je sto vicino a te

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I due camminavano ancora per il lungomare e parlavano di quanto fosse bella Napoli.
Ad un certo punto si misero pure a bisticciare su quale fosse il monumento o attrazione più bella della città.

«è il Maschio Angioino» insisteva Carmine «sarà per sempre il Maschio Angioino»

«E la Galleria Umberto dove la metti? E poi ci sta pure Napoli sotterranea...»
«Mamm e comm si tetr, Rosa...»

E lei si mise a ridere di gusto perchè un po' era vero, era un po' tetra, per forza di cose, peró quel famoso velo scuro, tetro, era inesistente quando rideva, quando parlava di tutto purché del male. O quando stava con Carmine.
Era lui che guidava i discorsi che si facevano quella sera. Deviava tutto ciò che non era frivolo e divertente e gli veniva benissimo.
Vederla così gli scaldava il cuore come poche cose al mondo. Quando Rosa rideva, tendeva sempre a ritirare la testa e socchiudere gli occhi, a volte arricciava il naso e altre volte invece buttava proprio la testa all' indietro ed era un particolare che Carmine amava come poche cose.
Più la sentiva ridere, più si rendeva conto che non poteva farne a meno di quella risata, nonostante sentisse ancora dentro quella cosa che non sapeva se chiamarla ancora rabbia o altro.

Non voleva un'altra possibilità, glielo aveva detto chiaramente, quindi non riusciva a capire cosa gli stesse succedendo, che cosa gli desse fastidio.

Attraversarono un vicoletto dove c'era un locale dalle luci soffuse, da cui già da qualche metro di distanza si riusciva a sentire la musica, che non era alta.

Andava Quanno Chiove di Pino Daniele, Carmine la riconobbe subito. Inizió a camminare un po' piu lentamente appena sentito quel tanto l'aria s'adda cagnà.
Rosa lo imitó, anche se confusa.
Carmine si mise a guardare dentro il locale. Non che ci volesse andare, erano quasi tutte coppie poi. Fu un gesto casuale, o meglio, non del tutto casuale.
Sorrise, poi abbassó lo sguardo.

Rosa si iniziò a dondolare leggermente, quella canzone la conosceva ma non conosceva le parole.

«Nina amava sta canzone»

Incredibile di come si fosse immaginato che da un momento all'altro, tra i tavolini del bar, o dal bancone, uscisse all'improvviso Nina e corresse da lui per abbracciarlo.
La cantava sempre quella canzone, Nina era una a cui piaceva tanto cantare. Quando c'erano poche persone nel vecchio negozio dove lavoravano insieme anni fa, si metteva a canticchiare qualsiasi cosa le passasse per la testa, e quasi sempre le signore a cui tagliava i capelli le dicevano che aveva una voce tipica, «Avessa cantà insieme a Franco Ricciardi!» e altri commenti che a Nina facevano molto ridere.

Tutto questo prima che venisse licenziato da quel negozio. Prima che uccise Nazario, prima che finì in IPM. Prima di tutto.
L'ultima volta che l'aveva sentita cantare era al loro matrimonio. Inutile dire che l'aveva sognata tante volte. Lei sulla spiaggia con lui, lei che gli taglia i capelli. Lei che canta, lei insieme a Futura. A volte gli sembrava di sentire la sua dolce voce, o che gli toccasse la spalla quando si sentiva scoraggiato.

Rosa notó lo sguardo sovrappensiero di Carmine e per questo disse la prima cosa che le saltó in mente «Pur 'a mamm piace Pino Daniele»

«A chi non piace Pino Daniele...»

Effettivamente...

Carmine non disse più nulla e il suo viso iniziò a farsi malinconico , anche se sorrideva, come se fosse pronto a ridere ma non c'era nulla da ridere.
Rosa lo osservó finché non lo vide intristirsi quasi del tutto. Carmine faceva fatica a nascondere quel pianto che tanto voleva uscire fuori.
Nel momento in cui gli caddè una lacrima, Rosa si sentí come annegare. Non lo aveva mai visto piangere cosí, in un modo così nascosto. Soprattutto, non lo aveva mai visto piangere per Nina.
Non sapeva che fare, che dire, pensava di non avere le parole giuste.

Tu non mi conosci.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora