Ho mentito <333 questo forse è il penultimo capitolo. Enjoy!
Erano rientrati tutti dentro casa.
Carmine aveva preso in mano quel sacchetto bianco dove c'erano quei famosi regalini da parte di Futura.
«Ess c tenev assaje. Poi vuole sapere che ne pensate, eh» disse Carmine sorridendo, pensando alla sua bambina. «E ci tiene pure nel farvi sapere che non è stata aiutata da nessuno»
Erano i suoi disegni. Ognuno era dedicato alle persone lì presenti, suo padre compreso. A lui, che era suo papà , gliene aveva ben fatti due. Uno era una conchiglia azzurra, l'altra un pettine. A Naditza le aveva fatto un vestito rosso, colorato un po' male ma che la zingara apprezzótantissimo. Lo appese immediatamente al frigoin cucina , insieme al disegno fatto per Filippo, che doveva essere un pianoforte, ma erano solo dei rettangoli neri e bianchi inclusi dentro un rettangolo ancora più grande. A Pino aveva disegnato un cane, un bulldog, che nonostante fosse probabilmente il disegno più difficile da fare, sembró essere quello venuto meglio.
Tutti risero. Pino fece una foto al disegno e lo postó sulle storie.
A Gianni aveva fatto un microfono, fece la stessa cosa di Pino e come caption scrisse "prossima copertina del disco".
Per Silvia un rossetto.
«Chissà perché un rossetto...» disse lei tenendo in mano il disegno.
«Le ricordi Sal Da Vinci, Silviè» disse Cardio
«Non perché ne hai tipo a bizzeffe...» disse poi ironica Naditza.
L'ultimo disegno era quello per Rosa.
«Questo dallo alla tua amica» gli aveva detto Futura. «Quella che sembra Mulan»
Il disegno era un fiore con dei petali rosa, simile ad un fiore di loto, che doveva aver copiato da qualche parte, su un qualcosa in cui fosse raffigurata la principessa Mulan, che lo indossa in una scena del film. Ironicamente, somigliava molto a Rosa, nella mente della bambina. Oppure era davvero così.
Carmine si avvicinò a lei, timidamente. Quel disegno poteva essere l'inizio di qualcosa, anzi, doveva. Carmine lo pensò, come pensò anche che non voleva che Rosa si facesse troppi film con quel gesto. Pensava di essere importante per Futura? Beh, si. A quel punto non le avrebbe fatto il disegno. Questo lui doveva accettarlo. In fondo, anche per lui era importante.
Rosa lo prese in mano, sorpresa «Pur a me?» disse, sorridendo. Si commosse. Fece di tutto per non farsi vedere. Deglutì, diverse volte. Silvia spiò il disegno, mormorò un leggero «C bellill»
Carmine ritornò a sedersi sul divano. Rosa voleva guardarla da lontano. Vide poi Naditza avvicinarsi a lei, gli vennero in mente le parole che gli aveva detto prima. Fate pace, voi che potete.
Qualcosa lo bloccava. Era chiaro, ormai. Forse era troppo orgoglioso, forse non sapeva da dove iniziare. Forse era tutte e due.
Prese il telefono dalla tasca. Guardò tutti i suoi amici, come se fosse un esterno, come se fosse invisibile. Poi Rosa.
Qualcosa lo illuminò, qualche rumore, forse proveniente dal cellulare di Gianni che stava guardando un video con Pino. Delle note musicali di un pianoforte gli fece venire in mente una canzone. Una canzone che ascoltò tanto e che aveva smesso di punto in bianco di ascoltare.
Non ti riconosco più di Mina.
Aveva in mente il suono del pianoforte iniziale. La cercò su Spotify, dopo qualche minuto rimasto a guardare un punto fisso. La trovò, ma non premette play. Era proprio tanto tempo che non la ascoltava. Sospirò. A volume basso, la fece andare, mettendosi il cellulare vicino all'orecchio, in modo tale che solo lui potesse sentirla. C'era qualcosa di confortante in quel pianoforte all'inizio, come se ti stesse dicendo che quel dolore è finito, non c'è più. Che è tutto passato e che è arrivato il momento di sorridere. Anche se la canzone parla di non riconoscere più una persona. Che non la vede più, e che se la vede, le sembra lontana mille anni. Quante volte l'aveva ascoltata, dopo il matrimonio...
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Tu non mi conosci.
Fiksi Penggemar«Nu Jeans e na magliett!» una grossa risata uscì dalla bocca di Rosa «Ma c ti sittant'ann?» «Bast» disse Carmine prendendole il cellulare di mano «Hai sprecato la tua possibilità» «Eh ja, dai!» «L'hai voluto tu» «Scusa, mo veramente- faccio la seria...
