Provocazioni

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Manuel rientrò a casa, furioso e deluso da sé stesso, convinto di combinare solo guai. Si era pentito di aver aggredito Monica in quel modo appena cinque secondi dopo essere andato via. Avrebbe dovuto mandare un messaggio nel gruppo per chiedere scusa a tutti, ma preferì andare sul terrazzo. Si sedette a terra, appoggiò la schiena contro la parete e allungò le gambe sul davanzale. Era immerso nella penombra serale, con una birra in mano e il fumo di una sigaretta che si disperdeva nell'aria calma della notte. Il lampione accanto alla sua abitazione, gettava una luce fioca, creando giochi d'ombra sul suo volto serio. Guardò il cielo sopra di lui, sorpreso dalla quantità di stelle visibili quella sera. Nonostante la vicinanza del lampione che tendeva a offuscare il firmamento, le stelle riuscivano a brillare con una forza silenziosa. 

Un senso di nostalgia lo pervase mentre i suoi pensieri lo portavano indietro nel tempo. Manuel chiuse gli occhi per un istante, lasciandosi trasportare dai ricordi. Rivide sua madre Anita, con il suo sorriso caldo e i suoi abbracci amorevoli, le immagini di lui da bambino mentre giocava felice circondato dall'affetto materno. Poi, però, i ricordi si offuscarono. Emerse la figura del padre, sempre assente, le promesse non mantenute, le assenze ingiustificate. Tutto ciò aveva lasciato un'ombra di tristezza nella sua vita. Si ritrovò a ripensare al suo non pianificato coming out, avvenuto qualche anno prima. Quel momento si affacciò nella sua mente come un ricordo amaro, carico di tensione e di dolore. La scena si ripeteva nitidamente: le sue parole sincere e vulnerabili, la reazione di suo padre di fronte a quelle rivelazioni. Il ricordo del disgusto espresso lo colpì di nuovo come un pugno al petto. Manuel sentì una fitta acuta nel cuore, come se il dolore emotivo tornasse a tormentarlo con la stessa intensità di allora. Si portò istintivamente una mano al petto, massaggiandolo con delicatezza nel tentativo di alleviare quella sensazione di oppressione. Le parole respinte, l'espressione di Claudio che trasudava delusione e rabbia mescolate a un profondo disaccordo, si fecero vivide in lui. Manuel provò un senso di smarrimento e tristezza, confrontandosi ancora una volta con la realtà di non essere stato accettato e forse, pensò Manuel, di non essere nemmeno mai stato voluto come figlio.

Il cielo stellato sembrava riflettere la sua dualità interiore: la luce delle stelle simboleggiava la speranza e la bellezza della vita, l'amore di sua madre, l'affetto dei suoi amici, mentre il lampione rappresentava la cruda realtà e le delusioni. Manuel si sentì sopraffatto da un'ondata di malinconia, incapace di resistere alla mescolanza di emozioni che lo avvolgevano. Con un sospiro profondo sorseggiò la birra cercando di trovare conforto nel suo silenzioso rifugio notturno, sperando che le stelle potessero portargli un po' di serenità in quel momento di fragilità emotiva.

Aspirò l'ultimo tiro e poi spense la sigaretta nel posacenere rosso, al cui fianco posò anche la bottiglia di birra ormai vuota e rientrò in casa. Si tolse i pantaloni, cambiò maglia infilandosi quella turchese che usava per dormire e si sistemò sotto il lenzuolo. Nerino lo raggiunse all'istante, zampettando verso di lui e con un balzo lesto si posizionò sul cuscino, accanto al capo riccioluto di Manuel. "Ciao piccolo, buonanotte!" Nerino si addormentò ovviamente prima del suo padrone, grazie alle mani di lui impegnate a disegnare forme circolari sulla testolina. Il ragazzo invece guardò il soffitto per quasi tutta la notte. 

Mentre vagava con i pensieri, si ritrovò a focalizzarsi su Simone. Fu solo in quel momento che realizzò veramente le parole di Laura: il corvino era andato a cercarlo a casa sua. Se non avesse avuto interesse genuino, perché avrebbe insistito nel cercare di parlare con lui di nuovo? Era chiaro che a Simone, di lui, almeno un po' gli importava, proprio come aveva ammesso quella mattina stessa. Decise, prendendo anche spunto dal consiglio della madre, di concedergli una seconda possibilità, ma di farlo un po' penare prima.





DECADANCE - SimuelDove le storie prendono vita. Scoprilo ora