Toby's POV
Fu la telefonata peggiore della mia vita, lo ammetto. Che cosa mi era saltato in mente?
Stavo davvero per lasciar andare l'unica persona che era riuscito a tirare fuori il vecchio Toby? Non potevo permettermelo, no.
Dovevo cercare di fermarla ad ogni costo, anche se non potevo di certo biasimarla.
Le avevamo praticamente distrutto la vita, non potevo darle di nuovo il peso di stare con una persona come me.
Ero io che avevo bisogno di amore, ma non potevo pretenderlo da una persona come lei. Non potevo permettermi di rovinare la vita altrui perché la mia era stata distrutta.
Era un circolo vizioso e nessuno avrebbe mai vinto.
Sospirai e mi sdraiai sul letto, che da quando lei non c'era sembrava essere diventato più grande e vuoto.
Vuoto, come ciò che sentivo dentro di me.
Era come se quella ragazza avesse dapprima riempito il mio cuore ricucendo i buchi della mia anima, per poi svuotarmi di nuovo lasciandomi prosciugato.
Mi fissai a guardare il soffitto bianco sopra la mia testa.
Non avevo la più pallida idea di cosa fare.
Sicuramente non potevo nemmeno rimanermene lì sdraiato a fare nulla per il resto della mia misera vita. Che di sicuro sarebbe finita presto se l'Operatore si fosse accorto della mia svogliatezza.
Chiusi gli occhi cercando di svuotare la mia mente ma li riaprii subito dopo.
- A-Av? – mi sedetti di scatto, facendo cadere a terra il cellulare che tenevo appoggiato sul petto – che cosa ci fai qui? – cercai di toccarle il braccio, ma la sua figura sparì.
Era solo un'altra allucinazione.
Sospirai coprendomi il viso con una mano.
I pochi giorni che mancavano a quel fatidico lunedì passarono velocemente, come se il tempo si fosse accanito contro di me.
Però ormai avevo deciso cosa fare e non avrei cambiato ancora idea.
Iniziai a rosicchiarmi le nocche dall'agitazione, provocando dei tagli. Ma non me ne importava, dovevo trovare un modo per passare inosservato.
Rimasi in boxer davanti all'armadio per molto tempo, prima di scegliere gli unici vestiti non rovinati o macchiati di sangue.
Tolsi la mascherina dal viso e applicai un medicamento sullo squarcio che avevo dall'incidente con Lyra e presi degli occhiali dalle lenti scure, in modo da non essere riconosciuto.
Deciso, uscii di casa ignorando le domande di Tim che mi richiamava dal salotto.
Arrivai all'aeroporto poco dopo, correndo.
La cercai, ma senza vederla da nessuna parte. Sentivo il cuore battere all'impazzata per l'ansia, dovevo trovarla e dirle addio come si deve.
Finalmente la scorsi poco lontano. Era con altre due persone, presumibilmente i suoi genitori, ma non mi importava. Dovevo vederla un'ultima volta.
La richiamai a gran voce correndo verso di lei, finché non si voltò rivolgendomi dapprima uno sguardo perplesso per poi tramutarlo in un sorriso.
Mi corse incontro e quando finalmente la distanza tra di noi si azzerò, la alzai tra le mie braccia, baciandola con passione.
Dio, quelle labbra quanto mi erano mancate.
- T-Toby? Cosa ci fai qui? –
- Ho capito che non potevo lasciarti andare così. Sei tutto per me – le sorrisi per poi riprendere a baciarla.
- Av, andiamocene. Possiamo vivere una vita insieme lontani da questo posto e da Slenderman. Lo so, sarà dura, ma a me basti tu per stare bene, del resto non mi importa. Andrò in terapia, se necessario ma ti prego: torna da me piccola –
- Ma lui può teletrasportarsi. Ci troverà di sicuro! –
- Posso... Fare dei cambiamenti alla mia figura? Non lo so, mi inventerò qualcosa! Ma non resisto altro tempo senza di te –
Avery rimase senza parole, ma poi sorrise tra le lacrime che erano iniziate a sgorgare imperterrite dai suoi occhi.
- Ti amo – sussurrò sulle mie labbra.
- Anche io, non sai quanto -
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Ciao a tutti ragazzi, bentornati a Fairy Tail!
No, ho sbagliato intro.
Buonsalve a tutti, come va? :D
A me personalmente il capitolo non piace molto, ma vabbé: è di passaggio.
Probabilmente ci sarà un salto temporale nei prossimi capitoli, ma non vi assicuro niente. Ci sto lavorando su.
- Michela xx
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Stockholm Syndrome - Ticci Toby
Hayran KurguLui, un freddo assassino affetto da amnesia e diversi disturbi mentali che non risparmia nemmeno una delle vittime che gli vengono assegnate. O quasi. Lei, una studentessa di medicina appena trasferitasi a Denver, in Colorado. Il destino li farà...