Christina mi aspettava dalle scale per andare insieme in mensa. Per la mia felicità, si servivano i maccheroni col formaggio. Finalmente ho potuto riempirmi lo stomaco con qualcosa per avere le energie all'allenamento della sera, anche se i piedi mi facevano ancora un male cane.
Davis non ci fece più correre. I miei piedi erano contenti. Ci divise a coppie, stando faccia a faccia ad una distanza considerabile uno dall'altro e ci diede ad ogni coppia una palla. Io ero in coppia con Craig.
-Cosa dobbiamo fare? chiese Edward.
-E' semplice. Dovete passarvi la palla.
-E' semplice, sussurrai.
Lanciavo la palla da una mano all'altra per abituarmi con il suo peso e la sua grandezza, fino a quando Davis non dava il via.
Quando lo start fu dato, lanciai la palla a Craig e lui me la lanciò indietro. Ripetemmo quel circuito un paio di volte. Sentivo come la muscolatura della mano, con la quale lanciavo, stava lavorando. Pensavo che per questo ci ha messi a fare questo. Davis gironzolava tra di noi, con le mani dietro la schiena. Quando si trovò vicino a me parlò.
-Se continui a lanciare così, ti lusserai una spalla. Devi mantenere la tensione nel gomito, non con tutto il braccio.
Dopo di che andò avanti. Provavo a fare esattamente ciò che mi disse, ma non riuscivo a lanciare la palla e farla arrivare fino Craig quindi ripresi lo stile di prima. In poco tempo, la mano mi si stancò e la spalla mi faceva male. Ma mi sforzai lo stesso a continuare. Ad un certo punto, sentii un osso rompersi e un orlo uscire dalla mia bocca. Un dolore tagliente mi passava attraverso il braccio.
-Cosa ti ho detto? mi disse Davis.
Non gli risposi. Odiavo quando aveva ragione.
-Togliti la felpa.
-Ma...
Il suo sguardo mi fece rimangiare le parole. Feci quello che mi disse. Mi tolsi la felpa, rimanendo solo con un reggiseno nero che mi copriva solo il seno. In poco tempo, sentii fischiettare i miei compagni di allenamento. Gli piacevano quello che vedevano. Alcuni erano addirittura sorpresi da quello che nascondevo sotto le solite magliette larghe. Il mio seno era più grande di quello che dovrebbe avere una ragazza di sedici anni.
-Bel seno, principiante!
-Taci, Nate! esclamò Edward, anche se anche lui mi stava mangiando con gli occhi.
-E' impossibile che abbia solo sedici anni! esclamò un altro.
-Trattenetevi gli ormoni sotto controllo! ordinò Davis.
Feci una risatina, anche se ero ancora dolorante.
-Dove ti fa male?
Gli indicai il posto.
-È dislocato ? chiesi.
-Si. Lo metteremo apposto.
Quando stese le braccia verso la mia direzione, feci due passi indietro.
-Non ci pensare neanche! Mi fa male.
-E non ti passerà se non me lo lasci mettere apposto.
-Piuttosto vado all'ospedale per questo.
-Vieni qua, e non piagnucolare.
Mi ravvicinai di nuovo. Gli diedi il permesso di toccarmi. Una mano la mise sulla spalla dislocata e l'altra mano sull'altra spalla. Stavo tremando dalla paura. Mi aggrappai alla sua camicia, tenendola forte. Prima che io me ne accorga, Davis tirò la spalla. Seguì un momento di doloro, dopo di che niente. Sorprendentemente, non mi faceva più male niente e potevo muovere il braccio di nuovo.
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Trattamento Speciale - Primo Volume
RomanceL'accademia militare in Montana non è un posto molto bello per una ragazza che viene dalla Florida, ma la testardaggine di Gloria Montgomery di studiare a quel liceo è più grande del volere della zia di non farla andare via, la quale l'ha cresciuta...
