Capitolo 27 (Vendere l'anima al diavolo)

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(MACA's POV)

Arrivo in quel vialetto che ricordo come se mi ci avesse portata ieri, invece è
passato un anno.
Inchiodo, tirando poi il freno a mano e girando le chiavi facendo spegnere la
macchina.
Noto la quantità di persone e armi all'esterno.
Due uomini sono accanto all'ingresso, mentre gli altri sparsi nel giardino e alle finestre.
Scendo con le mani alzate, notando i mirini rossi sul mio corpo.
Il mio respiro diventa accelerato, e sento il battito del cuore nelle vene del collo.
"Voglio solo vedere mia sorella"
"STAI FERMA! MANI SULLA MACCHINA"
Alzo leggermente gli occhi per l'ironia di questa frase, non ricordando nemmeno
quante volte l'ho detta io nell'Fbi.
Faccio come mi viene chiesto, mentre due uomini si avvicinano a me.
Uno tiene la pistola puntata contro la mia testa, mentre l'altro mi porta le mani
dietro alla schiena, legandomi i polsi con una fascetta.
"Ahia" dico, guardandolo male, per poi sentire che stringe ancora.
"Poverina. Ti ho fatto male? Ho stretto troppo forte?"
Dice prima con voce ironica, facendomi incazzare, per poi sentire che mi stringe i
capelli in un pugno.
"Sai quanto cazzo me ne frega? Allarga le gambe" mi spinge il piede sinistro,
facendomi fare ciò che mi ha chiesto solo per dirlo, perché non avevo alcuna
scelta.
Le sue mani vanno sul mio corpo, cercando eventuali armi o spie.
Va sui fianchi, sul seno, e poi lo sento ridacchiare.
"Devo ammettere che sei una figa"
Mi si gela il sangue nel sentirlo, mentre i ricordi di quella notte nel viale mi tornano
alla mente con una velocità disarmante.
Il mio corpo si irrigidisce, mentre sento una sua mano scendere sui miei glutei, che
palpa, facendomi sussultare.
"Lasciami pevertito!" Urlo, cercando di dimenarmi, ma con i miei capelli ancora nel
suo pugno, mi spinge la testa contro alla macchina.
"Stai ferma sfigata"
Sento il panico invadermi, mentre sento che riporta li la sua mano, poi uno sparo
riecheggia.
Sussulto e l'uomo mi lascia, allontanandosi da me immediatamente.
Guardo verso la porta e noto una ragazza che punta la sua pistola verso l'alto.
Ha dei pantaloni in pelle lucida nera a fasciarle le gambe, e una felpa grigia a
coprirle il busto.
"Per caso Zulema ha parlato di scoparsi la ragazza? Brutto coglione" avanza, e ora
con la luce e grazie alla sua voce la riconosco.
Arriva vicino all'uomo, puntandogli la pistola alla testa.
"Aspetta che lo venga a sapere e sarai morto Logan"
"Bonnie..." dico quasi in un sussurro, mentre un lieve sorriso si stampa sul mio
viso.
La guardo, e lei fa lo stesso, ma rimane impassibile.
Il suo volto non da segni di felicità o nessun tipo di sentimento.
È come se non mi riconoscesse.
Come se fosse stata riprogrammata.
"Bonnie" dico nuovamente, ma lei afferra i miei polsi legati, spingendomi verso la
porta d'ingresso.
Una lacrima riga il mio viso, perché nonostante tutto ciò che è accaduto, a lei
volevo bene veramente.
Perchè è arrabbiata?
Perchè non mi parla?
Mentre la mia mente viaggia, una mano della ragazza dietro di me si poggia
delicatamente sulla mia schiena, quasi come a non volersi far vedere.
"Mi dispiace Maca, devo farlo" sussurra piano, facendo arrivare solo a me le sue
parole, cosa che mi solleva un pò.
Annuisco lievemente, capendo perfettamente in che situazione si trova.
Non può fare altrimenti.
Non ha alternative.
O così o la morte.
Lo so io e lo sa lei.
Uno dei due uomini accanto alla porta la apre, facendoci entrare.
La luce calda dell'interno, bello e moderno, ci accoglie, facendo sembrare tutta
questa situazione un incontro pacifico, ma non sarà mai così.
Bonnie mi conduce verso la cucina, dove vedo immediatamente Zulema seduta
sulla penisola, con una gamba a penzoloni e l'altra tenuta piegata sul ripiano.
Gioca con la pistola che ha tra le mani, per poi far scattare gli occhi nei miei.
Ci avviciniamo ancora, e i miei occhi si sgranano quando vedo Rebekah legata ad
una sedia, accanto alla mora.
Faccio uno scatto in avanti, ma la ragazza dietro di me mi trattiene.
"LASCIAMI CAZZO!"
Dico, continuando a dimenarmi.
"Ti prego, non rendere le cose più difficili di come gia sono"
Le do una gomitata, pensando che avrebbe capito in futuro il mio gesto, mentre la
mia mente pensa solo a voler raggiungere la ragazza bionda poco lontana.
"Ora basta con queste lagne da bambina"
Le parole di Zulema arrivano calme, con un tono quasi scocciato, facendomi
fermare.
"Lasciala andare" la guardo negli occhi, mentre sento Bonnie tagliare le fascette
che hanno solcato i miei polsi.
Corro verso Rebekah, inginocchiandomi di fronte a lei.
Le prendo il viso tra le mani, notando che è incosciente: la sua testa è lasciata
cadere in avanti, rivolta verso il suolo.
Una corda le lega il busto alla sedia, mentre delle fascette le tengono i polsi ai
braccioli.
Le sue caviglie sono legate allo stesso modo, e noto un taglio profondo sulla sua
fronte.
Una lacrima mi riga il viso mentre le accarezzo la pelle già tumefatta.
Non so se il mio pianto stia a significare tristezza o sollievo.
È qua.
È viva.
Posso ancora salvarla.
"Cosa le avete fatto? Ti ha vista?" Dico alzandomi di scatto in piedi, andando
vicino alla mora, che sembra essere annoiata.
Un ghigno si apre sul suo volto, mentre fa un balzo giù dalla superficie di marmo
su cui era stravaccata, arrivandomi vicino al volto.
"Hai paura vero? Che mi abbia vista. Sai cosa succederebbe"
Stringo un pugno lungo il fianco, e la mia mascella si serra.
Passa lo sguardo prima in un occhio, poi nell'altro, con quello sguardo di sfida che
so di aver visto solo nei suoi occhi.
"Zulema...per favore" dico, chiudendo gli occhi, mentre sento la sua pelle sfiorare
la mia guancia.
Sussulto per quel contatto, mentre le sue labbra si posano sul mio orecchio.
"Eri così bella su quel tetto, mentre godevi per me" sussulto sentendola,
sorprendendomi della scossa che mi scende lungo la schiena nonostante la
situazione in cui siamo.
Le do uno spintone, facendola sbattere contro la penisola retrostante.
"Vaffanculo Zulema!"
Mi afferra la gola, portando la mano verso l'alto, cosa che mi fa sentire il respiro
strozzarsi.
Porto una mano sul suo polso, sentendo l'aria mancarmi, mentre un'altra lacrima riga il mio
volto.
"Secondo te sono così stupida? Se mi fossi fatta vedere la dovrei uccidere e non
avrei più potere su di te. Idiota"
Dice queste cose ad un millimetro dal mio viso, per poi spingermi indietro,
facendomi barcollare.
Mi porto una mano alla gola, tossendo, mentre sento l'aria grattarmi la gola al suo
passaggio.
La guardo, respirando velocemente, sorprendendomi delle sue parole.
"Perché Zulema?"
Fa una smorfia, come a farmi capire che non sa a cosa mi riferisco, mentre torno in
posizione eretta.
"Perché vuoi che torni con te così disperatamente?"
"Le mie ragioni non ti riguardano. Lo voglio e basta"
Sbuffo una risata ironica, scuotendo la testa leggermente.
Mi porto una mano sulla fronte, per poi passarla tra i miei capelli ancora lievemente
bagnati.
"Perché non puoi essere sincera?"
Rimane seria, prendendo un grosso respiro, per poi guardarmi con sguardo
scocciato, come se non provasse niente a riguardo.
"Cazzo riesci ad essere una persona normale?"
Dico avvicinandomi a lei, facendo sfiorare i nostri corpi.
I nostri occhi sono fissi gli uni negli altri, e sento la frustrazione mescolarsi a mille
altre emozioni.
Eccitazione.
Adrenalina.
Paura.
Senso di colpa.
Sollievo.
Tristezza.
"Macarena forse non ti è chiara una cosa..." dice con voce leggera, per poi far
passare un dito sul lato destro del mio volto.
Vedo come segue il suo tracciato con lo sguardo, passando sulle mie labbra, che istintivamente
schiudo, facendole fare un sorriso divertito.
Scende ancora, passando per la gola che fino a poco fa stringeva forte, facendomi
rabbrividire per la diversità di contatto.
Arriva alla piccola scollatura della mia polo, per poi fermarsi, sorridendo in modo
malizioso.
Davvero sta pensando a questo ora?
Scuoto leggermente la testa, per poi sospirare quando la vedo riportare lo sguardo
nel mio.
"...non hai alternativa. O vieni con me. O lei muore" dice indicando la ragazza
accanto a noi, che nessuna delle due guarda.
Lei per menefreghismo.
Io perché mi farebbe male.
Deglutisco, mentre le lacrime iniziano a scendere copiose lungo le mie guance.
Penso di avere un'espressione più seria che mai sul viso, mentre i pensieri
invadono la mia testa.
So che ha ragione.
Scacco matto.
Mi allontano, voltandomi, per poi portarmi le mani al viso.
Perderò per sempre la mia vita.
Dovrò tagliare i rapporti con tutte le persone che facevano parte di essa.
Sarò per sempre una ricercata.
E dovrò vivere come tale.
"Non fare tante scene. Sei patetica"
Mi avvicino di scatto, sentendo la rabbia furiosa che quelle parole mi hanno scatenato
dentro.
Le stanzio un forte schiaffo sulla guancia, facendole voltare la testa di lato.
"Tu cosa ne sai? Tu non puoi capire niente di quello che sto provando!
La grande e stronza Zulema cosa ne sa di cosa vuol dire amare?
O provare emozioni?"
Le afferro la gola, ma lei rimane impassibile, guardandomi seria in volto, cercando
di controllare la rabbia che le vedo scorrere nelle vene.
Le lacrime che bagnano la mia pelle cominciano a bruciare per il sale che
contengono.
Mi sorprendo per il coraggio che mi ci è voluto per prenderla cosa, o forse invece è la rabbia che mi offusca i pensieri.
"Tu non sai cosa vuol dire tenere alle persone!
O cosa vuol dire essere obbligati a lasciare la propria vita per un ricatto schifoso!"
Faccio per spingerla indietro ancora, ma mi da un calcio, facendomi accasciare al
suolo.
Faccio per rialzarmi, mentre sento il mio stomaco dolore, ma il rumore della sicura
tolta mi fa bloccare.
La guardo, mentre mi punta una pisola contro, con il mento alto e il petto che si
alza e si abbassa ripetutamente.
"Ragazzina tu non sai niente della mia vita.
Parla ancora e ti pianto un proiettile nella testa"
Mi alzo lentamente, con sguardo corrucciato e le mani alzate, mentre noto
scendere da un suo occhio una lacrima.
È incredibile lo stacco di espressione che riesce a mantenere.
È la solita stronza, con quello sguardo duro e serio, l'espressione impassibile.
Ma quella lacrima sembra solcare la sua pelle come se non scendesse da troppo
tempo.
Sbatte ora le palpebre più velocemente, probabilmente cercando di mandare
indietro quel bruciore che sente agli occhi.
Quella classica sensazione che si sente quando stai per scoppiare a piangere ma
non puoi permettertelo.
Guardo tutto il suo viso, per poi avvicinarmi lentamente a lei, con le mani
leggermente alzate.
"Okay..." sussurro, guardando il dito che tiene su quel grilletto, come se si
appigliasse al premerlo per difesa da qualcosa che non è fisico, ma dentro di lei.
Porto una mano lentamente in avanti, che noto tremare leggermente, per poi
toccare il mirino dell'arma carica, portandogliela verso il basso.
Sospiro, chiudendo poi gli occhi.
Non ho alcuna alternativa, ha ragione, ma posso trattare.
Non le darò ciò che vuole, non completamente.
"Zulema cosa vuoi che faccia? Che stia con te ma al tempo stesso lavorare
nell'fbi?"
Vedo un sorriso furbo dipingerle ora il volto, cosa che mi fa scuotere la testa.
"No" dico in modo secco.
Noto il suo viso incupirsi, per poi cercare di rialzare la pistola, ma la mia mano la
tiene verso il basso.
"Calmati. Voglio parlare di affari"
Un ghigno fiero vedo comparire sulle sue labbra, seguito dal suo capo che fa
cenno di assenso.
"Vieni" dice allungando il braccio verso la porta finestra che conduce all'esterno.
Lo stesso posto dove mi ha baciata.
Ricordo la passione.
Il modo rude che aveva, per punirmi per averla tradita.
Ci incamminiamo, e sento che posa una mano sulla parte passa della mia schiena,
gesto che mi fa sorridere, ma un mugugno alle nostre spalle mi fa voltare di scatto.
Si sta svegliando.
Sorrido in modo sincero e sollevato, ma prima che io possa fare un passo, il mio
polso viene afferrato.
"Dove cazzo vai? Avevamo detto-"
"So cos'ho detto Zulema. Lo faremo.
Però ti prego...lasciami parlare con mia sorella"
La guardo con occhi lucidi, quasi ad implorare grazia e una leggera empatia.
Alza il mento, in segno di comando e superiorità, ma la presa sul mio polso
diminuisce.
"Lascia che le spieghi. Glielo devo"
Mi guarda per alcuni minuti che mi sono sembrati infiniti, poi annuisce.
"Due minuti Macarena" dice stringendo nuovamente la presa.
"Si. Non ti far vedere" sussurro spingendola leggermente indietro.
Mentre rientro guardo Bonnie, che sorride impercettibilmente, per poi fare due
passi indietro, cercando di farmi capire che vuole lasciarmi spazio.
Sorrido dolcemente, annuendo poi in segno di gratitudine.
Al contrario sento gli occhi della mora addosso, che mi fanno voltare un attimo a
guardare.
È nascosta appena dietro la finestra, volendo vedere cosa succede per tenermi
sotto controllo.
La tenda che svolazza per la brezza notturna estiva la cela leggermente,
lasciandone intravedere l'ombra.
Mi affretto, e mi inginocchio di fronte a Rebekah.
"Becks..." le prendo il viso, per poi sentire i miei occhi tornare a bruciare.
Le lacrime spingono per uscire, ma cerco di trattenerle più che posso.
Guardo la sorella che ha cercato di aiutarmi a crescere nel modo più corretto
possibile, insieme ai miei genitori.
Mi ha dato insegnamenti che ora sento di star tradendo.
"Maca?" Sussurra con voce pastosa e spezzata dal pianto e dal dolore.
Annuisco, appoggiando la fronte sulla sua, mentre le lacrime ricominciano a
riversarsi sul mio volto.
"Mi dispiace. Non riuscivo-"
"Shh..è tutto okay" le dico, fermando delle scuse che non dovevano nemmeno
iniziare.
Non si deve sentire in colpa lei.
È tutto a causa mia.
"É colpa mia Becks, non tua" inizio, sedendomi per terra, con le gambe incrociate
e le mani che tengono le sue.
Mi guarda con sguardo debole, pieno di dolore e forse anche incomprensione.
Faccio un sospiro enorme, mentre le parole successive mi escono strozzate, quasi
faticando.
