FIX YOU

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"When you try your best but you don't succeed,
when you get what you want but not what you need,
when you feel so tired, but you can't sleep...
stuck in reverse."
Coldplay - Fix You



Claire strinse più forte Harry, infilando le braccia dentro il giaccone di lui.
- Dovrei davvero entrare. - mormorò.
- Già. - rispose lui, baciandola di nuovo.
Era incredibilmente difficile salutarlo, ogni dannata volta, si disse Claire. Erano davanti al portone di Claire da quasi venti minuti, ed erano quasi le due e mezzo del mattino, ma non ce la faceva proprio a staccarsi da lui.
- Devi per forza entrare? - sussurrò Harry - Potremmo andare da me... -
Claire si morse un labbro, indecisa. Quei bellissimi occhi verdi le suggerivano di mandare a monte tutti gli impegni per il giorno dopo e prendersi la nottata libera per stare con Harry.
Sapeva che sarebbe stato terribilmente irresponsabile da parte sua.
- Non posso. Vorrei tanto, ma... -
- ... non puoi, ho capito. - sorrise lui baciandola per l'ultima volta - Vai. -
Claire sorrise, sentendosi la donna più felice del mondo. Si lasciò baciare la guancia ed entrò di corsa nel portone, estasiata.
Harry Styles era perfetto. Perfetto per lei, almeno.
Non le era mai capitato di sentirsi così felice, come se stesse camminando sei metri sopra il suolo. Salì le scale senza neanche sentire la fatica dei quattro piani, ed aprì la porta con un sorriso sognante dipinto sulle labbra.
La casa era immersa nel buio, Claire pensò che Kiki ed Olivia fossero rientrate già da un pezzo. Era curiosa di sapere come era andata la grande cena a casa di Louis, ma sapeva che svegliare Olivia per chiederglielo sarebbe stato come segnare la sua condanna a morte. Claire però sapeva che spesso Olivia preferiva scrivere di notte, e sperò che fosse ancora sveglia.
Aprì lievemente la porta della camera della sua amica, e la lama di luce che entrò illuminò il letto vuoto.
Corrugando le sopracciglia, Claire controllò il suo cellulare, sperando che l'amica le avesse lasciato un messaggio avvertendo che avrebbe fatto tardi, ma non c'era nulla.
Era strano, pensò Claire, Olivia avvertiva sempre. Ed il fatto che fosse ancora da Louis era sospetto, e molto poco probabile.
Si avviò a passi veloci verso la sua camera, che condivideva con Kristine, per chiederle se avesse notizie di Olivia. Stava per aprire la porta, quando un rumore le fece squillare un campanello d'allarme nel cervello. Un rumore lontano di acqua scrosciante.
Claire aprì velocemente la porta del bagno.
- Olivia? - chiamò.
Notò che i vestiti della sua amica erano sparsi sul pavimento e l'acqua scorreva nella doccia. Tirò la tenda della doccia, preparandosi al peggio.
- Oh merda... - mormorò.
Olivia era rannicchiata su se stessa, la pelle talmente bianca da sembrare quasi blu, immobile.
- Kristine! - gridò Claire, chiudendo l'acqua. Era gelata. - Kristine! -
Claire si inginocchiò nella doccia, ravviando i capelli dell'amica, completamente fradicia, per vederne il volto. Gli occhi erano chiusi, e le labbra viola.
- Olivia? - la scosse - Kristine! Cazzo svegliati! -
- Che succede? - accorse la ragazza in bagno.
Claire le rivolse uno sguardo terrorizzato. Kristine riuscì a dire due parole, prima di correre in salotto: - Chiamo l'ambulanza. -




Niall si girò infastidito nel letto, aprendo un occhio soltanto per controllare l'ora.
Erano le tre passate, e lui non riusciva a spiegarsi cosa potesse averlo svegliato a quell'ora. Di solito dormiva come un sasso fino al mattino, tanto che spesso Liam e Zayn lo svegliavano con una secchiata d'acqua gelida in faccia.
Una luce e un rumore sommesso riempirono la stanza silenziosa. Niall alzò velocemente la testa, e vide il suo cellulare illuminarsi sul comodino, e vibrare all'impazzata.
Lo afferrò ed uscì dalla stanza, per non svegliare Liam.
Era Kristine. Niall sapeva che quando qualcuno telefonata dopo le due di notte, non erano buone notizie. Sentì l'agitazione crescere in lui, mentre rispondeva.
- Kiki? -
- Finalmente. - la sentì sospirare.
- Che succede? Stai bene? -
- Io sto bene... - il tono di voce di Kristine si abbassò fino a diventare un sussurro - Olivia è in ospedale. -
- Che cos'ha? -
Kristine sospirò di nuovo, e Niall indovinò che stesse piangendo.
- Kristine, rispondi. Che succede? - Niall sentì l'agitazione crescere ancora di più.
- I medici dicono che starà bene. È in ipotermia. -
- In ipotermia? -
- E' una cosa lunga da spiegare. -
- Dove siete? Arrivo subito. -
- Non c'è bisogno, davvero... - protestò Kristine.
Niall sbuffò, immaginando la possibile reazione di Zayn. Se Zayn avesse scoperto che Niall sapeva che Olivia era in ospedale e non gli aveva detto niente, dentro casa loro si sarebbe verificato un omicidio.
- Dove siete? - insistette il biondo.
- Al Royal Brompton. -
- Arrivo. - chiuse la comunicazione Niall. Si prese un secondo per riordinare le idee, passandosi una mano sulla fronte.
Prese un respiro profondo ed entrò in camera di Zayn senza bussare. Niall capì che non c'era un modo poco brusco per raccontare la situazione all'amico: in qualsiasi modo glielo avesse detto, i fatti erano quelli e Zayn si sarebbe preoccupato comunque.
Il biondo si avvicinò al letto e scosse lievemente una spalla a Zayn.
- Svegliati. -
Il moro aprì gli occhi quasi subito, guardandosi intorno. Vide Niall chino su di lui, e scattò per la paura.
- Ma che diavolo... - biascicò.
- Ascoltami. Devo dirti una cosa. -
- Che succede? - chiese sbadigliando Zayn.
- Si tratta di Olivia. -
Zayn si mise a sedere sul letto, in attesa.
- Ha chiamato Kristine, Olivia è in ospedale. I medici dicono che starà bene... -
Il moro era già in piedi, e si stava infilando un paio di jeans.
- Che ospedale? - chiese solo.
- Royal Brompton. -
Senza rispondere, Zayn afferrò la giacca ed uscì dalla camera. Niall gli avrebbe chiesto di aspettarlo, ma sapeva che Zayn non l'avrebbe fatto. Probabilmente, immaginò il biondo, ora stava correndo giù per le scale, e non avrebbe aspettato niente e nessuno.



Kristine porse una tazza dello schifoso caffè degli ospedali a Claire, seduta in sala d'attesa con lo sguardo fisso nel vuoto. Si sedette accanto a lei e le passò un braccio intorno alle spalle.
- Starà bene, Claire. - tentò di rassicurarla.
Claire aveva a malapena aperto bocca da quando erano arrivate, se non per chiamare Harry e chiedergli di portare dei vestiti per Olivia, per quando si sarebbe svegliata. Dopo aver parlato con Harry, aveva fissato il muro per le due ore successive.
- Stavo quasi per andare a dormire da Harry. - mormorò Claire con voce talmente flebile che Kristine la sentì a malapena - Sai che significa? -
L'amica non rispose, immaginando il corso che gli eventi avrebbero preso se Claire non fosse rientrata.
- Che l'avresti trovata tu domattina. -
- Ma sei rientrata, e l'hai trovata. - le fece notare Kristine, rassicurandola.
- Era lì da almeno due ore e mezzo... -
- Claire, starà bene. Sul serio. -
Un rumore di passi veloci nel corridoio le costrinse ad alzare lo sguardo. Alla vista di Paul, Claire ricominciò a piangere, circondando la testa con le braccia.
- Che diavolo è successo? - chiese il fratello di Olivia.
Kristine, accarezzando le spalle dell'amica, sospirò: - Claire è rientrata stanotte e l'ha trovata nella doccia, sotto l'acqua gelata. -
Paul alzò gli occhi al cielo, passandosi le mani tra i capelli.
- Il dottore ha detto che starà bene, era soltanto in ipotermia lieve. Credono che abbia provato... - Kristine non riuscì a continuare.
Paul scosse la testa, deciso. - Non è così. Non ha tentato di uccidersi. -
- Come lo sai? - mormorò Claire.
- E' mia sorella. La conosco. Buttarsi sotto l'acqua gelata è una cosa che fa per proteggersi, non per uccidersi. Posso vederla? -
Kristine scosse la testa. - Ci hanno detto di aspettare finché non si sveglia. -
Il ragazzo sospirò, sedendosi accanto a Claire e prendendo a fissare lo stesso punto nel vuoto della ragazza.

FAR AWAY, SO CLOSEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora