PARTY GIRL.

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"I know a girl, a girl called Party GirlI know she wants more than a party,And she won't tell me her name."
U2 - Party Girl

Prima di uscire di casa, Olivia si fermò sulla porta e cercò di fare mente locale: aveva preso tutto?Si tastò le tasche del cappotto. Cellulare, preso. Zaino, preso. Thermos con il caffè, preso.Si battè una mano sulla fronte ed iniziò a rovistare nella borsa. Dove diavolo era quella penna USB?Sbuffando, controllò l'orologio. Segnava le sette e trentanove, ormai era quasi sicuro che sarebbe arrivata tardi a lezione. Lasciò cadere la borsa per terra e corse in cucina, a frugare nei cassetti. Controllò che non fosse rimasta attaccata al portatile. Di quella benedetta penna USB non c'era traccia."Fai mente locale, Olivia." pensò "Dove l'hai messa?"L'aveva usata il pomeriggio precedente, per salvare l'articolo che aveva scritto. L'aveva rimossa e poi...L'aveva messa in borsa!Olivia corse all'ingresso, rovistando di nuovo nella borsa. Niente, sembrava essersi volatilizzata."Un momento..." si fermò. Aveva cambiato borsa, la sera prima. E l'altra borsa, dove sicuramente doveva essere rimasta la penna USB, era in camera di Kiki e Claire.Aprì la porta, cercando di non fare rumore. Se avesse svegliato una delle due, sarebbero stati guai. Vivevano insieme da abbastanza tempo per conoscersi: Olivia sapeva quanto le sue coinquiline potevano diventare irascibili se si alzavano con il piede sbagliato.Cercò a tentoni la borsa. La camera era illuminata soltanto dalla luce fioca del bagno, che fuoriusciva dalla porta socchiusa. Claire e Kiki erano due ragazze ordinate, grazie al cielo, ma anche in quell'ordine, della borsa di Olivia non c'era traccia. Avrebbe sicuramente fatto tardi a lezione.L'unica soluzione era svegliare Claire e chiederle se, come faceva spesso, aveva preso la sua borsa.Olivia si avvicinò al letto di Claire, ed allungò una mano per scuoterle leggermente la spalla. La sua mano atterrò sul materasso.Il letto di Claire era vuoto.- Kiki. - chiamò piano Olivia, avvicinandosi all'altro letto - Kiki! -Un mugugno che sembrava provenire dall'oltretomba spuntò da sotto le coperte.- Dov'è Claire? -- Non lo so. - rispose Kiki, senza aprire gli occhi, voltandosi dall'altra parte.Olivia era tentata di continuare con le domande, ma sapeva che dall'amica avrebbe ottenuto ben poco. Ormai era sicura che Claire fosse la responsabile della sparizione della borsa.Sospirò, uscendo dalla camera delle ragazze. Erano le sette e quarantaquattro, doveva uscire subito se voleva arrivare in tempo per entrare in classe.Afferrò la borsa e si precipitò giù per le scale, estraendo il cellulare dalla tasca.L'aria fredda e pungente di Londra la investì, facendole lacrimare gli occhi.Compose velocemente il numero, camminando verso la fermata dell'autobus."Rispondi, imbecille, rispondi..."- Pronto? - rispose Claire, in un sussurro.- Ho due domande per te. -- Ma che ore sono? - Claire sembrava essersi appena svegliata.Olivia sbuffò. - Quasi le otto. Comunque, le due domande: uno, dove diavolo sei? -- Da Harry. -Olivia si fermò bruscamente, spalancando la bocca.- Chi?! - quasi gridò.- Harry. Ti ricordi, l'abbiamo conosciuto in centro la settimana scorsa... riccio, carino... -Olivia dovette trattenersi dal fare la morale alla sua migliore amica, e si morse le labbra. Si ricordava vagamente di un certo ragazzo riccio, troppo piacione per i suoi gusti, che ci aveva provato spudoratamente sia con lei che con Kristine, prima di buttarsi su Claire. E ora, Claire dormiva da lui. Olivia si chiese se la sua migliore amica avrebbe mai acceso il cervello, quando si trattava di uomini.- La seconda domanda? - incalzò Claire.Olivia si riscosse, riprendendo a camminare. - La mia borsa nera, di pelle. Ne sai qualcosa? -- Ah sì, l'ho presa io. -- Claire! -- Che c'è? - si difese l'amica - Tu hai cambiato borsa ieri sera, hai preso quella marrone, e quindi ho pensato che non ti servisse più... -Salendo sull'autobus, Olivia sospirò scuotendo la testa. - Ho lasciato una cosa dentro alla borsa. -- Lo so, sono tornati abbastanza utili. - ghignò Claire.- Scusa? -- I preservativi. - spiegò.- No, cretina, parlavo di una penna USB. -- Ah. - si riprese Claire - Comunque c'erano anche i preservativi. -Quella conversazione iniziava a diventare ridicola.- Senti, - iniziò Olivia - non ho tempo di parlare di preservativi. Sto andando a lezione, e ho anche fatto tardi. Quindi controlla che ci sia la mia penna USB nella borsa e non perderla, è importante. E poi, per favore, vestiti e torna a casa. -Chiuse la comunicazione prima che la sua amica potesse ribattere. Sapeva già cosa avrebbe detto: "Harry è un bravo ragazzo, ci stiamo solo divertendo, non è successo niente". Claire diceva sempre così. E poi, quando tornava a casa, si riunivano di fronte a una tazza di tè e Claire sputava la verità: il suo "non è successo niente" equivaleva sempre ad un "abbiamo fatto sesso".Olivia, come faceva almeno una volta al giorno da un anno, maledì il momento in cui aveva deciso di condividere l'appartamento con Kiki e Claire. Claire rientrò nella camera da letto facendo attenzione a non fare rumore, ma vide che lui era già sveglio, seduto sul letto.Sorrise compiaciuta, complimentandosi con sé stessa per la notte passata. Era davvero carino.Harry la vide rientrare e le rivolse un sorriso assonnato.- La mia coinquilina. - spiegò Claire, alzando la mano in cui stringeva il telefono.- Ringraziala per i preservativi. - mormorò lui, sorridendo.Claire non rispose, raccolse i suoi jeans da terra e li infilò, cercando di capire come si sarebbe evoluta la mattinata. Era la parte che odiava di più: svegliarsi nel letto di qualcun altro, non sapendo bene come comportarsi. Certo, era un minimo prezzo da pagare per la bellissima notte che avevano appena trascorso.- Hey Harr... Oh, scusate! -Claire si allacciò in fretta i jeans, voltandosi verso la porta.- Parlando di coinquilini, lui è il mio. - disse Harry.- Ciao, sono Louis. - si avvicinò il ragazzo appena entrato, porgendole la mano. Era più alto di Harry, e aveva dei bellissimi occhi.- Claire, piacere. - gliela strinse lei.- Vuoi fare colazione? C'è del caffè e... -- Grazie, ma devo scappare. - sorrise la ragazza, infilandosi la giacca. Raccolse la borsa da terra e si chinò a baciare la guancia di Harry.- Ti chiamo più tardi. - le disse lui, ma lei uscì senza rispondere.Claire non ricordava nemmeno quante volte avesse sentito quella frase. "Ti chiamo più tardi", "ci sentiamo", "organizziamo per una sera di queste"... le variazioni erano tante, ma in fondo il significato era sempre lo stesso: "grazie per la nottata, a mai più rivederci". Da quando era arrivata a Londra, non un ragazzo con cui aveva passato la notte l'aveva richiamata, e alla fine Claire aveva accettato quel gioco di bugie, e si era rilassata.Infatti, mentre usciva in strada e cercava di capire come tornare a casa, era più che tranquilla al pensiero di non rivedere più Harry... come faceva di cognome? Stynley, Stanley... qualcosa del genere.

* Vorrei precisare che la storia non è mia ma di fromtheskydown. Spero vi piaccia :D*

FAR AWAY, SO CLOSEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora