Capitolo 13 (C'ero cosi vicina)

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(MACA's POV)

Sbatto con forza l'arma che mi ha dato Zulema sulla scrivania del suo ufficio, facendole alzare la testa dalle cartine che aveva davanti.
"Ciao bionda"
"Fanculo Zulema, mi hai ingannata"
Ridacchia appena, per poi sedersi comoda sulla sedia: appoggia la schiena e apre le braccia, mettendole comodamente sui braccioli, con uno sguardo divertito sul viso.
"Non ti ho ingannata, ti ho messa alla prova"
"É la stessa cosa. Mi hai dato un'arma per metà scarica"
"Beh, sembra che tu ce l'abbia fatta lo stesso da quanto ho saputo" dice ridendo in modo divertito, facendomi sbuffare.
Metto la mano nella tasca della giacca, per poi estrarre il diamante che mi è costato grande fatica, appoggiandoglielo davanti.
Fa una smorfia, afferrandolo, per poi metterselo in tasca.
"Bene" dice semplicemente.
"Bene? Che poi mi spieghi cosa cazzo ci faceva qua Helena?"
"É forte, mi serviva qualcuno per vedere se potevo affidarmi alle tue abilità durante l'incarico che dobbiamo fare"
"L'incarico certo...quello che dobbiamo fare da sole" dico in modo stizzito, facendole fare un sorriso gratificante nel vedermi perdere la pazienza per lei.
"Siediti Katrina"
Lo faccio, giocherellando con la cerniera della mia giacca, estremamente irritata dal suo comportamento.
"Non fare la ragazzetta permalosa adesso"
"Zulema mi hai fatta scontrare senza arma, e lei l'aveva. Come potevo sapere che non mi avrebbe uccisa?"
"Eppure lo sapevi" dice, facendomi alzare lo sguardo.
Come se fosse normale, i nostri occhi si incatenano, come spesso fanno ultimamente, e ci guardiamo per alcuni secondi.
Non so cosa le stia succedendo, ma sembra che quella conversazione, su quel balcone, abbia cambiato qualcosa in lei.
Sembra avere una leggera fiducia nei miei confronti, che ha fatto crepare un po quel vetro trasparente che ci rendeva inevitabilmente intoccabili.
"Di cosa volevi parlarmi?" Dico, distogliendo lo sguardo dal suo, troppo forte.
"Del piano" quando la riguardo, i suoi occhi sono ancora puntati su di me, e mi mettono un senso di imbarazzo, soggezione, che spesso riesce a farmi provare.
Sento caldo al viso, e spero con tutta me stessa che non noti le mie guance che devono essere diventate leggermente rosse.
Noto un sorriso quasi impercettibile che mi fa corrucciare lo sguardo.
"Bene. Sai chi sono i South Leaders?"
Scuoto la testa, mentre rimango un pò stranita dal suo cambio di discorso improvviso.
Quello di prima cos'era?
Le piace quando arrossisco?
A quel pensiero sento tornare quel calore, e cerco di stare attenta alle sue parole, distraendomi dalla strana e nuova sensazione che mi ha fatto provare.
"Sono una banda che spaccia nel South, con cui ho degli accordi particolari. Loro non toccano i miei affari, e io li lascio spacciare in una piccola parte del mio territorio"
Corruccio lo sguardo.
"Zulema Zahir che permette di entrare nel proprio territorio?"
Alza gli occhi al cielo, appoggiando poi le braccia alla scrivania che ci divide, guardandomi.
"Mi lasci spiegare o vuoi continuare a fare battutine?"
Abbasso lo sguardo, facendo una smorfia, per poi guardarla.
"Mi scusi" dico, e noto il suo sguardo quando riprendo il 'lei' che ormai ho smesso di usare.
Trattengo un sorriso di sfida, e mi diverte avere momenti come questi con lei, perché noto come il mio modo di fare la intrighi.
Le si legge sul volto.
"Katrina mi serve serietà"
"Sono seria. Ho chiesto scusa. Non la interromperò più" sospira, guardandomi negli occhi, mentre noto che si morde l'interno della guancia sinistra.
Rimando un'altra volta indietro quel sorrisetto di sfida che vuole tanto uscire, mentre lei abbassa lo sguardo sulle cartine, passandomene una.
"Questo è lo spazio che hanno" dice indicandomi una parte del quartiere, facendomi annuire.
"Gliel'ho permesso perché so chi è il capo, e nonostante so di essere più forte, voglio evitare di scontrarmi con loro. Non voglio problemi, e sicuramente una lite con loro attirerebbe tanta attenzione da parte della polizia. Cosa che non vogliamo. Vero Katrina?"
"Assolutamente no" dico guardandola, mentre lei annuisce piano.
"Mh..." riprende la cartina, per poi appoggiarsi in modo scomposto come poco fa.
Quel riferimento alla polizia mi ha fatto sussultare internamente, e cerco di trattenere qualsiasi tipo di espressione, sapendo quanto è intelligente la mora che ho davanti.
"Perché dobbiamo incontrarli? Perché non Saray?"
"Perché loro non sanno che li incontreremo"
"Cosa?" Dico sporgendomi leggermente in avanti, cercando spiegazioni.
Sorride in modo furbo, per poi alzare le spalle.
"Credi che io sia stata tanto stupida da rivelare la mia identità a loro?" Il mio viso si pervade di sorpresa, e sbuffo una risatina ironica, appoggiandomi allo schienale della sedia.
"Ovvio che no"
"Sono pochi quelli che conoscono la mia vera faccia Katrina. E questa cosa non deve cambiare. Sono un fantasma da anni. Saray fa gli incontri per me. Per questo motivo non può venire con me"
"Lei è assurda" dico sbuffando una risatina, scuotendo la testa.
"Direi più cauta..."
"Solo sulla sua identità, perché di solito la calma e il ragionamento non le donano"
"Mi stai dando dell'istintiva?"
"E lei vuole negarlo?" Ci guardiamo intensamente, facendo iniziare una sfida di sguardi, mentre lei si alza, arrivando accanto a me.
"Sai Katrina..." appoggia le mani ai braccioli della mia sedia, arrivando con il viso tremendamente vicino al mio.
"...credo che a volte il mio istinto ti piaccia. O sbaglio?"
Non parlo, rimango solo a guardare il suo viso, scrutandone ogni dettaglio.
Il suo dito scivola sulla mia guancia, percorrendo i miei lineamenti esterni, mentre il suo viso è invaso dal godimento che ricava nel vedermi così sottomessa a lei.
Arriva alla mia gola, su cui fa una lieve pressione, ricordandomi come me l'ha stretta cosi tante volte, per poi tirarmi leggermente vicina a se.
Faccio un gemito di sorpresa, che le fa mordere l'interno della guancia, mentre io guardo involontariamente e per pochi secondi le sue labbra.
Cosa sta succedendo?
Rimango ferma, contemplando il suo viso, i suoi tocchi, le sue azioni cosi lontane da quello che ha sempre fatto.
Questa vicinanza sta diventando sempre più vicina, sempre più come qualcosa di bello e nostro.
Sento il suo profumo invadermi le narici, e il suo respiro mi fa rabbrividire la pelle.
Una vampata mi invade, facendomi sentire caldo in ogni parte del corpo, mentre osservo la sua reazione.
Si avvicina ancora, sfiorando le mie labbra con le sue, per poi raggiungere il mio orecchio.
"Penso di non sbagliarmi"
Mi molla la gola, per poi allontanarsi da me, andando verso la sua sedia.
Torno a respirare, cosa che mi accorgo solo ora di non star facendo poco fa, per poi deglutire rumorosamente, con la gola secca.
Che grandissima stronza.
Ha voluto dimostrarmi che una parte di lei ha il controllo su di me, e in effetti ha ragione.
Mi sono resa conto solo adesso che c'è qualcosa in lei capace di controllarmi, di bloccarmi, di farmi rimanere immobile sotto il suo tocco.
Non pensavo potesse avere questo potere, e invece le ho appena dimostrato che ce l'ha.
Danno silenziosamente me stessa per essermi mostrata cosi 'debole'.
"Puoi andare..."
"Ma cosa dobbiamo fare? Non mi hai spiegato niente..." dico guardandola.
"Credimi Katrina, ora come ora è meglio se esci da qua"
La guardo, non capendo le sue parole, per poi far cadere nuovamente lo sguardo sulle sue labbra, cosi come noto fare ai suoi occhi.
Mi alzo, scuotendo leggermente la testa, distogliendomi da quei pensieri, per poi fare un suono con la gola, schiarendomela.
"Va bene"
Mi incammino verso la porta, che chiudo immediatamente dopo essere uscita.
Mi appoggio per un secondo ad essa con la schiena, per poi sospirare, toccandomi la gola.
Cos'è appena successo?

𝙱𝚛𝚘𝚔𝚎𝚗 𝚂𝚘𝚞𝚕𝚜Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora