30. Lettera aperta

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Te ne sei andata veramente?
Me lo domando spesso.

Ho preso la residenza nella tua camera,
tra i tuoi odori, e i tuoi pigiama da bambina.
Le mie foto allo specchio, l'odore di medicinale
e quel pile che mi ostino a portare,
anche adesso,
in questa estate strana.

Stamattina mi sono svegliata con un pensiero, Beppi.
Sono tre anni che ve ne andate tutti il giorno del mio compleanno.
E anche se Gigi, non l'ha fatto quel giorno lì,
quel ventinove io me lo sento strisciare addosso,
perché metaforicamente l'ho visto sparire nei due mesi successivi.

Mi domando chi sarà il prossimo.
Quale altro amore mi porterà via il numero ventinove?

E' un periodo di forte buio, di cambiamenti imponenti
e di una nostalgia così stronza ed egoistica.

Mi sento una stronza egoista.

Ma sparirà questa sensazione, lo so.

È la vostra presenza, assente,
che si rende palpabile, opprimente, quasi glaciale.
Non sono più tornata. Vorrei non doverti guardare.
Vorrei poterti solo vedere. Te lo ricordi?

Vorrei portarvi addosso, ma la pelle ribolle.
Il cuore sussulta e la voglia di nascondere la testa sotto le coperte
torna.

crepa(cuore)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora