43. Bugie

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"Si dice che le bugie hanno le gambe corte ma intanto sono le più veloci ed efficaci in ogni occasione anche se alla fine si sa, Si vengono sempre a sapere"

-Lucy Bloom

Pov Susan

Il tonfo della porta che sbatte mi provoca un brivido lungo, su tutta la spina dorsale.

Sento le orbite degli occhi bruciare e molto probabilmente ho gli occhi gonfi.

Resto impalata a fissare mia sorella Sydney davanti a me.

La sua espressione è impassibile in confronto alla mia.

<<Se ne e andata davveto>>.

Mia sorella Dafne è andata via... non ci posso credere.

Le lacrime cominciano a scendere sul mio viso come una tempesta.

Fisso un'ultima volta Sydney. Lei ora non farà nulla. Non la fermerà.

Ma io non posso lasciarla andare. Non posso.

Di corsa apro la porta e mi fiondo sulle scale del nostro condominio.

<<Dafne!>> urlo.

Mia sorella non si ferma, continua a scendere velocemente le scale.

<<Ti prego non andare via!>> urlo piangendo.

Sento il mio cuore spezzarsi.

Mi ha messo di fronte a una dura scelta a cui non potevo rispondere.

Non posso decidere tra le mie sorelle.

Continuo a correre e mi fiondo proprio davanti a lei impedendole di continuare.

<<Ascoltami ti prego! Non andare via, risolviamola come abbiamo sempre fatto>>. Provo a spiegarle.

Sul suo volto c'è il gelo totale. È capitato molte volte che litigasse con Sydney ma mai arrivando a questi livelli.

<<Non mi interessa più della nostra famiglia. Anzi non mi interessa più di voi due che siete delle sporche traditrici!>> Dafne sputa parole bruttissime e cariche di rabbia.

Io non la riconosco più. Questa non è mia sorella.

Non è mia sorella Dafne.

<<Tu dici così perchè sei arrabbiata e ti capisco ma...>> ma le mie parole restano sospese in aria perchè mia sorella si teletrasporta e scompare dalla mia vista.

Ora non so dove andrà. Molto probabilmente tornerà nel Regno Innay, nella nostra casa d'infanzia.

Forse è stata solo la rabbia a farla parlare in quel modo. Io ci spero. Io ci credo.

Ti verrò a riprendere sorella.

Sconfitta salgo le scale che mi riportano a casa e quando entro non c'è più traccia di Sydney in salotto.

Sarà andata in camera sua. Non riesco a capire cosa le sta succedendo.

Non riesco più a capire nulla in questo periodo.

Mi porto le dita fra i capelli stringendomeli forte quasi come se volessi strapparli.

Devo calmarmi.

Mi siedo sul divano e afferro il cellulare sul tavolino di fronte a me ma noto una notifica.

Un messaggio.

Il sangue mi si gela.

No, ti prego. Non di nuovo.

Sconosciuto

Kill meDove le storie prendono vita. Scoprilo ora