tw: un po' di sano smut :)
L'appartamento di Simone era un rifugio accogliente e ricco di personalità. L'ingresso si apriva direttamente su un soggiorno luminoso, arredato con gusto e attenzione ai dettagli. Le pareti erano dipinte di un delicato colore avorio, che contribuiva a rendere l'ambiente caldo e confortevole. Appena entrato, Manuel notò subito una vasta libreria che occupava un'intera parete: era colma di libri di ogni genere, dai classici della letteratura alle ultime novità scientifiche, passando per saggi d'arte, manuali sulla comunicazione d'impresa e la post-medialità. Ci passò le dita sopra, facendole scorrere lungo tutte le copertine dei testi "Se vede che sei un professore comunque." Al centro del soggiorno troneggiava un comodo divano di colore grigio scuro, morbido e invitante. Accanto al divano, un elegante bonsai, dono prezioso della nonna, era sistemato su un piccolo tavolino. La cura meticolosa che Simone dedicava a quella pianta era un omaggio all'affetto e ai preziosi insegnamenti della donna, che lo aveva cresciuto con amore e dedizione. La nonna Virginia aveva sempre avuto un'influenza significativa su Simone, i suoi racconti di vita teatrale e la sua passione per l'arte avevano lasciato un segno indelebile in lui. Un angolo del soggiorno era dedicato alla musica, con un giradischi di alta qualità e una collezione di vinili disposti ordinatamente su scaffali. Manuel ovviamente si diresse subito in quel punto per curiosare. Le finestre del soggiorno erano adornate da tende leggere che lasciavano filtrare la luce naturale di quella giornata, illuminando le numerose piante di cui Simone amava prendersi cura. "Belle ste piante, so tutte curate, io invece le farei morì in du ore" esclamò Manuel. Simone sorrise e si avvicinò a lui, abbracciandolo da dietro e posando il mento nell'incavo del collo. Manuel si sentiva minuscolo e il suo respiro così vicino, gli mandava in pappa il cervello. Stava per girarsi e baciarlo, quando una palla di pelo trotterellante si avvicinò a loro miagolando felice. Si abbassarono entrambi a salutare la gatta, ma Soleil rivolse uno sguardo diffidente a Manuel. Quindi egli dovette prima farsi annusare e solo dopo ebbe il permesso di accarezzarla. Qualche minuto dopo, il padrone di casa, fece segno a Manuel di seguirlo in cucina. "Vuoi bere qualcosa, Manu? Un caffè, un succo, una birra? O vuoi mangiare, se vuoi ti cucino qualcosa." Manuel rise per la freneticità delle domande del corvino. "No Simo tranquillo nun ho fame, ma accetto un bicchiere de succo." "Va bene te lo do subito." La cucina di Simone era ben organizzata: sulle mensole vi erano barattoli di spezie e ingredienti vari disposti in modo ordinato, su una mensola invece si trovavano libri di ricette. "Ecco a te il succo." "Grazie. Ti piace cucinare Simo?" "Si dai, mi piace ingegnarmi, cucino per lo più per i miei amici. Mi ha trasmesso questa passione mia nonna Virginia, con cui sono praticamente cresciuto." Manuel annuì leggermente, ma agli occhi di Simone parve un po' perplesso. "Che c'è Manuel, tutto okay?" chiese forse un po' apprensivo, tanto da suscitare un mezza risata nell'altro. "Si Simo tutto okay. Mi stavo solo chiedendo una cosa, ma così per parlare, puoi anche non rispondermi. Tua mamma?" Simone emise un sospiro. "Oddio scusa Simo, non avrei dovuto chiedertelo, fai finta de niente..." "Ma no Manu, è che non ho un rapporto con lei, non ci parliamo e vediamo da anni, lei evidentemente sta bene così e io anche." "Mh ho capito! Scusami per avertelo chiesto." "Ma no tranquillo, figurati..." gli rispose il corvino accarezzandogli una guancia. "Vieni andiamo sul divano. Vuoi ascoltare un po' di musica, vuoi vedere un film?" "Si va bene, ma prima devo anna' al bagno." "Okay è la seconda porta sulla destra, alla fine del corridoio." Qualche minuto dopo, Manuel tornò in soggiorno quasi urlando. "No vabbè ma tu hai la vasca e lo scopro solo ora? Non mi hai detto niente...Che poi c'hai sia la doccia che la vasca, pensa te che pacchia." Simone rise di gusto per la reazione del riccio. "E quando avrei dovuto dirtelo e perchè poi?" "Perche?!" chiese Manuel interdetto. "Perchè è na' cosa bellissima, io non ce l'ho mai avuta. La proviamo, pe favore?" "Oddio sembri un bambino quando fai