Ci staccammo dal bacio. "Scusa..." Disse lui imbarazzato. "È che mi piaci da quando ti ho vista per la prima volta ma non ho saputo dirtelo..." Disse come per nascondersi dietro i suoi occhiali. "Non ti preoccupare, sai...anche a me piaci tu..." Abbassai lo sguardo. "Dici davvero?" Mi guardò con occhi sognanti. "Dico davvero." Gli risposi. Intrecciò le sue mani con le mie. "Quindi ti va di...provare a stare insieme?" Mi chiede timidamente. "Certo." Gli risposi per poi poggiare le mie labbra sulle sue. I suoi baci stavano diventando droga. Le sue labbra morbide a contatto con le mie. Sapeva di felicità. La mia. Ci staccammo e sorridemmo. "Quanto sei bella..." Disse accarezzandomi il viso. "Quei tuoi occhi verdi, le labbra carnose...sei perfetta." Restammo a coccolarci lì fino alle 23.30 quando rientrammo in stanza.
"Oh te sei dichiarato finalmente Gab!" Disse Andreas quando mi vide sulle sue gambe. Sorridemmo entrambi. "Quanto siete carini!" Continuò lui mettendosi sotto le coperte. "Vieni, ti porto in un posto." Disse mettendosi la felpa Gabriele. Io lo guardai diffidente. Era di Napoli lui, non credevo che conoscesse molto bene Roma. "Ti fidi di me?" Chiese guardandomi. Lo guardai negli occhi e presi anche io una felpa. Prima che la indossassi però lui mi fermò e mi diede la sua. La presi e la infilai per poi dargli un bacio morbido. Lui sorrise e ne mise in altra per poi prendermi la mano ed uscire dalla stanza. Percorremmo il corridoio fino ad arrivare nella hall dove uscimmo dalla porta di vetro. Ci trovammo per le vie di Roma, le vie tanto familiari a me quanto poco a lui. "Dove mi porti?" Gli chiesi dolcemente. "Ad essere felice." Rispose intrecciando la sua mano con la mia. Sorrisi. Quel ragazzo mi stava facendo sorridere più di quanto non ho mai fatto in tutta la mia vita. Camminammo raccontandoci di noi, anche se nelle tre sere precedenti avevamo parlato di tutto, trovavamo sempre altre cose. Arrivammo in un parco vicino al residence e ci sedemmo su una panchina. Lui fece segno di sedermi sulle sue gambe e io non me lo feci ripetere due volte. Mi accarezzò dolcemente i capelli mentre io avevo la testa sul suo petto. "Sai, la prima volta che ti ho vista pensavo che tu non fossi reale. Ti giuro. Ti ho visto con quel sorriso meraviglioso, e quegli occhi che nascondevano tanto dolore superato come una guerriera. E poi quando mi hai chiesto timidamente di coricarmi accanto...beh è forse allora che mi sono innamorato. Sembri piccolina, ma hai un carattere che in poche hanno. Sei speciale." Affermò. Gabriele, Gabriele mi farà diventare pazza. Adoro le sue parole così dolci, quel suo modo gentile di trattarmi, quasi potesse rompermi da un momento all'altro. "Sai non ho mai creduto di incontrare qualcuno come te. Dalla prima parola che mi hai detto mi sono sentita subito una principessa. Non so come fai ma...è così."
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Io e Gabri stavamo insieme da ormai una settimana, e la prima sfida a squadre fu superata con successo. Entrambi prendemmo il punto nelle nostre coreografie e ne fummo molto felici. Stavo andando verso la sala dove avrei avuto lezione con la maestra Peparini. "Buongiorno." Salutai entrando. "Ciao Sofì. Vieni qui che io te dobbiamo parlare di una cosa." Disse con un sorriso sghembo. Mi sedetti difronte a lei e cominciai ad ascoltarla. "Ho notato che tu e Gabriele...siete molto legati...sbaglio?" Io arrossii all'istante. Sorrisi come un idiota e nascosi il viso tra le mani cominciando a ridere. Era una cosa che facevo spesso. Ridevo sempre. E molte volte sembrava una presa per il culo ma a me veniva da ridere anche mentre piangevo. "Si stiamo insieme." Risposi ridendo ancora. "E perché ridi?" Ridacchiò. "Non lo so. Io quando sono nervosa, imbarazzata, anche mentre sono triste rido. Mi fa stare meglio." Sorrisi. Continuammo a parlare per un po' finché non mi spiego la coreografia. "Comunque. La coreografia che farai si chiama 'Life is Worth Living' di Justin Bieber." Fece partire la musica e io mi beai della voce di Justin. Mi abbandonai la musica, sentendo tutte le parole e collegandole una all'altra. "Mi piace la canzone." Dissi poi. "Bene, allora cominciamo."
*****
Tornai in sala relax e vidi Gabriele triste,mentre giocava con la bottiglia. Mi avvicinai a lui e mi sedetti accanto. "Che c'è tato?" Gli chiesi dolcemente. "Non mi piace come faccio le coreografie, tutte."disse trattenendo le lacrime. "Guardo voi e penso che siate bravissimi e poi mi guardo io e...boh non mi piace." Gli strinsi la mano. "Vedrai che una situazione si trova. Si trova se butti fuori tutto quello che hai qua." Gli indicai la pancia. "Neanche a me piace piangere, però è la cosa che fa stare meglio. Tu non piangi mai Gabri, è ormai lo fai anche perché tu sei il Gabriele che non piange mai. Ma devi buttare fuori tutto. Che poi stai meglio." Alcune lacrime gli stavano rigando le guance. Mi avvicinai ancora e lo strinsi forte a me mentre lui nascondeva la testa nell'incavo del mio collo. Gli carezzai dolcemente la schiena. "Si sistema tutto." Gli sussurrai. Mi stringeva tra le sue braccia e ci sarei rimasta per sempre. "Ti amo piccola mia." Disse singhiozzando leggermente. A quelle parole il mio cuore perse un battito. Rimasi basita. "Anche io." Dissi. Ci eravamo appena detto che ci amavamo. Io non potevo crederci.
Ecco il 3º capitolo. Come state? Io bene. Domani è il mio compleanno yeey. So...ok, bye bye.
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We are//Gabriele Esposito
Fanfiction'Siamo noi. Due ragazzi che hanno inseguito il loro sogno, partiti solo per danzare e finiti con l'innamorarsi.'
