tw: smut
24 dicembre
"Manuel te prego te stava bene pure la camicia de prima"
Luna esausta cercava di convincere il suo amico che un abito valesse l'altro, perchè in ogni caso i familiari di Simone lo avrebbero apprezzato comunque.
"Ma non è vero!"
"Manuè t'assicuro che è come dice Luna, sbrigate che Matteo, Monica e gli altri ce stanno ad aspetta al bar" intervenne la sua migliore amica.
"No raga' non avete capito, io devo fa bella figura..."
Chicca sbuffò esasperata. "La farai pe quello che sei, nun pe quello che indossi, cretino!"
"Raga m'ha scritto Laura e ha detto che loro pure stanno arrivando, quinni Manuel te devi da na mossa fijo mio."
"Seh, lo so, ma non so che mettermi..."
"Dio santo, scusa perchè nun te metti la camicia che t'abbiamo regalato io e Laura pe il compleanno tuo, quella nera con i ricami in pizzo?"
Gli occhi del riccio si illuminarono di colpo, "ma sai che c'hai ragione..."
"Eh lo puoi ben dire, mo vedi de sbrigarti..."
Si vestì in fretta Manuel, indossando dei pantaloni di jeans anni 70 in cui infilò la camicia in questione, che gli cadeva dolcemente sulla vita stretta, mettendola in risalto.
"Te prego Manuel, mettite er cappotto nero, non er bomber che sennò davero in quel caso fai na figura demmerda."
Il ragazzo guardò in cagnesco la sua amica bionda, "vedi che quel bomber è bellissimo, cazzo dici!"
"Seh come no, annamo!"
Uscirono con rapidità dall'appartamento e si diressero verso il bar scelto da Matteo, in cui tutti gli altri li stavano già attendendo con trepidazione.
Quell'anno avevano deciso anche loro di dedicarsi ad un simpatico secret santa e così, tra calici di vino rosso, doni scambiati, risate e chiacchiere, quel gruppo di amici stava diventando sempre più affiatato, quasi come una famiglia.
Giunse presto l'orario prefissato per la cena a casa Villa-Balestra e così i due ragazzi si dileguarono verso l'abitazione, non prima di aver recuperato entrambi i gatti dall'appartamento di Simone, dove in precedenza gli avevano lasciati per comodità.
Manuel era visibilmente in ansia, con l'indice dentro la camicia ad allargare non si sa bene cosa e il respiro mozzato in gola.
"Amore!" lo chiamò. "Sta tranquillo, okay? Non c'è motivo di agitarsi tanto! Sono io quello che dovrebbe lamentarsi perchè passerà l'intera serata ad ascoltare i discorsi di filosofia tra te e mio padre" scherzò, tentando di smorzare la tensione.
Manuel non rispose, si limitò ad intrecciare le dita in quelle dell'altro e a rifilargli un mezzo sorriso.
Arrivati a destinazione, parcheggiarono l'auto del corvino nel vialetto alberato. "Cioè te sei sempre stato ricco e nun m'hai mai detto niente?"
"Seh ricco, la casa è di mia nonna"
"E' lei la capitalista allora!"
Recuperati i gatti, fecero per avanzare, ma furono raggiunti dalla voce di Dante, il quale col suo maglione rosso con una renna ben in vista, si presentò davanti a loro. Abbracciò forte suo figlio, che di certo non era abituato a quella stretta e infatti, fece un po' di fatica inizialmente a ricambiare l'abbraccio. Poi passò a Manuel sorridendogli a trentadue denti e accogliendolo con una sonora pacca sulla schiena, un po' troppo forte per il fisico piuttosto mingherlino del ragazzo. "Papà così me lo spezzi" esclamò Simone. "A quello ci pensi già tu, figliolo!" Le guance di Manuel si imporporano di colpo e Simone guardò in cagnesco il padre, "papàààà eddaje su" "E che avrò detto mai" fece quello ridacchiando. "Ciao Manuel, benvenuto! Che piacere conoscerti finalmente, dopo mesi di aneddoti di questo figlio mio screanzato." Il riccio sorrise con timidezza e strinse la mano dell'uomo per presentarsi. "Dado, ma li lasci entrare questi poveri ragazzi o vuoi terrorizzare ancora il nostro ospite?" Nonna Virginia in tutta l'eleganza del suo portamento, si palesò dinanzi ai loro occhi, con un lungo abito rosso e i capelli in piega. "Salve signora" rispose Manuel. "Caro, chiamami pure Virginia! Entrate forza, che la cena è quasi pronta. Dado vai ad aiutare Carla ad impiattare, mentre io porto i ragazzi in salotto a lasciare i cappotti. Oggi tortellini in brodo ragazzi e per secondo il polpettone con le patate! "
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DECADANCE - Simuel
Fiksi PenggemarNella vibrante cornice di Roma, le vite di Simone, un professore malinconico, e Manuel, un giovane studente di filosofia, si intrecciano in modo inaspettato. Un incontro casuale nel misterioso locale a luci rosse, Decadance, accende una scintilla tr...
