Capitolo 22 (Tu sei l'inferno)

196 23 10
                                        

(MACA's POV)

"Maca"
"Dimmi"
Dico, guardando Kendra seduta accanto a me sul letto, mentre aspetta che finisco di allacciarmi i tacchi. 
Abbiamo deciso di andare a ballare, in una delle discoteche più famose di Ibiza.
Sono passati due giorni da quando siamo andate a letto insieme, e non è più successo.
Abbiamo parlato molto, e abbiamo capito che in realtà ci teniamo buona compagnia a vicenda, ma finisce qua.
Del resto starò qua ad Ibiza ancora per quattro giorni, poi dovrò tornare a New York.
Richard aveva ragione.
Avevo bisogno di staccare la spina.
Di andarmene da quella città che mi procurava più pensieri negativi che felicità.
Un tempo non era cosi.
Prima di quell'incarico.
Come avevo già detto, avrei voluto non accettarlo mai.
Sarebbe stato tutto più facile.
Avrei ancora la mia carriera e la mia vita senza questo peso in mezzo al petto.
Questo macigno che ormai da quasi un anno.
"Posso chiederti una cosa? So che non siamo amiche e che ci conosciamo da due giorni, ma sono curiosa" ride nel dirlo, cosi faccio io di rimando.
"Stai tranquilla. Dimmi"
"Quella donna stronza e altezzosa...chi era? State insieme?"
Rido di gusto nel sentirla, mentre noto lei fare un sorriso quasi imbarazzato.
Allaccio l'ultimo tacco, per poi alzarmi in piedi, andando davanti allo specchio della mia camera.
Mi guardo per alcuni secondi, per poi abbassare gli occhi e scuotere leggermente la testa.
Come se quella domanda mi avesse scossa.
Cosa che in realtà un po' ha fatto.
"No. Ma non mi va di parlarne. È solo il mio passato"
Sento le parole strozzarsi mentre escono dalla mia bocca.
Come se in realtà parlarne al passato mi facesse più male che se fosse ancora un presente solido.
Due giorni fa, mentre le dicevo addio, una parte di me avrebbe voluto continuare a stare li a combattere.
Continuare a domandare finché non si sarebbe arresa ad ammettere ciò che prova realmente.
Non solo perché volevo che si aprisse, ma anche per capire realmente cosa pensava.
Non capisco mai abbastanza bene che cosa vuole far capire, che cosa vuole lasciare intendere con quei suoi gesti privi di senso.
Cosa significava davvero il fatto che fosse venuta qua ad Ibiza?
Si trattava di sola possessione o anche di qualcosa di più profondo?
Poi come faceva a sapere che ero li?
Tutte domande a cui non avrò mai una risposta.
"Hey Maca, scusa. Non volevo che ti asserissi. Basta cosi, andiamo a ballare e svaghiamoci un po. Io dal lavoro e te da tutto ciò che ti sta logorando" dice Kendra, vedendo probabilmente una sgomento sul mio viso, mentre ero immersa nei miei pensieri.
Vedo che guarda il telefono, per poi scrivere qualcosa e guardarmi.
"Le mie amiche sono partite. Ci incontreremo la"
Annuisco, per poi farle un lieve sorriso, quasi forzato, mentre la seguo fuori dalla stanza.

~~~~~~~~~~~~~~~

Entriamo nel locale e la musica arriva subito alle mie orecchie.
Comincio subito a sentire quanto mi mancava venire in questo posto.
Quando ero una ragazzina venivo sempre qua con Rebekah, poiché ci piaceva la musica che sceglievano.
Mi rendo conto che è cosi tutt'ora.
Rido mentre guardo quanta gente c'è in questo posto e guardo le ragazzo accanto a me.
"Questo posto mi è sempre piaciuto da morire" dico, mentre loro annuiscono, sorridendo sincere.
"Dai andiamo a prendere da bere! I ragazzi ci stanno aspettando al tavolo"
Annuisco, seguendole verso il bancone del bar.
Mi sento cosi libera in questo momento.
Nonostante il peso in mezzo al petto, aver chiuso con la mora e le sue stronzate mi fa sentire meglio a tratti.
È come se mi fossi liberata dalle catene.
Come se fossi riuscita in qualche modo ad uccidere ciò che mi faceva male.
Mi sento in colpa un po', per aver trascinato dentro questo casino sia la riccia che mia sorella.
Hanno dovuto mentire per me.
Coprirmi.
Nonostante non capissero bene quello che stavo facendo.
Solo per il loro bene.
In questi giorni qua ad Ibiza ho capito che non posso permetterlo mai più.
Stanno rischiando la carriera per questo motivo, quindi eviterò che loro vengano a sapere qualsiasi altra cosa possa metterle in questa posizione.
Una parte di me spera vivamente di non dover rivivere questa esperienza mai più.
Ma un'altra vorrebbe cercare Zulema.
Per fare cosa?
Per tornare a cercar di far capire quanto è bello provare sentimenti a qualcuno che non ne vuole sapere?
Non ne vale la pena.
Prendo fuori il telefono e scatto una foto a me e Kendra dall'alto, mentre facciamo smorfie simpatiche, per poi inviarla nel gruppo con Rebekah e la riccia.
La guardo qualche secondo, soffermandomi sul mio vestito che ho comprato proprio stamattina.
Sono molto felice del mio acquisto.
È completamente nero, con uno scollo vertiginoso, che lascia intravedere a tratti l'inizio del seno.
La schiena è lasciata scoperta, mentre la restante stoffa mi cade proprio alla fine della schiena.
Il classico vestito che mia madre definirebbe 'straccetto'.
Sorrido nel pensarla.
Per poi afferrare il drink che mi hanno portato, dirigendoci verso il tavolo.

𝙱𝚛𝚘𝚔𝚎𝚗 𝚂𝚘𝚞𝚕𝚜Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora