Una settimana dopo
L'otto maggio Simone tornò a lavoro per tenere le sue due ore di lezione del mercoledì. Una parte di lui anelava di rivedere Manuel, l'altra ne aveva timore. Il pensiero era stato costante, ogni giorno.
Arrivò nell'aula un po' in anticipo e vide Monica seduta in terza fila, da sola, a leggere qualche appunto. C'erano solo loro due in quel momento e Simone si disse adesso o mai più. "Monica?" La ragazza sollevò il capo dal quaderno. "Buongiorno Professore, mi dica." "Monica tranquilla! Sei la ragazza del mio migliore amico, non c'è bisogno che mi dai del lei. E poi ormai questo laboratorio sta per terminare, tra poco non sarò più il vostro professore..." "Va bene allora, cosa volevi chiedermi?" Dopo qualche minuto di esitazione e un'occhiata interrogativa da parte di Monica, Simone si pronunciò. "Io....io volevo sapere come sta Manuel..." Monica lo squadrò con un'espressione indecifrabile.
Qualche giorno prima si era recata nell'appartamento dell'amico e i due avevano parlato a lungo. Manuel le aveva raccontato tutto, evitando i dettagli più intimi che voleva restassero solo suoi, e si era confidato parecchio con la ragazza, aprendosi anche su questioni del passato che per lui risultavano molto spinose da affrontare. Monica lo aveva abbracciato forte per dei minuti eterni e lo aveva rassicurato dicendogli che lui non sarebbe mai stato solo. Poi avevano chiamato Chicca, Matteo e Luna, avevano mangiato una pizza tutti insieme e riso per l'intera sera grazie alle battute stupide di Matteo.
Volevo sapere come sta Manuel
Ci rifletté un po', Monica, prima di rispondere. "Perchè lo vuoi sapere?" "Il motivo per cui te lo chiedo, credo che tu lo conosca bene..." La ragazza sospirò, valutando come continuare la conversazione. "E' un momento delicato per Manuel, sta gestendo tante emozioni differenti e sicuramente averlo abbandonato lì nel bagno da solo come se non valesse niente, non lo ha aiutato, ecco, diciamo così." Simone abbassò il capo, investito improvvisamente da un senso di vergogna e mortificazione. Stava per avanzare con un'altra domanda, ma in quel momento giunsero nuovi volti a popolare l'aula universitaria e nuove voci a squarciare il silenzio. Nessuno di quei visi, però, era quello che bramava di poter rivedere lui. Nessuna di quelle voci apparteneva a quella roca e dolcissima di Manuel.
Quest'ultimo non si presentò a lezione quel giorno e nemmeno i giorni successivi.
Due settimane. Simone non incontrava quel ricciolino tatuato da due settimane. Sentiva di impazzire. Era preoccupato non solo per lui, ma anche per il suo percorso di studi. Si sentiva in colpa. Avrebbe voluto dire a Manuel di tornare, che piuttosto sarebbe scomparso lui dalla circolazione, se serviva a fargli rimettere piede in università, per seguire i vari corsi a cui mancava da giorni. Aveva tentato in almeno un'altra occasione di chiedere a Monica informazioni sul ragazzo, ma lei si era mostrata restia. Gli aveva detto di lasciargli il suo tempo e il suo spazio, che in ogni caso lo avrebbe rivisto il giorno dell'esame, che si sarebbe tenuto una settimana dopo, il 30 maggio.
In quelle due settimane di assenza dalla facoltà, Manuel aveva passato la maggior parte del suo tempo a studiare per l'esame imminente e per un altro che avrebbe dovuto svolgere a giugno. Si era preso del tempo per sè: aveva sistemato casa, era stato in compagnia dei suoi amici, era tornato a lavoro, era andato a trovare Anita, Gianmarco e Jean. Il cagnolino alla vista di Manuel gli era saltato addosso e aveva preso a leccargli tutta la faccia. Manuel rideva, rideva di cuore e si sentiva sereno, nonostante tutto. Trascorrere il tempo con sua mamma era una sorta di calmante. Avevano chiacchierato di tutto e di niente, ma Manuel aveva evitato di raccontarle di Simone. D'altra parte, Anita, così ingenua non era. Le era bastato guardare suo figlio negli occhi per cogliere una sfumatura di tristezza. Preferì, però, non dire e non chiedere nulla, decise di aspettare pazientemente che fosse Manuel a rivolgersi a lei. Al momento dei saluti, ci tenne solo a rammentargli che la sua mamma era sempre con lui.
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DECADANCE - Simuel
Fiksi PenggemarNella vibrante cornice di Roma, le vite di Simone, un professore malinconico, e Manuel, un giovane studente di filosofia, si intrecciano in modo inaspettato. Un incontro casuale nel misterioso locale a luci rosse, Decadance, accende una scintilla tr...
