LXVII

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100K? State scherzando? Dio, io vi amo. E giuro, potrei seriamente scoppiare a piangere.

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Parcheggia davanti a casa di sua madre e sospira.

Sono qui. Sono di nuovo qui.

Socchiude gli occhi per qualche secondo ed affonda i denti nel labbro inferiore.

Ha lasciato l'appartamento di Zayn in fretta e furia, scrivendo solamente un misero bigliettino, attaccandolo poi alla porta d'ingresso.

Ed ora è lì, fermo nella sua macchina a pensare se quella che ha preso sia la decisione giusta, ma ha bisogno di vedere Harry, di assicurarsi che veramente si sia ripreso. Ha bisogno di stringerlo a sé e di non lasciarlo più andare.

Esce dalla macchina dopo qualche altro momento passato a pensare a ciò che avrebbe fatto da li in poi.

Percorre il vialetto lentamente, dopo aver recuperato la valigia dal bagagliaio, e arriva davanti alla porta con gambe tremanti.

Bussa, dopo un attimo d'esitazione e socchiude nuovamente gli occhi, mentre l'uscio viene aperto e "Lou! Lou, finalmente sei a casa!" esclama Jay, avvolgendolo immediatamente in un abbraccio.

Si lascia andare fra le sue braccia minute e sorride istintivamente.

"Sono qui, mamma, sì" sussurra, portando le mani ad accarezzarle la schiena.

"Rimarrai?"

"Credo di sì"

Jay tira un sospiro di sollievo e si scosta dal suo corpo, posando una mano sulla sua guancia e sfiorandola leggermente.

Louis le sorride e la segue in casa, dopo qualche secondo.

"Come sta?" chiede, titubante.

Sua madre si ferma di scatto e sospira di nuovo. "Sta bene. È arrabbiato e deluso, ma sta bene"

"Meno male"

"È passato un mese da quando si è svegliato, Lou. Ha chiesto continuamente di te, e quando gli ho detto che non saresti tornato, si è chiuso in se stesso. Ma ora sta bene, ha anche ripreso a lavorare, nonostante per i dottori fosse troppo presto"

Louis annuisce soltanto, scusandosi con lo sguardo e dirigendosi nel sua vecchia stanza.

Lascia cadere a terra la valigia e si sdraia sul letto, affondando la testa in uno dei cuscini, sopprimendo un grido di frustrazione.

Così fruga fra le tasche della giacca che ha ancora indosso e recupera il cellulare. Lo osserva per qualche secondo, poi decide di provarci, di comporre quel messaggio che avrebbe dovuto scrivere molto prima.

Louis: Ciao, Harry.

Niente di più, niente di meno, e non sa nemmeno perché.
Vorrebbe chiedergli mille cose, pure di vedersi, ma gli sembra troppo per il momento.

Perciò sospira, chiude gli occhi e a aspetta.

Unprotected ⚓︎ l.s. La tua prossima ossessione. Scoprilo ora