"Ti devo la verità.
Zulema è ricomparsa giorni fa"
Noto lo sgomento sul suo viso, e la delusione per non averglielo detto.
"Mi dispiace.
Volevo proteggervi. Non era giusto mettervi in mezzo a questo casino di nuovo.
Non volevo che rischiavate la carriera per me. Non così"
Accarezzo le sue mani, che lei stringe intorno alle mie, cercando di farmi capire
che nonostante tutto, il bene che mi vuole non sarebbe mai sparito.
Sento le guance cominciare a dolore, per le troppe lacrime, che a forza di
scendere cominciano a grattare sulla pelle.
"Quando eravamo in quel locale, mentre sono andata a prendere da bere due
uomini mi hanno drogata e portata sul retro.
Mi..."
Non riesco a proseguire a causa del dolore che quel ricordo mi provoca, che fa
spezzare la mia voce.
Il suo pollice accarezza la pelle della mia mano, facendomi alzare lo sguardo nel
suo.
"Se non fosse arrivata Zulema, probabilmente sarebbe finita male"
Noto il suo viso corrucciarsi, in modo sorpreso e poco comprensivo.
C'e anche tristezza, perché sa quanto mi è costato non poterglielo raccontare.
Probabilmente c'è anche preoccupazione.
"So quanto questo faccia paura.
Lo so Becks.
Ma io devo farlo.
Giorni dopo sono andata in crisi, avevo attacchi di panico e di deserealizzazione, a
causa dei sensi di colpa e della quantità di stress che subivo.
Mi aveva salvato la vita, e l'idea di farla catturare mi faceva morire dentro.
Non potevo farlo, ma al tempo stesso volevo stare con voi e provare a
dimenticare"
Faccio una pausa, guardando le lacrime scenderle dagli occhi.
"Non mi perdonerò mai che ti abbia presa Becks, e ora devo impedirle di ucciderti"
"No..no Maca, non puoi farlo"
Stringo forte le sue mani, ma quando faccio per parlare di nuovo, un suono troppo
familiare mi fa gelare il sangue nelle vene.
Mi alzo di scatto, notando poi come Bonnie arrivi di corsa.
"Che cazzo hai fatto?"
"Giuro non ho fatto niente!"
Mette una benda sugli occhi della bionda davanti a me, cosa che la fa dimenare, e
dopo due secondi i miei capelli vengono afferrati con violenza.
"Puttana!"
"No! Zulema te lo giuro! Non sono stata io!"
"VAFFANCULO MACARENA! Basta con le tue stronzate" carica la pistola, ma con
una mossa molto veloce e tecnicamente molto lucida gliela tolgo, puntandogliela
contro.
"Ti ho detto che non sono stata io. Pensi davvero che volessi rischiare di farti
ammazzare mia sorella?"
Nei suoi occhi noto fiducia, ma le sirene continuano ad avvicinarsi.
"E allora come cazzo sono qua?!" Urla, facendomi sussultare.
"Io non lo so. Io-"
Poi la realizzazione di ciò che ho fatto mi fa bloccare, guardandola dritta negli
occhi, cosa che le fa capire che ho commesso un errore.
"La macchina. Sono venuta qua in preda alle emozioni. Non ero lucida. C'è un gps
sulla macchina"
Porto le mani alla testa, compresa la pistola, e danno me stessa.
"Porca puttana!"
Impreca la mora, facendomi sussultare.
Tutti la guardano, con paura negli occhi, e noto che sta perdendo il controllo.
Anche lei non era del tutto lucida.
Avrei potuto inchiodarla davvero se avessi voluto rischiare la mia vita e quella di
Rebekah, ma lei ha preferito pensare e credere che i miei sentimenti avrebbero
influito.
E aveva ragione, ma non aveva valutato le possibilità di rischio.
"Zulema porca puttana! Che cazzo facciamo?"
Dice Saray che doveva essere al piano superiore, perché non l'avevo ancora vista.
Noto la rabbia e la poca lucidità pervadere l'araba, che respira affannosamente e
senza riuscire a prendere una scelta.