così, ma va bene facciamolo" rispose sorridendo Simone. Manuel prese a fare i saltelli per la felicità. "Veramente un bimbo, come devo fare con te...vuoi i braccioli e le paperelle nella vasca?" Manuel lo fulminò con uno sguardo e poi sorrise. "Ao vedi che io so nuotare meglio de te, sicuro." "Se lo dici tu..." rispose divertito alzando le mani in alto. Il corvino aprì il rubinetto e piano piano la vasca si colmò d'acqua. Versò alcuni prodotti tra cui un bagnoschiuma alla vaniglia e un altro all'avocado. "Beh ecco, adesso dovremmo spogliarci o vuoi farti il bagno vestito, Simo'?" Simone rise per quella stupida battuta, ormai era perso di quel ragazzo riccioluto. Manuel si avvicinò piano e gli fece segno di alzare le braccia per aiutarlo a levare la maglietta. Simone ricambiò il favore. Scalciarono sul pavimento anche i pantaloni, per poi restare in mutande uno di fronte all'altro. Il più alto aveva il respiro corto ed era un po' imbarazzato. Fu Manuel a risolvere quell'impasse, tirando giù i boxer in un secondo. Il maggiore si impose invano di non guardare. "Che fai, non ti spogli? Simo vedi che me puoi guarda' eh" e Simone sorrideva, ormai senza via d'uscita. Si levò anche lui l'ultimo strato di tessuto e si immersero nella vasca calda. "Certo...non proprio una bella idea, visto che fuori ce stanno 30 gradi tra poco, però va bene, me piace" affermò Manuel ad un certo punto. "L'idea è stata tua, che te devo dì, mo accanna e goditela." "Nun parla' romano che me ecciti, professore." "Magari è quello che voglio..." rispose il corvino con voce roca e sguardo languido. Si trovavano uno di fronte all'altro, con le gambe vicine. All'udire di quella risposta, qualcosa scattò nel minore. "Simo', toccame...ora" "Eh?" "Toccame pe favore" ansimò quasi Manuel. Simone allora si avvicinò lentamente, tenendo sempre gli occhi alti nei suoi, per cogliere un qualsiasi accenno di indecisione o di malessere. Pose una mano sul membro di Manuel e iniziò a masturbarlo piano, con delicatezza. Manuel si mordeva il labbro inferiore, mantenendo il contatto visivo. "C'hai sti occhi Simo, che ogni volta che te guardo, nun so mai come uscirne..." Simone sorrise imbarazzato alzando un solo lato delle labbra e si fece subito timido. "Cioè me fai ride, me stai a fa na' sega però te imbarazzi se te dico che c'hai gli occhi più belli che io abbia mai visto..." insistette Manuel. Il ragazzo avvampò e si morse il labbro con forza. "Smettila dai..." Dopo qualche minuto, Simone sorprese l'altro arrampicandosi sulle sue cosce e sedendosi poco sopra l'eccitazione. Intrecciò le dita dietro la sua testa, giocando con i riccioli impregnati d'acqua e prese a tracciare con la punta della lingua i contorni delle sue labbra carnose. Il minore aveva socchiuso gli occhi per godersi la sensazione di piacere, che si intensificò nel momento in cui Simone prese a muovere il bacino con movimenti circolari, facendo scontrare così l'erezione di Manuel, con i suoi glutei. Il ragazzo era estasiato. Si baciarono intensamente, gemendo e alternando i baci a piccoli morsi. Poi Simone scese sul collo affondando le labbra e i denti nella pelle. Manuel istintivamente afferrò una natica e la strinse forte, il dolore si mischiava al piacere. Simone si spostò di poco e prese la sua erezione tra le mani, lo studente per non impazzire, si aggrappò forte ai bordi della vasca, fino a far diventare le nocche bianche. "Simo..." ansimò. "Pe favore...se continui così vengo all'istante." Simone sorrise divertito e soddisfatto, si portò due dita di Manuel alla bocca e le succhiò avidamente, dinanzi agli occhi esterrefatti dell'altro. "Tu mi farai impazzire Manu...come devo fare con te, mmh?" Manuel ad un tratto si alzò in piedi, magicamente non scivolando, e Simone lo imitò pur non comprendendo le intenzioni. "Andiamo in camera tua Simo? Direi che abbiamo già scopato abbastanza nei bagni, che dici?" Simone rise e annuì. "Va bene, andiamo!"
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DECADANCE - Simuel
FanfictionNella vibrante cornice di Roma, le vite di Simone, un professore malinconico, e Manuel, un giovane studente di filosofia, si intrecciano in modo inaspettato. Un incontro casuale nel misterioso locale a luci rosse, Decadance, accende una scintilla tr...
