Affondi il mio sguardo negli angoli bui, tra gli spigoli accesi e le pieghe del cuore. Non conosci gran parte della storia eppure i tuoi occhi indagatori, sembrano averlo capito tutto il non raccontato. Come lo traduci il silenzio di anni, adesso che tutto è tornato prepotente tra le pieghe della nostra amicizia?
Eppure sento la necessità di dirtelo che niente cambia mai veramente se alla fine noi non cambiamo per primi. Ed io vedo ancora quei due ragazzetti impacciati che si raccontano di tutto, gelosi adesso di tutto quel silenzio accumulato messo in un angolo, lasciato a decantare e dimenticare.
Qualunque cosa accada, ce lo eravamo promessi una notte di agosto. Eri pronto a sfidare il buio e il dolce colore che prendevano gli alberi al chiarore della luna ed una volta arrivati alle sue sponde avevamo seguito il sentiero, passo dopo passo, fino ad arrivare a quella pozza che chiamavi "fiume".
Ti eri spogliato, lasciandomi il tempo di farlo a mia volta, con discrezione ti eri girato. Poco gentili erano state le acque, un brivido mi aveva percorsa.
«Qualunque cosa accada, ce lo eravamo promessi..» avevi sussurrato girato di spalle.
«Qualunque cosa accada è accaduta...»
«Sei nuda non è vero? Non mi girerò.»
Avevo sorriso tra le pieghe del mio viso giovane.
«Tu così pudico? Quando mai.»
«E se adesso ti bacio, rimango pudico?»
Non avevo risposto, i nervi in allerta. Era buio, eravamo soli, lontani dal mondo. L'acqua si era mossa, piccole onde si riversavano contro la mia nuca. Ti eri girato, non ti eri avvicinato. Sentivo il tuo sguardo circolare tra lo spazio delle mie spalle e il mio collo.
«Qualunque cosa accada è accaduta. Ed io non lo so mica cosa è successo. Solo che il tuo pensiero si è fatto più forte dentro. Si è attaccato alle pareti del mio cervello e giorno dopo giorno era lì, imperterrito a fondare un mattone, fino a che, tutti rimanevano fuori e tu, tornavi dentro. Ci sono volute due fidanzate, due rapporti finiti, silenzio tra me e te, eppure quella goffa, buffa, compagnia di viaggio che mi trascino dietro dalle superiori è qui.»
«Ancora.»
Me lo aveva sussurrato addosso.
Mi ero riempita di brividi. Avevo socchiuso lo sguardo, non avevo proferito parola, mentre le sue scoppiavano dentro causando tumulto al mio stomaco e alla mia testa.
«Quindi, rimango pudico o tento l'inverosimile?»
- Nota dell'autrice:
Non la solita poesia, chiedo scusa ma avevo necessità di mettere un punto dentro ad alcuni pensieri miei.
Serena
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crepa(cuore)
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