FORGIVEN

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"I know it was destined to go wrong
You were looking for the great escape
To chase your demons away
Oh, for so long I've tried to shield you from the world
Oh, you couldn't face the freedom on your own
And here I am left in silence."
Within Temptation - Forgiven


Olivia sentì la mano di Zayn scendere languidamente sulla pelle della schiena, lasciandosi dietro una scia di brividi.
Mormorò il suo nome contro le labbra piene di lui, circondandogli il collo con le braccia.
- Ma buongiorno. -
Olivia scattò a sedere sul letto, terrorizzata.
Svegliarsi da un sogno non era di per sé una cosa piacevole, poi essere svegliati in quel modo da quelsogno... era a dir poco traumatico.
Claire accese la luce della camera dell'amica, entrando. Si sedette sul letto, accanto a lei.
- Mi hai quasi fatto morire di infarto. - protestò Olivia con una mano sul petto, cercando di riprendersi dallo spavento.
- Era un bel sogno, almeno? - chiese tranquilla Clare, porgendole una tazza di caffè.
Olivia accettò il caffè ringraziando l'amica con un sorriso, poi scosse la testa. - Un incubo. - rispose.
Claire sospirò, aspettando in silenzio che l'altra bevesse tutto il caffè prima di parlare di nuovo. Quando Olivia le porse la tazza vuota, si alzò in piedi, con aria contrariata.
- Comunque vestiti. - le intimò - C'è il tuo incubo in salotto. -
- Cosa? -
- Hai capito bene. -
Claire si chiuse la porta della camera alle spalle, lasciando Olivia perplessa.
Doveva aver parlato nel sonno, pensò. Doveva aver detto qualcosa... doveva aver detto il suo nome.
E adesso lui era in salotto. Ma che diavolo...?
Si alzò velocemente, infilandosi il primo paio di pantaloni che trovò sulla sedia. Che diavolo ci faceva Zayn nel loro salotto alle - Olivia controllò velocemente l'ora sul cellulare - alle nove e venti di mattina?
Uscì a passi svelti dalla sua camera per andare a verificare personalmente. Trovò Claire in corridoio, che armeggiava con una borsa.
- Io sto uscendo. - le annunciò.
Olivia sentì un brivido di panico percorrerle la schiena. Non poteva andarsene, non poteva lasciarla lì con lui.
- Dove vai? - chiese, cercando di sembrare tranquilla.
- Al lavoro. -
- E Kristine? -
Kristine era la sua ultima speranza.
- E' a lezione, torna per le tre. -
Olivia dovette trattenere l'impulso di prendere la sua amica per un braccio e chiederle di restare. Se pensava che quello da cui si era appena svegliata fosse un incubo, si sbagliava. Quello era il vero incubo. Si era svegliata da un incubo per piombare in un altro ancora peggiore.
Claire smise di rovistare nella borsa e si avviò velocemente in salotto. Olivia la sentì dire "Ciao Zayn" subito prima di sentire il rumore della porta di casa aprirsi, e richiudersi subito dopo.
Prendendo un respiro profondo, Olivia fece due passi avanti, entrando in salotto.
Claire non aveva mentito: c'era veramente Zayn nel loro salotto. E la stava guardando impassibile.
- Ciao. - disse lui.
- Che ci fai qui? - chiese lei di rimando, infastidita.
Zayn attese un momento, prima di parlare, scrutandola senza mostrare emozioni. - Mi dispiace di averti svegliata. -
- Che diavolo ci fai qui? - insistette lei, sentendo la sua voce alzarsi di un'ottava.
Sentiva di potersi mettere a urlare dalla frustrazione da un secondo all'altro, tanto era il nervosismo. Il solo fatto di vederlo così tranquillo mentre lei stava stringendo i pugni, la mandava in bestia. In quel preciso istante Olivia sentì di odiarlo con tutte le sue viscere. Odiava lui e quel sorrisetto insolente che le stava rivolgendo.
- Calmati. - disse piano, continuando a sorridere.
- Rispondi! - esclamò lei, cercando di non urlare.
Si rendeva conto che la sua reazione era un tantino spropositata, ma non riusciva a calmarsi. Sentiva le pareti dell'appartamento chiudersi intorno a lei, come se fosse in gabbia.
- Non lo so che ci faccio qui. - rispose infine Zayn calmo, soppesando ogni parola - Stavo camminando e mi sono ritrovato davanti al portone, senza sapere come. Avevo voglia di vederti. -
Olivia si costrinse ad alzare lo sguardo e ad incrociare gli occhi con i suoi, colpita. Era incredibilmente tranquillo, come se quello che aveva appena detto non fosse di grande importanza.
- Cosa ti ha fatto pensare che io avessi voglia di vedere te? - ribatté lei, alzando le sopracciglia.
- Nulla, in realtà. - Zayn avanzò di qualche passo verso di lei - Sapevo che non saresti stata felice. -
Olivia si irrigidì, vedendolo avvicinarsi. - E sei venuto uguale. - constatò, infastidita.
Lui annuì. Ormai era così vicino che le sarebbe bastato allungare un braccio per toccarlo.
- Perché? - serrò la mascella Olivia.
- Sto cercando di capire. -
- Cosa? -
Zayn sospirò. - Perché sei venuta in camera mia nel Somerset. E perché non mi guardi mai negli occhi. -
Olivia incrociò le braccia, sostenendo lo sguardo di Zayn. Gli occhi di entrambi erano ridotti a due fessure, si stavano scrutando come due predatori, valutando l'avversario. Quella conversazione aveva qualcosa di completamente surreale.
- Non posso risponderti. - disse Olivia.
- Ho delle teorie. -
La ragazza alzò le sopracciglia, scettica. L'arroganza di Zayn riusciva a stupirla ogni dannata volta. - Ah, sì? Sentiamo. -
Se lui aveva colto la nota provocatoria nella voce di Olivia, non lo diede a vedere.
- E' una questione di orgoglio. - tentò, con tono sicuro - Le tue amiche ti hanno stuzzicato talmente tanto sulla tua promessa e sul fatto che, se non l'avessi fatta, saresti sicuramente finita a letto con me che tu, per dimostrargli che sei indipendente e puoi fare come vuoi, hai mandato a quel paese la promessa e mi hai praticamente stuprato. -
Olivia sbuffò, incredula. - Prima di tutto, io non ti ho stuprato. È ridicolo! -
- Sei entrata nel mio letto nel cuore della notte, mi hai trovato mezzo addormentato e poi hai cercato di farlo passare per un sogno. - le fece notare lui, divertito - E' praticamente uno stupro. Ma non preoccuparti, in realtà sono quasi lusingato. -
- Non ti ho stuprato! - rise Olivia, scioccata dalla piega che aveva preso la conversazione - Eri perfettamente consenziente. Per chi diavolo stai cercando di farmi passare?! -
Zayn sorrise, tranquillo. - Non sto cercando di farti passare per niente, sto semplicemente chiarendo i fatti. -
- Tutto questo è assurdo. - scosse la testa lei, stralunando gli occhi - Sei venuto fino qui di prima mattina per dirmi che ti ho stuprato. -
- Non sono venuto a dirti questo. -
- E allora arriva al punto! - esclamò Olivia.
Il ragazzo sospirò, chiudendo per un momento gli occhi come a cercare di riordinare le idee.
- Tu mi odi. - ammise infine.
Olivia annuì, incitandolo a continuare. - Esatto. -
- Però sei venuta nella mia stanza nel cuore della notte per fare sesso con me. -
- Oh mio dio, Zayn, ti prego! - supplicò lei alzando gli occhi al cielo - Smettila di leggere tra le righe! Stai vedendo in questa cosa molto più di quello che c'è in realtà. -
- Cosa c'è in realtà, allora? -
La ragazza sospirò, per l'ennesima volta. Non vedeva l'ora che quella conversazione finisse, per poter tornare a letto. Preferiva di gran lunga avere incontri ravvicinati con lo Zayn dei suoi sogni piuttosto che con quello reale, che era terribilmente insolente e curioso. Almeno, lo Zayn dei suoi sogni stava zitto per la maggior parte del tempo.
- Volevo fare sesso con te. - spiegò.
- Perché? -
- Perché... - prese tempo Olivia, cercando di formulare la risposta in modo che non la mettesse in una posizione di svantaggio - Perché volevo fare sesso con te. -
Zayn rise, stupendola. - Questa non è una risposta. - la prese in giro.
- Non lo so, perché. Okay? - rispose la ragazza, esasperata - Perché mi andava. Perché sei... discutibilmente attraente. Perché non lo facevo da dieci mesi. Perché qualcosa nel mio inconscio mi ha suggerito che sarebbe stato bello. Ci sono un milione di perché. Contento? -
Olivia si pentì di aver parlato subito dopo aver chiuso la bocca. Doveva imparare a stare zitta, si disse. Il punto era che quel dannatissimo ragazzo riusciva a tirarle fuori le parole di bocca, anche se lei non aveva la benché minima intenzione di dirgli nulla.
- Discutibilmente attraente? - fu lui ad alzare un sopracciglio.
- Prendilo per un complimento. - minimizzò Olivia - Abbiamo finito? -
- Abbiamo appena cominciato. - replicò lui, ghignando.
La ragazza alzò gli occhi al cielo. - Se tu pensi di riuscire a tirarmi fuori qualche altre informazione, hai capito male. - lo minacciò, puntandogli l'indice sul petto.
Prima che lei potesse fare qualsiasi cosa per protestare, le prese il viso tra le mani e la baciò violentemente.
Per quanto la determinazione di Olivia ad odiarlo fosse forte, non c'era davvero niente che potesse fare contro quel bacio. Quando lui si avvicinava a lei, quando oltrepassava la distanza di sicurezza, lei diventava fisicamente incapace di opporre resistenza.
Quando gli allacciò le braccia dietro al collo, una parte della coscienza di Olivia le fece notare quanto fossero incoerenti le sue parole con le sue azioni. Un secondo prima stava cercando di cacciarlo fuori di casa, un secondo dopo gli stava facendo strada verso la camera da letto.
- Aspetta. - si staccò lei.
Zayn allontanò di qualche centimetro il viso dal suo, senza però smettere di tenerla stretta tra le sue braccia.
- Tanto per chiarire le cose... - mormorò, guardandolo dritto negli occhi - Io ti odio. -
Lui sorrise, avvicinandosi di nuovo. - Diciamo che faccio finta di crederci. -
Olivia avrebbe voluto protestare di nuovo, ma la mani fredde di Zayn sotto la sua maglietta furono abbastanza da farla desistere.




- Pronto? -
- Hey, sono io. - rispose Kristine, ringraziando il cielo che l'amica avesse risposto al primo squillo - Quando sono tornata tu e Olly eravate già a letto e stamattina sono uscita presto, quindi non abbiamo avuto occasione di parlare... -
- Aspetta, vado in pausa. - sentì dire all'amica.
Kristine si guardò intorno nel cortile dell'università, sbadigliando. Aveva dormito due ore e mezzo quella notte. Era rientrata alle quattro, ma sul momento era stata troppo felice per sentire la stanchezza. Quando aveva aperto gli occhi quella mattina, però, si era maledetta per essere tornata a casa alle quattro.
- Eccomi, ho dieci minuti. - riprese la linea Claire - Allora, a che ora sei tornata ieri sera, birichina? -
- Tardi. - sospirò Kristine - Ma ne è valsa la pena. -
Claire rise. - Questo vuol dire che l'irlandese ti ha finalmente baciata. -
- Sì! - squittì la ragazza - Ormai non ci speravo più! -
- Racconta. -
- Be', siamo andati in terrazzo. Abbiamo parlato del più e del meno per un po'... lui era nervosissimo. -
- Tenero! - esclamò Claire.
Kristine rise. - Ci ha messo due ore e mezzo prima di baciarmi. Però cavolo... -
- Cosa? -
- E' stato magico. -
Claire scoppiò in una risata fragorosa, costringendo l'amica ad allontanare il telefono dall'orecchio. - Tu e il tuo romanticismo! -
- Ho provato a chiamare Olly, ma non mi risponde. Credo stia ancora dormendo. -
- Probabilmente è a letto con Zayn. -
Kristine sussultò. - Cosa? -
- E' venuto a casa stamattina verso le nove, io ho svegliato Olly e me ne sono andata. Sono passate due ore e mezzo, quindi se non ti risponde o si è suicidata, o sta facendo sesso con Zayn. - spiegò Claire.
- Questa storia di Olly e Zayn comincia a puzzarmi. - mormorò Kristine, confusa.
- Anche a me. - concordò l'amica - Il fatto è che lei continua a dire di odiarlo. E poi tutto quello che fa dimostra che è molto lontana dall'odiarlo. -
- Quel tipo le ha scombussolato gli ormoni. -
- Secondo me non solo gli ormoni. - sostenne Claire - Le piace. -
Kristine scosse la testa, pur sapendo che l'amica non poteva vederla. - Non lo so, Claire... E' di Olly che stiamo parlando. A lei non piacciono i ragazzi. Le ne è estremamente dipendente, o li odia. O entrambi. -
- Fidati. - replicò Claire - Le piace. -
- Se lo dici tu. -
- Devo tornare al lavoro. Mandami un messaggio se riesci a rintracciare Olly. -
- Okay, ciao. -
Kristine scosse la testa di nuovo, mentre riponeva il cellulare nella borsa.
Da quando Claire aveva conosciuto Harry sembrava che un uragano si fosse abbattuto su di loro. Claire, la donna che passava da un letto all'altro, dormiva con lo stesso ragazzo da più di due settimane. Kristine, sempre alla ricerca disperata del ragazzo perfetto, e quindi perennemente single, aveva trovato qualcuno che le piaceva davvero. E Olly, fragile, orgogliosa, complicata... Olly era un mistero. Kristine non era sicura come Claire che Zayn le piacesse davvero. Forse era soltanto un'altra delle malsane dipendenze dell'amica, o una sfida con sé stessa. L'unica certezza era che se Olivia non capiva subito quello che voleva, si sarebbe messa male per tutti.


FAR AWAY, SO CLOSEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora