Il primo passo

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2 settembre



Manuel e Simone avevano aperto gli occhi con molta calma quella mattina, ancora desiderosi di dormicchiare e godere del tepore reciproco dei propri corpi. 

"Buongiorno amo'" farfugliò il riccio, tra uno sbadiglio e l'altro, strusciando la punta del naso sulla guancia di Simone. I due gatti ormai vivevano in simbiosi con i loro padroni e di fatti, erano ormai svegli e pimpanti anche loro. 

"Sembri come loro, quando fai così" rispose con voce roca il maggiore, indicando col capo Nerino e Soleil ai piedi del letto. 

"Seh so er gatto tuo" e gli lasciò un bacio leggero sulle labbra.

"Si, senti gatto mio, cosa vuoi per colazione?

"Me la porti a letto? Ma come sei carino!"

Simone sbuffò una risata divertita, inclinando la testa verso di lui e reclamando un bacio. 

All'improvviso si fece serio, non aveva di certo dimenticato cosa ci sarebbe stato quel giorno. 

"Amore?

"Mmh?" Manuel ancora con gli occhi chiusi, si stava godendo le carezze di Simone tra i capelli. 

"Come stai?

"Sto bene Simo', come devo stare?"

"Dai hai capito che intendo, oggi hai il primo incontro..."

Manuel ormai arreso all'idea di non poter dormire ancora un po', si tirò su, stropicciandosi gli occhi e i ricci, per cercare di sembrare perlomeno semi sveglio. 

"Eh Simo lo so, me ricordo, come sto? Boh sto bene, penso, so pronto, c'ho n'po' paura, ma è gestibile al momento amo'"

"Mmh va bene amore, allora vado a preparare la colazione e poi oggi pomeriggio se vuoi, quando finisci, possiamo stare insieme, ti vengo a prendere e andiamo al parco qui vicino, oppure possiamo tornare direttamente a casa e fare un bel bagno, mangiare qualcosa, guardarci un film o-

"Amore!" lo frenò, Manuel, con un palmo della mano posto sul suo viso, accarezzandolo piano. 

Simone lo guardava con degli occhi enormi e colmi d'amore. "Come sei bello Simo

"Seh mi sono appena svegliato..."

"Sei sempre bello pe me, sei na visione pure mo, con la faccia tutta accartocciata cor segno der cuscino...

Simone lo fulmino con lo sguardo, perchè avrebbe voluto continuare il discorso precedente, ma Manuel stava sviando appositamente. 

"Amo' va bene, vienime a prende, quando finisco te scrivo...forse dato che sicuro starò na merda, possiamo torna' qui dopo? Ce magnamo na carbonara, rigorosamente fatta da me che tu non sei in grado e ce stiamo accoccolati sul divano co i gatti?

Il corvino lo colpì leggermente e "a parte che non è vero che non la so fare cretino, va bene amore mio, è perfetto!" 






Qualche ora dopo, verso le quattro del pomeriggio, Manuel si trovava davanti allo studio della psicologa, il cuore che batteva più forte ad ogni passo che lo avvicinava alla porta. Respirò profondamente, cercando di calmarsi, ma l'ansia continuava a torturare la sua mente. Sperava che, questo passo che aveva scelto di compiere dopo anni di ripensamenti e di rifiuti, potesse aiutarlo a mettere ordine nella sua vita e tra le sue emozioni. La consapevolezza che il suo ragazzo fosse lì per lui, pronto a sostenerlo, gli dava una forza inaspettata. 

DECADANCE - SimuelDove le storie prendono vita. Scoprilo ora