Gloria Pov's
Sentivo anche io degli spifferi su cosa succedeva a Jesse insieme ai agli suoi compagni. Sembrava che la loro sorte restava nelle mani del signor Parker e in quelle di Derek, non al consiglio così come doveva essere
veramente. Probabilmente avrebbe preferito che fosse entrato nel consiglio invece che nelle mani del mio istruttore, che gli avrebbe stritolati come delle polpette. Non potevo ancora credere a quello che Jesse
poteva fare solo perché ho avuto il fegato di rifiutarli l'invito per vederci. Mi è sembrata uscita dal comune e crudele quella punizione del fatto che go rifiutato il playboy della scuola e continuavo a credere che Jesse
aveva dei seri problemi alla nuca. Per un adolescente della sua età aveva una mentalità malefica e questo l'ho provato sulla mia pelle. Mi guardavo allo specchio e facevo delle smorfie nel frattempo che Christina mi
raccontava tutto ciò che accadeva durante la mia mancanza.
-Te lo dico, Davis ha girato il campus al contrario, disse lei divertita dalla sedia sulla quale stava seduta.
-Non mi dire, balbettai io mentre mi guardavo allo specchio per osservare meglio i segni che mi rimasero. Era preoccupato il mio istruttore senza cuore?
-Più di questo. E' partito da solo nel bosco per cercarti, la sera e nel bel mezzo del tempo peggiore. Feci un "hmmm" ironico e la guardai con speranza.
-Hai della crema dietro?
-No. A cosa ti serve?
-La mia faccia è disidratata. Sembro una mummia. Non voglio apparire così quando uscirò di qua.
Christina sbatté le palpebre e mi guardò come per dire " Sei pazza?", facendomi sorridere.
- Non ci penso neanche di rimanere due giorni qui, dissi convinta. Questo odore di disinfettante e di medicamenti mi provocano la nausea.
-Abituati. La dottoressa non ti lascerà andare via.
-Ma chi ha detto che le chiederò il permesso? Me ne vado quindi se ti posso chiedere per favore, passami i vestiti.
Allungo il braccio e le indico i vestiti che si trovano sul margine del letto. Christina esitò per un momento, ma alla fine mi aiutò a vestirmi.
-Se ci becca Davis o qualche infermiera, siamo morte, balbettò lei mentre uscivamo dalla porta del salone.
Mi assicurai che la via fosse libera e corsi via all'inglese verso l'uscita la quale la vedevo come una linea di fine del maratone. Mi facevano male i piedi e le dita delle mani a causa del freddo che ho subito, ma questo non mi fermava per non farmi uscire dalla porta e scappare di qui.
Uscii fuori al freddo e mi coprii meglio con la giacca di Davis che rimase ancora da me, poi attraversai il cortile per arrivare alla nostra capanna sperando che non avremmo visto nessuno in quel pomeriggio.
-Mi dici per favore perché non sei voluta rimanere? Mi chiese Christina che faticava a mantenere il mio passo.
-Ho perso abbastanza lezioni e allenamenti, Chris. Se non voglio rimanere bocciata, devo fare degli sforzi.
-Si? E a proposito della sospensione cosa fai?
Alzai le spalle, in segno di non sapienza.
-Non lo so, convincerò Davis a farmela ritirare.
Ci fermammo davanti all'entrata del cortile delle ragazze per farci aprire il cancello dalle guardie. Offrii un
sorriso come se non stavamo evadendo dalla clinica, e avanzammo.
- Tanto, quanto pensi che mi terrà ancora sospesa? continuai io. Devo partecipare anche ai corsi por poter prendere anche parte agli allenamenti.
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Trattamento Speciale - Primo Volume
RomanceL'accademia militare in Montana non è un posto molto bello per una ragazza che viene dalla Florida, ma la testardaggine di Gloria Montgomery di studiare a quel liceo è più grande del volere della zia di non farla andare via, la quale l'ha cresciuta...
