foto. E poi tornó a lavorare.
Tornó a lavorare ma la sua testa era ovunque tranne che a lavoro. Non riuscì a pensare ad altro, ma cercó di non farsi notare completamente rimbambito questa volta.
Una volta arrivato a casa, si salvò il numero di Rosa e le scrisse subito.
Posso parlare di te almeno?
A Filippo e Naditza, intendo?
Gli sarebbe stato troppo difficile non farlo, soprattutto davanti ai suoi amici.
Inizia a squillargli il cellulare. È Filippo.
Per un attimo pensó che fosse Rosa a chiamarlo.
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Tu non mi conosci.
Fanfiction«Nu Jeans e na magliett!» una grossa risata uscì dalla bocca di Rosa «Ma c ti sittant'ann?» «Bast» disse Carmine prendendole il cellulare di mano «Hai sprecato la tua possibilità» «Eh ja, dai!» «L'hai voluto tu» «Scusa, mo veramente- faccio la seria...
