12. Ti somiglia

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Mi hai lasciato addosso la trasparenza delle emozioni, il groppo in gola, le lacrime agli angoli degli occhi quando con fatica quel sentimento tenta di uscire. Il bene, fino a rendersi opprimenti, a volte ridicoli. Il controllo, maniacale, a volte invalidante.

Non ci siamo perdonati mai.
Tentiamo invani di tenerci tutto dentro e ce la prendiamo con chi tenta di amarci di più perché sappiamo bene che saranno sempre loro a perdonarci. Anche al posto nostro.

C'è un mondo pieno di ostacoli e la paura della morte dietro l'angolo, numeri, età che risuonano.

L'invisibile di tutto il buono che ci circonda, costituisce il nostro sangue, la nostra pelle e di questo mi sento marchiata. Marchiata da ciò che gli altri non vedono mai. Da ciò che io non riesco mai a spiegare a parole. Sorrido perché tutto ciò che mi sono costruita intorno è fatto di lettere che custodisco con gelosia.

Le mani grandi e ruvide, il fisico che non cede mai, il coraggio mal celato dagli occhi marroni, pronto sempre a saltare gli ostacoli, la delusione, la tristezza che accompagnano le rughe del viso agli angoli degli occhi.

Eppure la tua marcia non si è mai arrestata. Le tue gambe hanno continuato ad andare e le tue braccia a lavorare.

Kafka ha tradotto questo potente sentimento in «tu eri per me la misura di tutte le cose». E tu lo sei, in ogni gesto, dubbio, problema. Sei la misura di tutta la vita che mangio e combatto. I tuoi passi sono diventati i miei. E se le tue gambe non si sono mai fermate io non ho fatto altro che ricalcare le tue orme, ed è lì, in quel esatto momento, che ho imparato l'arte del non fermarmi, fermarci mai.

crepa(cuore)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora