(MACA's POV)
Avete mai sentito parlare di depersonalizzazione?
Avevo studiato questa cosa anni fa, ma mai avevo capito realmente la sensazione che si prova.
I sintomi del disturbo di depersonalizzazione o derealizzazione possono insorgere gradualmente o all'improvviso.
Gli episodi possono durare solamente qualche ora.
Oppure giorni.
Settimane.
Mesi.
O addirittura anni.
Il soggetto si sente distaccato dal corpo, dalla mente, e dai sentimenti o dalle sensazioni.
Si può anche riferire di sentirsi fuori dalla realtà o come un automa, senza alcun controllo su ciò che fa o che dice e può sentirsi emotivamente o fisicamente insensibile.
Persiste un senso di distacco dall'ambiente circostante come dalle persone, dalle cose, oppure da tutto, quasi con sensazione di irrealtà.
Il soggetto può sentirsi come in un sogno o immerso nella nebbia, oppure come se una parete di vetro o un velo lo separasse dall'ambiente che lo circonda.
Mentre i suoni possono sembrargli più alti o più leggeri del reale e il passare del tempo troppo lento o troppo veloce.
Questo accade a persone con problemi psichici, ma spesso possono presentarsi anche quando una persona è sottoposta a troppo stress.
Ecco quello che provo negli ultimi giorni.
Sono seduta sul divanetto del mio ufficio, sentendo come le ragazze intorno a me dicano parole che in questo momento non riesco bene a comprendere.
O forse non mi interessa.
È da circa una settimana che ci stiamo preparando per catturare Zulema, dopo che Richard aveva trovato un'ultimo indizio sulla chiavetta usb che io stessa avevo mandato.
Ringrazio sia finita.
La mia testa ha cominciato a distaccarsi allora.
Un vuoto dentro di me si espandeva sempre di più, mentre due parti profonde del mio cuore combattevano.
Se Zulema dovesse essere catturata non so se me lo perdonerei mai.
Non l'ho più vista dopo quella volta in camera sua, ma nei giorni successivi non facevo che pensare al fatto che per un anno mi ha osservata.
Dev'essere cosi.
Dev'essere rimasta nell'ombra, a guardarmi e a tenermi d'occhio.
Tutto ciò aveva cominciato a farmi credere che una persona che non sa voler bene non fa queste cose.
Chissene frega se è bene, amore o semplice affezione.
Lei era li.
Era li nel momento in cui ne avevo bisogno.
E che merda sarei ora se permettessi che la sua vita finisse?
Perché se andasse in carcere sarebbe cosi, nonostante il suo cuore continuerebbe a battere.
Lo farebbe per inerzia.
Quasi per sopravvivenza.
Ma morirebbe dentro.
Non sentirebbe più quel fuoco nelle vene.
Perderebbe se stessa.
L'altra parte di me invece vorrebbe solo nascondere sotto al tappeto il polverone della vita criminale a cui ero stata esposta fino a ormai due anni fa.
E se mi avesse salvata per ingannarmi?
Se volesse solo che io facessi il doppio gioco per aiutarla nelle operazioni?
"Maca"
Continuo a guardare dritto davanti a me, mentre noto come la realtà mi scorra accanto senza che io possa percepire il tempo.
Mi scoppia la testa e sento come se avessi le vertigini.
Devo scegliere.
In fretta.
Devo risvegliarmi da questa trans e trovare una soluzione.
E questa volta devo scegliere davvero.
Una vita con Zulema, o la mia attuale?
"MACA!"
Uno scossone forte mi riporta alla realtà, facendomi mettere a fuoco i visi delle due ragazze davanti a me.
Chiudo e apro gli occhi più rapidamente, per poi alzarmi, andando verso la finestra.
Chissà dov'è.
"Maca ora mi sto preoccupando. Cosa ti succede? Non sei più qua con noi. Sembri cosi distante" sento dire da mia sorella alle mie spalle.
Sospiro per poi voltarmi, seria in viso, annuendo.
"Sto bene. Non succede niente"
"Stronzate Maca! Pensi che siamo stupide? Che non ti conosciamo? Hai visto Zulema?"
La riccia pronuncia quel nome con una leggerezza fin troppo scontata, mentre a me invece scuote dentro.
Non ho detto loro niente di quel giorno, lasciandogli credere che fosse come aveva scritto la mora in quei messaggi.
Abbasso lo sguardo, scuotendo la testa.
"No" mento.
Ho promesso a me stessa di non far loro rischiare più niente, e manterrò quello che ho detto.
"Senti Maca..." dice Rebekah, avvicinandosi a me, per poi prendermi le mani.
"...so che è difficile. Ma è passato tanto tempo. Hai di nuovo in mano la tua vita ora. Un ragazzo. Noi. Un lavoro. Non sei felice?"
Guardo gli occhi azzurri della ragazza davanti a me, notando quanta speranza ci sia per la mia risposta.
Sa quanto sia difficile per me, ma al tempo stesso vuole salvaguardare la mia vita.
È come se le leggessi dentro che in realtà lei non vuole sapere la verità.
Vuole auto convincere se stessa che la mia scelta l'ho già fatta.
Stare con loro.
Abbasso lo sguardo, non parlando per forse due minuti, che a me sono sembrati venti, per poi sospirare.
"Ragazze state tranquille. Sto bene. Ero solo soprappensiero. Vado un po' in palestra mentre aspetto che debba iniziare l'incarico. Ci vediamo dopo"
Dico tutto ciò con forse troppa freddezza.
Troppa serietà.
Non sono riuscita nemmeno a degnar loro di un falso sorriso.
Semplicemente mi sento persa.
Non so quale parte di me ascoltare.
Lascio le mani di Rebekah, che le riporta lungo i fianchi quasi come se avesse già capito cosa stava succedendo all'interno della mia testa.
Mi conosce.
Sa che non sto bene e che sto mentendo, ma prima che lei possa parlare le supero, uscendo dalla porta sotto i loro sguardi preoccupati.
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𝙱𝚛𝚘𝚔𝚎𝚗 𝚂𝚘𝚞𝚕𝚜
FanfictionNasciamo tutti con l'anima pura. Bianca. Innocente. E' la vita che, con gli anni e con il tempo, la plasma e la modella, mettendola davanti a sfide continue, e obbligandola a prendere una strada, giusta o sbagliata che sia. Macarena e Zulema hann...
