tw: smut :)
Primi di maggio.
A Roma le temperature erano miti, invitavano a passeggiare, a godersi la dolce brezza primaverile e l'energia pulsante della vita notturna. Seduti attorno ad un tavolino rotondo, all'esterno di un bar non troppo centrale, il Labirinto, si trovavano cinque amici, intenti a gustare le loro birre bionde, a ridere, scherzare e prendersi in giro come erano soliti fare sempre. A Manuel piaceva l'idea di starsene lì, con il leggero freschetto serale, a godersi la compagnia delle persone a cui voleva bene. Guardava i suoi amici, assorto nei pensieri, mentre sorrideva a mezza bocca, con la tipica espressione di chi sta osservando qualcuno che ama.
"Oh Manuè hai sentito?" La voce di Matteo lo riportò alla realtà. "No, cosa?" "Sta sera Monica ce fa conosce finalmente Giulio, l'amore suo." "Si Manu stasera si unisce Giulio a noi, con tre suoi cari amici, mi ha scritto che arrivano tra 10 minuti comunque, raga." "Finalmente ce semo meritati questo onore de conosce il tuo caro Giulietto, eh?" mormorò sorridendo Luna. "So molto curioso Mo', dimme che nun è come l'ultimo che c'hai presentato pe' favore che veramente io n'accollo così nun lo voglio in sto gruppo" esordì Manuel. E subito Matteo corse a dargli man forte. "Ma veramente rega', era n'palo in culo quello, nun se poteva dì niente, un muso lungo." "Dai ragazzi questa volta sono certa che vi starà simpatico. E mi ha detto che anche i suoi amici sono tranquilli. Ah Luna, mi ha detto Giulio che la sua amica è perfetta per te, finirete per mettervi insieme, ne sono certa" squittì Monica. "Seh seh vedemo, magari è n'altra da mette nella lista de i casi disperati de Luna, ce sta già na certa affluenza tra l'omini e le donne, sai" rispose ironica la ragazza. Chicca le posò un braccio dietro le spalle e le sorrise. "Oh eccoli, eccoli" prese a dimenarsi tutto a un tratto Monica, e alzò il braccio per farsi vedere dal suo ragazzo.
Simone quel giovedì sera non aveva molta voglia di uscire, era stanco e avrebbe tanto voluto passare la serata in compagnia di Soleil, un calice di rosso e un bel film drammatico, tanto per piangere un pochino che non fa mai male, diceva. Aveva già sistemato tutto: plaid leggero sul divano, perchè non si sa mai magari fa freschino, calice di vino pronto ad essere colmato fino all'orlo, la gatta ad aspettarlo su un morbido cuscino, felice anche lei di passare la serata con l'amato padrone del suo cuore. Poi Giulio, il guastafeste, aveva ribaltato l'ordine delle cose. Si era precipitato dal corvino in preda al panico, perchè la sua ragazza gli aveva chiesto di raggiungere lei e i suoi amici in un bar. Allora, Simone, che aveva un buon cuore e ci teneva al suo amico, decise di accontentarlo, più per frenare le sue crisi isteriche, le sue paure di non piacere, che effettivo desiderio di mettere il naso fuori casa. Passarono a prendere Laura e Francesco e si diressero verso il Labirinto. In auto Giulio non faceva altro che dire a Laura quanto gli sarebbe piaciuta un'amica di Monica, che era perfetta per lei. Simone invece, per Giulio, sarebbe finito 100 % mano sul fuoco, con un amico di Monica riccioluto e tatuato. "Vabbè non ho capito, ma io che t'ho fatto che non mi vuoi accoppiare con nessuno?" intervenne Francesco. "Ahh Francè, ma te sei bravo da solo a trovarti qualcuno, invece sti due se non gli diamo na mano, qua cresce na'ragnatela. Che già mi sembra bella fitta.." "Ehiiii" gridarono in coro Simone e Laura. "Bhe in effetti ha ragione." "Tu taci, stronzo che non sei altro" rispose piccata Laura. "Bhe sono molto curiosa di conoscere quest'amica, magari è la volta buona." "Daje che la nostra quota LGBTQ del gruppo finalmente riesce a scopa' sta sera" aggiunse ridendo Francesco, ottenendo uno schiaffo in pieno petto da Simone.
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Arrivati nei pressi del bar, Giulio scorse Monica con il suo braccio sventolante in segno di saluto. Simone rimase pietrificato sul posto. "Ma quella è la tua ragazza Monica? Perchè non me lo hai detto prima?" "Si, Simo. Perchè? Ti ho fatto pure vedere una foto Simò, che cazzo di memoria di merda che hai, fratè!" "Ma quando? Non ricordo. Comunque è una mia studentessa, anzi sono miei studenti lei e Manuel. Non posso venire, torno indietro." "Dai Simò perchè devi fare il melodrammatico?" chiese Giulio. "Daje Simo è solo una serata, che fa?!" rincarò la dose Francesco. Laura invece osservava Simone con preoccupazione, poichè aveva riconosciuto in Manuel il barista del Decadance. E in realtà aveva notato con piacere anche la presenza della sua collega Luna, su cui Laura aveva già posato gli occhi precedentemente. Poi tornò a concentrare l'attenzione sul suo dramaking preferito. Simone e Laura si scambiarono uno sguardo d'intesa e la ragazza gli sorrise in modo rassicurante. "Dai Simo, non ti preoccupare, è solo un aperitivo, se ti senti a disagio andiamo via insieme, te lo prometto."
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DECADANCE - Simuel
FanfictionNella vibrante cornice di Roma, le vite di Simone, un professore malinconico, e Manuel, un giovane studente di filosofia, si intrecciano in modo inaspettato. Un incontro casuale nel misterioso locale a luci rosse, Decadance, accende una scintilla tr...
