Fino a che non rispose.
Io: Gabriele?
Gab: Sofia scusa ti prego ti amo.
Io: Gabriele dove sei?
Gab: a qualche metro da casa tua. Ma me ne vado se non vuoi che io rimanga.
Io: Entra in casa.
Gab: Davvero?
Io: Si. Fa freddo fuori. Chiusi la chiamata ed andai ad aprire la porta di casa. "Sofia io..." Lo fermai. "Gabriele no. Magari non siamo fatti per stare insieme. Prendiamoci una pausa" dissi tutto ad d'un fiato. "Io non ti voglio perdere." Mi prese le mani. "Non mi perderai. Solo..." Lo guardai finalmente negli occhi e non capii più nulla. Ricominciai a piangere silenziosamente cercando di formulare una frase di senso compiuto. "Posso abbracciarti?" Chiese lui dolcemente. Non risposi continuando ad asciugarmi le lacrime ma lui si avvicinò comunque e mi strinse a sè. Gli misi le mani dietro la nuca affondando la mia testa nell'incavo del suo collo. Cominciai a singhiozzare mentre lui cercava di tranquillizzarmi. "Piccola io non voglio stare lontano da te. Io voglio solo te, lo ho sempre detto. Non piangere. Ricominciamo da capo?" Disse guardandomi il viso e asciugandolo con le maniche della sua felpa. "Gabri non lasciarmi, ti prego." "Non ti mollo. Ti amo piccola." Mi strinse di nuovo contro il suo petto. "Anche io." Dissi fra i singhiozzi. "Scusami. Sono stato un coglione. Scusa."
***
"Si torna a scuolaaa!" Esclamai portando la mia valigia fuori da casa. "Ma dobbiamo fare tutta la strada a piedi?"chiese Gabriele strisciando i piedi. "Sono 2 passi dai!" Gli tirai un braccio. "Sofia ti amo." "Anche io." Risposi continuando a trascinarlo. "Sofia ti amo." Ridacchiai. "Anche io." Cantilenai di nuovo. "Sofia ti amo." "Gabriele se pensi che ripetendomi che mi ami guiderò per 200 metri perché tu sei uno sfaticato scordatelo." "Io non so guidare non è colpa mia se sei vecchia!" "Ehi! Ho solo 8 mesi più di te!" Ed era così. Io avrei compiuto 19 anni dopo qualche settimana mentre lui a settembre. "Guarda chi si vede!" Gridò qualcuno alle mie spalle. "Lele!" Lo abbracciai quando lo vidi. "Ciao principessa. Ciao Gab." Abbracciò anche lui. "Sapete che mi hanno cambiato stanza? Adesso sono con voi due!" Disse mettendoci un braccio dietro il collo.
***
"Gabri?" Lo chiamai dal bagno. Mancava poco alla diretta e io dovevo stirarmi i capelli però, essendo molto lunghi, non riuscivo a prenderli tutti. "Dimmi Sofi." "Mi passi la piastra?" Ridacchiai. "Che?" "Dai è facile. Prendi un ciuffo di capelli e ci passi questa come se fosse un pettine ok? Se mi bruci i capelli ti brucio la testolina amore mio." Gli passai la piastra. "È calda non toccare il ross..." Troppo tardi. "Ahia!" Piagnucolò toccandosi il naso. "Ma quanto sei intelligente!" Ridacchiai piano togliendogli la piastra dalle mani. "Mi sono fatto male." Fece il labbruccio. "Aspetta." Presi un pezzo di carta e lo bagnai poggiandoglielo sul naso. "Direi che finisco io di stirarmi i capelli." Ridemmo insieme. "Scusa." "Ma di che? Stupido." Lo abbracciai. Tolsi la carta dal suo naso e rimase un piccolo segno rosso. "So più carino così." Sorrise guardandosi allo specchio. "Poi te metto il fondotinta così non si vede più." Ridemmo di nuovo. "Ti amo." "Anche io Sof." Mi baciò piano e mi portò a vedere il paradiso.
***
"Ragazzi, in scena!" Gridò Stefano aprendo la porta che ci collegava al palco. Ci sedemmo ai nostri posti e, dopo che Maria entrò, cominciammo la sfida. Io ero nella squadra di Emanuele insieme a Gabriele. "Io schiero Sofia con il passo a due della Celentano." Sgranai gli occhi. "Ema dirmelo prima no?" Chiesi retoricamente alzandomi e cominciando a legare i capelli. Ridacchiai. "Sofia tranquilla facciamo cominciare Alessio così tu intanto ti prepari ok?" Le sorrisi riconoscente e fermai con delle forcine i capelli che avevano deciso di odiarmi visto che non stavano apposto. Sospirai profondamente e misi le punte ai piedi togliendo i leggings e la felpa. Rimasi così in canottiera e pantaloncini. Passai le scarpette nella pece e feci una spaccata prima che Alessio finisse di ballare. "Ok Sofia. Alessandra, è il tuo primo passo a due quest'anno!" "Si ma aspettavo la persona giusta a cui affidarlo." Mi sorrise la maestra. Mi misi al centro del palco con Amilcar (non so se è scritto giusto LEL) e cominciai a ballare sulle note della canzone stando attenta alle correzioni che la maestra mi fece durante le lezioni. Diedi tutta me stessa prestando la dovuta attenzione ai complicati passaggi tecnici. Finii la coreografia tre le braccia di Amilcar e lo salutai prima che se ne andasse. Guardai la maestra Celentano e vidi che aveva gli occhi lucidi. Questo poteva dire solo due cose: o ho ballato di merda, o ho ballato benissimo. Mi sorrise. Capii di aver ballato bene e sorrisi come un ebete. "Non ho parole. Non ho mai pensato che saresti riuscita a ballare così. Tanti, tanti complimenti. Brava. Se il massimo è 8 ti darei 9. Alessio 6." Ringraziai saltellante e tornai al mio posto abbracciando Gabri. "Brava principessa." Mi sussurrò baciandomi la guancia. "Grazie."
Ho un nervoso che non immaginate. Sia per il fatto che siano troppo poco peso a Gabriele sia per il fatto che L non mi caga. Ma ok. Vi amo. Ho pronto anche un altro capitolo quindi se questo arriva a 7 voti entro domani sera, venerdì ne metto due. Votate dai
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We are//Gabriele Esposito
Fanfiction'Siamo noi. Due ragazzi che hanno inseguito il loro sogno, partiti solo per danzare e finiti con l'innamorarsi.'
