La dispersione Prima parte - Capitolo 13

3.5K 88 0
                                        


Davis pov's

Mi allontanai per un attimo con il pensiero che non era buono quello che stavamo facendo ma quando le vidi le labbra umide non potei più trattenermi. Anche se un secondo fa ci baciavamo, adesso lo facevamo di nuovo. Stritolavo Gloria contro l'armadietto con il mio corpo nel frattempo che provavo a approfondire il bacio fino al rifiuto. La mia lingua massaggiava la sua e mi disperavo quando voleva prendere le redini. Combattevamo per la guida. Quando sentivo che stavo per cedere e lasciarla infilare la sua lingua nella mia bocca, diventavo più testardo e le stavo quasi stritolando la sua piccola testa fra i miei palmi spingendole indietro la lingua nella sua bocca.

Sapevo che non facevo altro che complicare le cose che erano già complicate sin dalla mia follia di far mettere Gloria nel mio gruppo. Non ne volevo di ragazze, questo era il mio primo pensiero dall'inizio dell'anno, ma quando vidi la bionda in quel giorno, nell'autobus, volevo averla vicino a me. E' stata insopportabile sin dal primo giorno con tutto il suo parlare e adesso era peggio. Non le taceva più la bocca anche se cercavo sempre di farle inghiottire la lingua. Adesso sembrava che le punizioni non bastavano più e dovevo forzarla.

I miei ormoni erano a capo della pazienza. Mi allontani prima di fare una cazzata più grande di me e cominciare a toglierle i vestiti anche se mi veniva da romperle i vestiti di dosso nel vero senso della parola. Mi bastava svestirla con solo gli occhi ogni giorno.

Guardandole il corpo sottile da ballerina non potevi trattenerti. Non ero scemo a non capire perché i ragazzi le gironzolavano in torno ed io ero geloso per questo. L'attrazione sessuale fra di noi mi stava facendo quasi impazzire.

-Perché mi guardi così? mi chiese lei con un timbro poco raffreddato.

Volevo dirle che era bella ma alzai le spalle apparentemente indifferente e feci viaggiare la mia mano fra i suoi biondi capelli fini e umidi. I suoi occhi azzurri mi facevano impazzire e i suoi denti bianchi mordevano con ardore il suo labbro inferiore e rosea. Non so da dove così tanti effetti sopra di me ma mi faceva impazzire quella ragazza. Quanta attenzione riuscii a captare dalle ragazze del campus, neanche una non riuscì ad attrarre la mia attenzione così forte anche se non ero neanche io un santo. Giravo il collo per guardare qualcuna ma rimanevo solo con lo sguardo. Negli anni nei quali insegnavo non facevo quello che continuavo a fare con Gloria.

-Dobbiamo pulire in cucina, dissi distruggendo l'atmosfera del momento.

Gloria roteò gli occhi e sospirò profondamente prima di seguirmi e andare di nuovo in cucina. Dopo che pulimmo il disastro che avevamo fatto e cucinammo delle crepes, ci sedemmo ad un tavolo.

-Sono curiosa, disse lei con la bocca piena. Le videocamere non funzionano di notte?

-No. Abbiamo abbastanza sorveglianti per lasciare funzionare.

-Questo spiega perché ti permetti di intrufolarti come un ladro, trascinandomi con te.

Alzai un sopracciglio facendola fare una risatina.

-Sei tu che hai voluto mangiare a quest'ora.

-Si ma non pensavo che eri in grado di infrangere una regola.

Mi dava sui nervi sempre con qualche sua replica affatto intelligente. Ho aspettato che mangiasse senza che le rispondessi alla domande banali che mi faceva e poi siamo ritornati alla sua capanna, allo stesso modo come siamo andati alla mensa, da una parte del cortile meno sorvegliato. Dopo che mi assicurai che entrasse nella capanna mi girai e me ne andai.

Trattamento Speciale - Primo VolumeLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora