Finalmente ho aggiornato :D non ci credo haha. Spero vi piaccia owo.
Toby's POV
Fu un attimo.
In quell'attimo la mia mente tornò lucida e realizzai cosa era appena successo, cosa avevo appena fatto.
L'avevo quasi uccisa.
Avevo quasi ucciso la persona più importante della mia vita, colei che era riuscita a risvegliare il vecchio Toby e che mi aveva accettato nonostante tutto.
Stavolta Slenderman me l'avrebbe pagata.
Non mi importava il fatto che fosse il mio capo, o che mi avesse salvato la vita. E nemmeno sapere che era immortale mi avrebbe fermato dal mio desiderio di vendetta.
Avrei fatto qualcosa, non mi sarei arreso così.
Uscii dal pronto soccorso, non potevo rimanere lì. Non mi allontanai di molto, però: appena il trambusto si sarebbe calmato, sarei tornato per restarle accanto.
Arrivai al parcheggio e mi rifugiai tra un paio di macchine dalla carrozzeria polverosa poste a diversi metri dall'entrata dell'edificio. Mi sedetti a gambe incrociate, cominciando a produrre un suono fastidioso sbattendo la lingua contro il palato. Inoltre il mio corpo era regolarmente scosso da tic, ancora.
Sospirai volgendo lo sguardo verso il basso. I miei occhi scuri incontrarono le mie mani esili, coperte dai quanti in pelle neri che portavo sempre. Li sfilai frettolosamente continuando a guardare le mie mani.
La pelle era pallida e coperta quasi interamente da bende macchiate di sangue rattrappito. Srotolai le garze scoprendo le ferite e mi portai le nocche alle labbra, per poi schiudere la bocca e rosicchiare la mia stessa pelle.
Mi sentivo terribilmente in colpa per quello che avevo fatto, anche se ero sotto l'effetto dell'Operatore; e nonostante non sentissi dolore, l'autolesionismo mi aiutava a calmarmi.
Sapevo che era un modo stupido e pericoloso per attutire il dolore psicologico, ma ne sentivo il bisogno, come una dipendenza insidiosa che sembra tanto liberatoria per poi lasciarti solo con cicatrici e un opprimente senso di colpa nei confronti delle persone che ti stanno vicino.
Ricordo che mia sorella lo faceva, o almeno ne avevo il sospetto. Mi sentivo così inutile non sapendo come aiutarla, ma adesso capivo cosa doveva provare quando lo faceva.
Un senso di libertà.
Ero seduto lì, da solo, in preda ai sensi di colpa e con il sangue che correva lungo le mie braccia coperte dalla felpa, e che cadeva a goccioline sull'asfalto creando una macchia nera di forma circolare e dal perimetro irregolare.
Chissà se anche questa volta sarei arrivato alle ossa.
Improvvisamente mi bloccai, sentendo il respiro mancare. Mi strinsi la testa tra le mani, tremando e abbassando lo sguardo, cercando contemporaneamente di regolarizzare i respiri.
Inspira, espira. Inspira, espira.
Ripetevo quelle due parole nella mia mente per concentrarmi meglio sulla respirazione; come se, nel caso non l'avessi fatto, avrei smesso di fiatare all'istante.
Non sentivo alcun suono intorno a me, come se d'un tratto il mondo si fosse silenziato senza ragione.
I miei pensieri vagavano dal mio attacco di panico al quasi omicidio che avevo appena commesso. Le immagini strazianti del corpo della mia ragazza adagiato su quel lettino e immerso in una pozza del suo stesso sangue, non accennavo ad abbandonarmi.
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Stockholm Syndrome - Ticci Toby
FanfictionLui, un freddo assassino affetto da amnesia e diversi disturbi mentali che non risparmia nemmeno una delle vittime che gli vengono assegnate. O quasi. Lei, una studentessa di medicina appena trasferitasi a Denver, in Colorado. Il destino li farà...