Mi avvicino, posando una mano sulla sua spalla, ma lei afferra la pistola che avevo
in mano, puntandola contro mia sorella, caricandola.
"Mi sono stancata!"
"No!"
Urlo, avvicinandomi a lei, ma Saray mi tiene dai fianchi, circondandomi con le
braccia.
"TI PREGO! Vengo con te" le mie parole fanno bloccare Zulema, che si volta
lentamente a guardarmi.
"Vengo con te" sussurro di nuovo, arrendendomi.
Mi fermo, accasciandomi al suolo.
"Hai vinto. Verrò via con te. Ti darò la mia lealtà al cento per cento, ma niente Fbi.
Ho chiuso con quella vita.
Vivrò con te, come te.
E faremo ciò che vuoi.
Ma ti prego non ucciderla"
Dico queste cose realizzando che non ho alcuna alternativa se non questa, e che
non potrò tornare mai più indietro.
Abbasso gli occhi, mentre le lacrime tornano sul mio viso, come se ormai fosse
scontato così.
Mi alza il viso, prendendomi il mento con una mano, molto delicatamente.
I nostri occhi si incatenano, con in sottofondo le sirene che sono troppo vicine.
Si china, arrivando alla mia altezza, per poi annuire.
"Giurami che non mi tradirai..."
"Zulema andiamo! Dobbiamo muoverci. Lasciala qua! Non puoi fidarti!"
Guardo Saray mentre dice queste ultime parole, ma scuoto la testa, riguardando
Zulema.
"Sai che sono sincera. Te lo giuro.
Non ti tradirò"
Mi guarda un'altro po, poi annuisce, prendendomi un braccio e tirandomi su.
"Andiamocene da qua" dice guardandomi, per poi farmi annuire.
"MACA! TI PREGO!" Sento le urla strazianti di Rebekah alle mie spalle.
Mi fermo, tornando di fronte a quella ragazza che è stata la mia colonna portante
per tutta la vita.
"Muoviti Macarena" sento dire da Zulema.
Poso un bacio sulla fronte della bionda, per poi strozzare il pianto nella mia gola.
"Addio" sussurro, e sento come urla, cercando di dimenarsi.
Mi volto e cammino, arrivando accanto alla mora che mi porta una mano sulla
schiena, come aveva fatto già precedentemente.
"Corri Bionda"
Cominciamo a correre, e sento gli elicotteri della polizia sopra di noi.
"Non siamo abbastanza veloci!"
"Tranquilla"
Sento dire dall'araba, ma non capisco.
Sono così confusa, così piena di rabbia e risentimento.
La tristezza offusca più di tutto il resto.
Poco lontano vedo una pista e un jet pronto a decollare.
"Come cazzo hai fatto?"
"Io posso tutto principessa"
Corriamo più forti di quanto credevo possibile, e saliamo tutti sull'aereo,
chiudendo i portelloni.
Gli spari riecheggiano nel paesaggio circondante, per poi venire coperti dai motori
che si accendono di questo veicolo.
È successo tutto così in fretta.
Un attacco di panico invade la mia testa, il mio respiro accelera fino a spezzarsi, rendendo difficile inalare aria.
O forse ne sto prendendo troppa.
"Calmati"
Zulema si china davanti a me, che sono seduta su uno dei sedili, ma la vista mi si offusca e le parole mi arrivano in un rimbombo, come se non riuscissi a comprenderle bene.
Sento che mi allaccia la cintura, per poi sedersi accanto a me e fare lo stesso.
Dopo pochi secondi l'aereo velocizza, pronto a decollare verso un futuro incerto, e lasciando indietro la mia vita passata.
Sento il vuoto dovuto allo staccarsi delle ruote dal suono, mentre il mio corpo
sembra paralizzato, con le urla di Rebekah che rimbombano nella mia testa.

Ho appena venduto la mia anima al diavolo, e non c'è più niente di certo ormai.

Hai finito le parti pubblicate.

⏰ Ultimo aggiornamento: Apr 02, 2025 ⏰

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