La prima punizione - Capitolo 5

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Era un male vedere la propria morte. Io la vedevo già avvicinarsi con passi veloci a me e mi vedevo già distesa sul campo di allenamento nel frattempo che Davis stava scolpendo la mia croce. Sembrava lo facesse apposta andarmi tutto male.
Mi trascinai fino alla capanna dove Christina mi stava già aspettando. Mi sedetti sul letto dopo che mi ero messa un po' di ghiaccio sulle labbra, pregando che non mi si gonfi la mattinata dopo.
- Oh, cielo, che è successo al tuo labbro? mi domandò la mia compagna di stanza.
-Mi sono presa un pugno in faccia.
-Da chi?
-Da un compagno, all'allenamento. Non è niente di grave. Mi passerà fino a domani ma non è questo il mio più grande problema.
Sospirai e mi sdraiai sulla schiena.
- Allora qual'è? mi domanda Christina di nuovo.
-Davis è il mio problema più grande ed è appena passata la prima giornata. Penso che ce l'abbia con me.
-Perché pensi questo?
- Perché ho visto la sua faccia che sorrideva quando mi sono presa il pugno in faccia. Era molto entusiasta, come se si trovasse ad un spettacolo di wrestling professionista e il suo preferito sta vincendo.
-Non è possibile che tu ti stia sbagliato e che sia un pochino paranoica?
La guardai esasperata. È normale che non mi credeva. Che motivo avrebbe avuto di credere che un istruttore odiasse un alunno dal primo giorno? Era assurdo persino per me.
-Ve beh, voglio solo mangiare e andare a dormire.
Senza sforzarmi di togliermi la tuta mi alzai e mi diressi verso l'uscita seguita da Christina. Speravo che in mensa ci fosse qualcosa di buono per me. Qualunque cosa. Le mie merendine coi cereali non riuscivano più a fermare la mia fame.
Avanzavo nel cortile parzialmente buio, tutta tremante per colpa del freddo. Speravo che mi abituassi col tempo al freddo, al vento tagliente e freddo. Stavo aspettando che mi beccasse un raffreddore.
Edward ci aspettava all'entrata della struttura principale.
- Hei, Florida!
-Hei! Missoula! lo salutai.
Strano saluto ma a cosa dovevo aspettarmi da parte di coloro che abitavano al Polo Nord? Anche la loro mente era congelata, non solo i piedi.
Arrivai vicino a lui e buttò il suo braccio leggero sulle mie spalle camminando attaccato a me come se fossimo insieme. Anche lui aveva dei segni viola sulle sue guancia, si vedeva che aveva preso più pugni di me. Sono stata presente a questo e non capivo che scuola fosse quella. Ci facevano picchire fra di noi, avevamo un GPS ed eravamo circondati da guardie e sorveglianti. Li vedevi da per tutto. Alla entrata in mensa, in ogni angolo della sala cena e vicino alle videocamere che si trovavano su tutte le pareti.
Andai verso il buffet, pregando mentalmente che sia la serata vegetariana, anche se non avevo questa fortuna. Fui totalmente delusa quando vidi la bellissima carne di maiale fritta e altre salse . Christina ed Edward mi guardarono con una faccia che mi chiedeva scusa.
-Vi aspetto al tavolo, balbettai andandomene via dal buffet.
Mi sedetti ad un tavolo vuoto intanto che aspettavo i miei compagni. Osservavo interessata intorno a me come i gruppi di alunni e professori riempivano la sala con la loro presenza e con loro vocifera. Non capivo come quelli dell'ultimo anno avevano resistito tutto questo tempo in quella galera ed io volevo cedere sin dal primo giorno.
Un corpo solido mi apparse davanti. Alzai gli occhi in tal modo da vedere la faccia arrabbiata che mi aspettavo di vedere. Non scherzò Davis quando mi disse che sarebbe stato come un'ombra per me. Neanche lì riuscivo a scappare dagli incubi.
-Cosa è successo con il tuo piatto di cibo? mi domanda poco irritato, fissandomi col suo sguardo buoi.
-Non ho fame, mentii io.
-Vivi solo coll'aria? Non hai mangiato neanche stamattina, e neanche a pranzo.
Mi rompeva il fatto che aveva osservato questo. Sia a colazione che a pranzo sembrava troppo occupato a provarci con l'istruttrice di Christina.
-Neanche allora avevo fame, risposi fermamente togliendo lo sguardo dalla sua faccia annoiata.
L'arrivo dei miei compagni al tavolo fece andare via Davis. Edward si sedette vicino a me, lanciando sul tavolo il suo piatto con schifezze davanti a sé. Stavano per morire se mangiavano di nuovo quelle schifezze. Non potevo non osservare alcuni sguardi che mi stavano fissando, che appartenevano ad alcune ragazze gelose perché Davis aveva parlato con me. Feci un sorriso soddisfatta per quel pensiero.
Per mia fortuna Davis non mi apparve davanti durante il mio ritorno alla capanna con Christina, anche se sapevo che si trovava lì da qualche parte, che mi stava guardando.
Christina mi fece svegliare alle cinque del mattino. Ci presentammo sul campo principale per il primo allenamento della giornata. Ci siamo divise lì, lei andava verso il suo gruppo e io verso il mio.
-Come ti senti? mi chiede Nate.
-Meglio. Spero che Davis non ci metta a combattere quest'ora. Non ho forze.
-Ne avresti avute se avessi mangiato qualcosa ieri sera, mi rispose Edward.
Ricordandomi di quella carne, sentivo che il mio stomaco si stava raggomitolando. Ho fame.
Arrivò anche Davis. Era bello pimpante a differenza di me che sembravo una nave sprofondata. Ero sbalordita dal fatto che era già passato un giorno.
Per un inizio di giornata meravigliosa ci siamo beccati cinque giri di campo. Edward correva accanto a me come se fosse una cosa normale usare le proprie gambe per correre ad un'ora così mattutina.


Trattamento Speciale - Primo VolumeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora