I CAN'T BE YOUR FRIEND ANYMORE

28 3 0
                                    

"This might come as quite a shock
But I've given it a lot of thought
This thing that's come between us can't be ignored
I've taken all I can
This is where its gotta end."
Tim Rushlow - I can't be your friend anymore


Kristine stava aspettando poco paziente che le sue coinquiline rientrassero dal lavoro e dalle lezioni. Il pranzo era pronto da già dieci minuti e si sarebbe freddato molto presto, ma Claire ed Olivia sembravano essersi perse per i meandri di Londra.
Per consolarsi, Kristine accese il computer e fissò per qualche secondo la foto che aveva impostato come sfondo del desktop. Era stata scattata una settimana prima, nel Somerset e ritraeva lei e Niall sul divano di pelle rovinata, molto distanti l'uno dall'altra, ma entrambi felici e sorridenti. Kristine non poteva evitare di rimanere completamente ammaliata di fronte a quella foto ogni volta che le capitava sotto gli occhi: il sorriso di Niall la stregava, insieme alla sua espressione felice e a quell'aria completamente pura e innocente.
Lei aveva pensato per anni che non esistessero ragazzi come quelli che cercava lei: sereni, divertenti e galanti. Aveva sempre pensato che fosse meglio rimanere sola piuttosto che accontentarsi di qualcosa che non era esattamente quello che stava cercando: e infatti aveva passato i suoi primi vent'anni di vita quasi sempre single. Con il tempo, Kristine era arrivata a credere di avere degli standard troppo alti, e che presto avrebbe dovuto iniziare a cercare una tipologia di ragazzo più realistico onde evitare di rimanere sola per il resto dei suoi giorni.
Poi, era arrivato Niall. Come un fulmine a ciel sereno.
Era esattamente quello che Kristine aveva sognato in tutte quelle notti in completa solitudine, soltanto molto meglio. Bello, ma di una bellezza talmente incontaminata che risultava soltanto agli occhi di poche, attente persone. Dolce e gentile come mai nessun ragazzo era stato con lei, terribilmente rispettoso e sempre cortese. Kristine si sorprese a sorridere mentre pensava al meraviglioso sorriso di Niall.
Il miracolo più grande era stato che lui, così bello, così perfetto, aveva scelto lei. Lei, Kristine. Non Olivia, non Claire, Kristine. Non la bellissima ragazza mora e tenebrosa, né la ragazza frizzante con due profondi occhi azzurri e un sorriso coinvolgente. Niall aveva preferito Kristine: la normalissima Kristine, che non aveva assolutamente niente di particolare, soprattutto se messa a confronto con le sue due coinquiline.
- Ma in questa casa state tutte impazzendo? -
Kristine chiuse immediatamente lo schermo del computer portatile, sobbalzando. Si voltò di scatto per trovare Olivia affacciata alla porta, ancora con il giaccone addosso.
- Non ti ho sentito entrare. - disse Kristine.
- Ho notato! - esclamò ridendo Olivia, precedendo l'amica in cucina - Eri troppo impegnata a fissare la foto di Horan, no? Io inizio seriamente a pensare di essere rimasta l'unica persona sana in questa casa. Prima Claire con il "voglio solo sentire la sua voce", ora tu che passi minuti interi a fissare la foto del biondo... -
- Tu non sei mai stata sana. - le fece notare Kristine.
Olivia si fermò improvvisamente, mettendo un dito sotto il mento e facendo di finta di pensarci su. - Giusto. -
- Sono a casa! - sentirono chiamare dall'ingresso - Scusate il ritardo. -
- In cucina! - risposero in coro Olivia e Kristine, sedendosi in quel momento a tavola e aspettando Claire per godersi un'altra delle famose zuppe di Kristine.
Olivia non raccontò alla sua amica la scena alla quale aveva appena assistito, sapeva che Claire avrebbe capito perfettamente il punto di vista di Kristine, essendo nella sua stessa situazione, e lei sembrava essere l'unica delle tre a trovarla divertente. Non le era mai capitato, pensò Olivia, di fissare la foto di un ragazzo per minuti interi, sognando e contemplandolo. Lei non era semplicemente quel tipo di ragazza, si disse.
Le tre ragazze raccontarono a turni gli avvenimenti del giorno gustandosi il piatto caldo preparato da Kristine, ognuna aggiungendo aneddoti divertenti che le erano capitati o al quale aveva assistito durante la giornata. Raccontarsi le loro giornate dava alle ragazze l'impressione di essere una famiglia, cosa che poi non era molto lontana dalla realtà. Tutte quante vivevano lontano da casa, fatta eccezione di Olivia, che una casa non l'aveva da quasi dieci anni, ed era bello pensare al loro piccolo appartamento come il loro rifugio, il porto sicuro nella tempesta.
Lo squillo insistente di un cellulare interruppe il loro pranzo.
- E' il mio. - disse Olivia alzandosi.
- Hey, niente cellulari a tavola! - protestò Claire.
- Oh, sta zitta. - replicò Olivia tornando in cucina con il telefono, subito prima di rispondere.
Kristine e Claire indovinarono dall'espressione rilassata e sorridente della loro amica che sicuramente non era Zayn al telefono.
- Ciao Lou, come va? - sorrise Olivia.
- Non c'è male. - rispose Louis - Ascolta, ho comprato un sacco di tortellini e ho davvero bisogno di qualcuno che mi dia una mano a mangiarli, diciamo... stasera? -
La ragazza rise. - Non dico mai di no ai tortellini. -
- Perfetto. - lo sentì sorridere - Avrei chiesto a Niall ma... non volevo rischiare che si mangiasse anche me. -
- Saggia scelta, Tommo. -
- Ci vediamo per le otto e mezzo, allora. -
- Okay, ciao. -
Senza guardarsi intorno, Olivia ripose il telefono sul tavolo e prese di nuovo in mano il cucchiaio, riprendendendo a mangiare. Soltanto dopo qualche secondo si rese conto del silenzio che era improvvisamente sceso sulla cucina. Alzò lo sguardo e trovò due paia di occhi puntati su di lei, con espressioni a dir poco interrogative.
- Che c'è? - chiese.
- Vai a cena da Louis? - si informò Kristine.
- Tu sai che io e Harry non ci siamo, vero? - le fece eco Claire.
Olivia non poté evitare di ridere. - No, non lo sapevo, ma non fa differenza. Vado a cena da Louis, mica ci sposiamo. -
- Olly, - iniziò Claire - tu sei la mia migliore amica ed io ti voglio un bene non quantificabile ma... non ti sembra di essere un po' ingenua? -
La ragazza corrugò le sopracciglia, senza capire. - Claire, io e Tomlinson siamo amici. Parliamo, scherziamo, mangiamo insieme. Non c'è assolutamente nulla di malizioso, te lo assicuro. -
Claire alzò le spalle in segno di menefreghismo, tornando a concentrarsi sulla zuppa.
- Se lo dici tu. - mormorò, chiudendo il discorso.



Uscendo dalla doccia Niall si guardò allo specchio, e la versione felice di sé stesso che vide gli piacque particolarmente.
Qualcosa era decisamente cambiato nella sua fisionomia: aveva sempre le gote arrossate ed il sorriso era ormai parte integrante della sua faccia. Niall sapeva esattamente di chi fosse il merito. Da qualche giorno gli sembrava di camminare a due metri da terra, e non riusciva a non spargere felicità e sorrisi ovunque andasse. Aveva contagiato Liam, che non poteva evitare di sorridere ogni volta che lo vedeva, e perfino Zayn, l'ombroso del gruppo per eccellenza, sembrava più rilassato se c'erano Niall e la sua risata contagiosa nei paraggi.
Niall si era sempre chiesto come ci si sentisse ad avere qualcuno che ti rende felice. Aveva sempre guardato i suoi genitori con una punta d'invidia: dopo più di vent'anni di matrimonio ancora si sorridevano quando incrociavano lo sguardo. Crescendo in una casa in cui l'amore era una componente fondamentale, lui non aveva potuto fare a meno di chiedersi se esistesse anche qualcuno per lui, se avrebbe mai trovato una ragazza che lo facesse sentire felice come sua madre faceva con suo padre.
Quando aveva conosciuto Kristine, aveva capito che sì, quella ragazza esisteva. All'inizio non le aveva prestato molta attenzione: tra le tre ragazze, Kristine era sicuramente quella che saltava di meno all'occhio. Poi, nel Somerset, avevano iniziato a parlare e Niall aveva scoperto che era incredibilmente facile passare del tempo con lei. Era una ragazza disarmante: semplice e serena, che non si sottometteva a tutti quei giochetti infidi come le altre. Era cristallina, pura e limpida. Per non parlare del fatto che aveva un sorriso mozzafiato.
Niall scosse la testa, infilandosi i pantaloni. Se Zayn e Liam non l'avessero spinto a chiederle di uscire, probabilmente non avrebbe mai saputo di avere una concreta possibilità con lei. E invece, si erano scoperti simili: entrambi timidi ma entrambi completamente attratti l'uno dall'altra.
- Hey. - lo accolse Liam quando il biondo entrò in salotto - Quanta roba ti sei mangiato ieri? Dimmelo subito, perché se hai svuotato la credenza devo andare a fare la spesa. -
Niall si sedette sul divano accanto a Zayn, appoggiando i piedi sul tavolino. - C'è rimasto qualcosa, credo. Comunque non credo di esserci per cena. -
- Appuntamento con Kristine? - tentò Zayn senza distogliere gli occhi dalla rivista che stava leggendo.
- Già. - sorrise Niall, pregustando già la magia di una serata in compagnia di lei.
Liam sospirò. - Siamo e te, amico. - disse, rivolto a Zayn - Che ne dici se chiamiamo Hazza e Lou e organizziamo qualcosa? -
- Li ho chiamati prima, Styles esce con la sua donna. - rispose pacato Zayn - E Louis è a cena con una ragazza. -
- Wow. - commentò Liam - Tommo si sta dando da fare, ultimamente. È la seconda volta che ci tira un bidone per uscire con una ragazza. -
Niall si strinse nella felpa, chiedendo: - Ma come fa Tomlinson ad avere tutto questo seguito di donne? Fa sempre l'amicone... -
- E' una tattica, Horan. - rispose Zayn chiudendo la rivista ed alzandosi dal divano - Lui fa credere alle ragazze di essere solo un amico, e poi con poche ma precise mosse subdole... le incastra. -
- Tommo è il migliore nel passaggio da "solo un amico" a "più di un amico". - precisò Liam.
Il biondo corrugò le sopracciglia, cercando di capire le subdole strategie di Louis. Per Niall, candido e preciso, erano inconcepibili. Si rincuorò pensando di non essere l'unico a non voler essere partecipe di tutti questi meccanismi ambigui: anche Kristine era così. E sorrise ancora di più pensando che con lei le tattiche di Tommo non avrebbero mai funzionato.
Niall non si era mai sentito più contento di essere diverso dai suoi quattro migliori amici. Si lasciò andare ad un sospiro, pregustando la serata che avrebbe passato con Kristine.

FAR AWAY, SO CLOSEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora