(MACA's POV)
UN ANNO DOPO
Chiudo gli occhi, mentre l'aria che entra dal finestrino aperto della macchina mi fa svolazzare leggermente i capelli lasciati sciolti sulle mie spalle.
Annuso l'aria di mare che invade le mie narici, per poi sorridere.
Ho sempre amato il mare.
Stiamo andando in spiaggia per fare un beach volley, cosa che mi è sempre piaciuta fare.
Amo gli sport, mi fanno sentire libera.
Abbiano deciso di venire a Rockaway Beach, che è usato come rifugio estivo.
È un quartiere nel sud del Queens che vanta la spiaggia urbana più lunga negli Stati Uniti.
I surfisti hanno scelto la località un po' per comodo, visto il facile accesso con la metropolitana, e un po' per sfida, perché il surf fino al 2005, in questa spiaggia, era illegale.
Questo quartiere era un simbolo di degrado urbano, che dopo è diventato una destinazione modaiola.
In fondo la sua trasformazione ha un po replicato quella di altri quartieri emergenti di New York.
"Dai Maca! Non sei felice? Oggi passerai un po piu di tempo con il tuo Daniel"
Giro gli occhi, sbuffando una risatina, nel sentire la riccia, che si sporge in avanti dal seggiolino posteriore, mentre sento Rebekah ridere di gusto.
"Riccia sai che la cintura l'hanno inventata per tenere le persone moleste attaccate al sedile posteriore?"
"Ah si? Cavolo. E io che pensavo fossero state create per sicurezza"
Ridiamo tutte e tre, mentre le sue parole precedenti mi scaldano un po il cuore.
Ho conosciuto Daniel qualche mese fa, in un locale, e mi è sembrato un ragazzo carino.
Da allora abbiamo cominciato a frequentarci.
È un ragazzo biondiccio, con gli occhi azzurro ghiaccio, il classico belloccio del liceo.
Mi ha subito presa, per i suoi modi gentili e carini nei miei confronti.
Non è stato molesto e nemmeno rude.
Mi piace molto.
"Eccoci qua" dice Rebekah mentre parcheggia.
"Finalmente, non sopportavo più la Riccia" dico, facendomi tirare un piccolo pugno sulla spalla da quest'ultima.
Ci incamminiamo verso il campo e noto subito i tre ragazzi che stanno facendo dei palleggi con la palla.
"Ciao" dico avvicinandomi a Daniel, mentre lui fa un sorriso sincero, mettendomi una mano sulla parte bassa della schiena.
"Ciao Maca"
Ci diamo un bacio a stampo per poi ridacchiare.
"E noi non esistiamo?" Afferma la Riccia, con sguardo severo ma al tempo stesso giocoso, cosa che fa leggermente imbarazzare il ragazzo accanto a me.
"Ciao anche a voi ragazze"
Ridiamo tutti per poi iniziare a scaldarci.
"Vai Maca!"
"Mia!"
La riccia schiaccia e fa punto, facendomi ridere e alzare le braccia al cielo, in segno di gloria.
"Non dovevate stracciarci?" Dico, guardando i maschi dall'altra parte della rete.
"Vuoi vedere cosa succede a chi fa la sbruffoncella?"
Daniel si avvicina dopo averlo detto, con modi vaghi, facendomi indietreggiare.
"Non ti azzardare"
Sussurro, ma un attimo dopo sono in braccio a lui, dimenandomi in modo giocoso, mentre corre verso l'acqua.
"Danie-"
Non faccio in tempo a finire la frase che si è già lanciato in acqua.
Sento il freddo invadermi il corpo, cosa molto piacevole data la temperatura esterna.
Riemergo, passandomi le mani tra i capelli che tiro indietro.
"Ti odio" sussurro, mentre lui si avvicina ridendo, prendendomi in braccio.
"Non è vero"
Sorridiamo entrambi e cominciamo a baciarci.
È un bacio lento, ma profondo, che mi fa sorridere.
Accarezzo i suoi capelli, mentre mi stacco, per poi guardarlo negli occhi.
È cosi genuino e puro.
Simile a me.
Ma mi merito un ragazzo simile dopo tutto quello che ho passato?
A volte mi domando questo.
Ho l'anima cosi danneggiata che mi sembra di stargli rubando tempo.
Mi da un ultimo bacio sulla guancia, prima di cominciare a sentire degli schizzi arrivare da dietro le mie spalle.
Giro gli occhi al cielo, mentre mi volto, cominciando a fare lo stesso con le mani.
"RIZOS!"
"Dai Maca battimi!"
Rido mentre tutti siamo in acqua, a giocare e scherzare con molta leggerezza.
Mi mancavano questi momenti.
Mi sento un po meglio, dopo questo tempo passato.
Il peso in mezzo al mio petto si è alleggerito, ma ammetto che non è stato facile, e tutt'ora non lo è.
Cado sempre nell'inganno di pensare a quella vita che ho abbandonato.
A quella famiglia che stavo costruendo giorno dopo giorno, e non faccio che domandarmi come stanno, se sono vivi.
Mi preoccupo di questo, sapendo in che ambiente vivono, e poi ripenso a quella mora maledetta.
A quel suo modo rude ma al tempo stesso eccitante.
Era fuoco puro, e io ero benzina.
Creavamo un incendio con il nostro gioco di attrazione fatale, ma spesso ci si bruciava.
O almeno...io mi bruciavo.
Mi sentivo cosi dentro a quella sfida, a quell'attrazione.
Era come vivere in una bolla.
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𝙱𝚛𝚘𝚔𝚎𝚗 𝚂𝚘𝚞𝚕𝚜
FanfictionNasciamo tutti con l'anima pura. Bianca. Innocente. E' la vita che, con gli anni e con il tempo, la plasma e la modella, mettendola davanti a sfide continue, e obbligandola a prendere una strada, giusta o sbagliata che sia. Macarena e Zulema hann...
