46. Separazione

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"Separarsi è un po' morire."             -Edmond Haraucourt

                    Pov Clara

Appena arrivo fuori casa di Alyssa, l'ansia mi divora. È tarda sera e le luci di casa sua sono completamente spente. Tranne quella di camera sua.

Ci saranno sicuramente anche i suoi genitori e che figura farò non appena mi vedranno?

Sembro una scappata di casa. In tutti i sensi.

Finchè non trovo un lavoro, non posso tornare a casa.

Invio un messaggio ad Alyssa per avvisarla che sono fuori la sua porta.

Vorrei evitare di bussare e creare un casino.

Dopo qualche minuto, me la ritrovo proprio davanti in pigiama.

Un pigiama abbastanza... sexy.

Indossa uno shorts cortissimo di color verde acqua e un top cortissimo dello stesso colore che lascia in bella vista il suo fisico piatto e snello. Mi soffermo sui suoi occhi azzurri.

<<Scusami per il pigiama che è orrendo ma di solito vado a dormire con la prima cosa che mi capita fra le mani>>. Spiega giustificandosi in imbarazzo.

<<Ma figurati. Puoi fare ciò che vuoi. È casa tua>>. Le rispondo.

Lei sorride e mi fa spazio per entrare.

L'entrata di casa sua porta direttamente ad un corridoio stretto in cui si può decidere se proseguire con le scale al piano di sopra o imboccare la porta per la cucina e il salotto.

<<Non è un problema per i tuoi genitori?>> sussurro.

<<I miei genitori non ci sono. Vivo da sola qui. Io provengo dalla Florida ma ho deciso di frequentare questa scuola.>>

<<Possiamo anche urlare. La casa è tutta nostra>>. Aggiunge.

Mi scappa una risatina.

<<Come mai proprio il nostro liceo quando in Florida c'è ne sono tantissimi?>> chiedo curiosa.

<<Perchè avevo bisogno di allontanarmi da quel posto. I miei genitori non mi rendevano indipendente al 100% in quanto mi trattavano ancora come una bambina. Volevo provare a gestirmela  da sola ed ora finalmente mi sento indipendente. Amo la California>>. Spiega mentre saliamo le scale per il piano di sopra.

Noto che il piano di sopra è piccolissimo. C'è giusto un mini corridoio che ha una camera e di fianco un bagno.

È una casa a due piani ma piccolina. Perfetta per una sola persona.

Ma la camera di Alyssa è abbastanza spaziosa.

<<Purtroppo non ho una camera per gli ospiti e se non ti dispiace dormiremo insieme>>. Afferma.

Guardo il letto matrimoniale di fronte a me.

Non so perchè questa cosa mi imbarazzata. Anche se siamo delle semplici amiche e molto probabilmente a lei piacciono gli uomini.

<<Per me va bene. Ma tu lavori?>> le chiedo.

Lei annuisce.

<<Pago l'affitto e lavoro in una pasticceria come aiutante>>. Spiega.

<<Questa pasticceria ha bisogno di qualche altro aiutante?>> chiedo speranzosa.

<<No purtroppo>>. Mi risponde ma nota la mia espressione infelice.

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