Lotta corpo a corpo - Capitolo 4

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Le trombe suonarono annunciando l'ora del risveglio. Saltai subito sembrando essermi bruciata in piedi e guardai l'orologio che indicava che erano le cinque del mattino.

-E questo cosa vuol dire? chiesi irritata.

-L'allenamento del mattino.

Sbuffai e mi vestii con la divisa di allenamento che avevo ricevuto all'iscrizione, composto da un paio di pantaloni neri e una felpa dello stesso colore.

Io e Christina ci sbrigammo a raggiungere il campo da corsa che si trovava dietro alla costruzione principale. Gli alunni che si trovavano lì erano divisi in tre gruppi.

-In quale gruppo siamo? chiesi.

-Lo sapremo adesso.

Christina avanzò verso la donna con una mappa in mano, che stava all'ombra, su una panchina vicino all'edificio. La seguii.

-Il Nome, disse la donna con voce grave.

-Christina Thomson.

Cercò sul foglio.

-Gruppo 2.

Le fece segno verso il suo gruppo, poi guardò me.

-Gloria Montgomery, dissi.

-Gruppo 1.

Mi fece vedere il gruppo di ragazzi che si trovava a capo del campo. Mi girai verso Christina con una faccia da "Mi dispiace".

-Buona fortuna, disse lei. Non hai di cui temere. Gli istruttori saranno bravi con noi. Devono esserlo. E' il primo giorno.

Ognuno di noi si recò verso il proprio gruppo. Quando mi fermai vicino al mio, i ragazzi mi guardarono stupiti. Edward faceva parte di loro. Lo stesso anche Nate.

-Cosa ci fai qui, bambina?

Mi prese alla sprovvista con un abbraccio.

-Mi hanno messa in questo gruppo, dissi io.

-Non è possibile! disse Nate. Davis non ha ragazze nel suo gruppo.

-Adesso ce l'ha.

Tutti e due risero.

-Gli altri ce le hanno le ragazze nel gruppo. Perché non ce le dovrebbe avere Davis? chiesi un po' rimbambita.

-Perché neanche una non ha sopportato il suo allenamento, disse Edward. E' il più eccentrico di qua. Ci romperà ogni osso fino alla fine del liceo.

Deglutii spaventata.

-E cosa succede se io non resisto al suo programma di allenamento? Chiesi.

-Il più probabile sarai trasferita in un altro gruppo da capo, mi rispose Nate. Se non lo fa e ti mantiene, non riuscirai a essere qui il prossimo semestre. Guarda che sta arrivando.

Ci allineammo tutti in una sola riga, prendendo la posizione diritta così come diceva nel regolamento. Davis si fermò davanti a noi. Guardando sulla sua mappa. Ad un certo punto alzò la testa.

-Buon giorno, signori! disse forte, guardando noi.

I suoi occhi neri si fermarono su di me.

-E all'agnellino perso, continuò lui.

Tutti risero.

-Stai diritta! mi ordinò.

Stavo dritta quanto potevo, ma mi sforzai per compiacerlo ed alzai le spalle.

-Questo lo chiami "stare diritti"? mi urlò contro. Sembri una deficiente.

-Cosa?

Fece il passo che ci divideva e abbassò la vista su di me. I suoi occhi neri mi facevano paura quanto mi faceva paura l'intera sua presenza. Si teneva le braccia dietro la schiena in posizione "diritta come una statua", con il petto in avanti.

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