"Non ci credo. È finito davvero." Disse Gabriele stupito. Erano passati due giorni dalla finale in cui Sergio vinse il titolo. Eravamo in macchina verso la mia e finalmente sua casa. "Si. Ora comincia la vita vera." Continuai a guardare la strada. "Io non vedo l'ora di vedere casa tua." "Sappi che la ho arredata io a sedici anni quindi ha lo stile da 'adolescente che vuole fare la ragazza Tumblr' però a me piace." Ridacchiai. Poggiò la sua mano sulla mia gamba scoperta e sorrise. "Sei bellissima." Mi guardò. "Sai durante il periodo in cui tu non c'eri ho pensato tanto. E, credici o no, in tutti i miei pensieri c'eri sempre tu." Ridacchiò. "Ti amo tanto Gabriele." Gli lanciai uno sguardo. "Anche io principessa." Mi lasciò un morbido bacio sulla guancia. "Gabri siamo arrivati!" Esclamai felice parcheggiando la macchina. Scendemmo e cominciai a rovistare nella borsa per trovare le chiavi di casa. "E ci vivi da sola?" "Non più." Arricciai il naso baciandolo. Aprii la porta e rividi finalmente la mia casa. "Che carina!" Disse girando tra la cucina e il salotto. "Con la coperta di lana sul divano a giugno Sofi." Rise. "Me ne sono andata a Settembre...c'era freddo!" "Vieni." Gridai trascinandolo per le scale. Entrammo nella camera da letto. Aveva le pareti bianche come il copriletto. C'erano dei pannelli neri e bianchi con delle foto ed accanto un grande armadio. "Mi piace." Affermò guardandosi intorno. "Approvata?" Mi misi davanti a lui. Mi cinse la vita. "Approvata." Mi baciò. "Da oggi avrai modo di vedere le mie doti indiscusse da cuoca." Risi. "Ho molta paura di ciò in realtà." Mi mise una ciocca di capelli dietro l'orecchio. "Ehi! Mi sono fatta da mangiare per due anni e sono viva!" Gli tirai uno scherzoso schiaffo sul braccio.
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"Gabri muoviti! Stanno arrivando i tuoi!" Gridai dal piano di sotto. "Arrivo nanetta, arrivo." Ribattè scendendo le scale. "Ehi ma quella è la mia maglia!" Esclamò ridacchiando. "Ti arriva alle ginocchia ti si vedono a mala pena le gambe con i leggings!" Continuò a ridere. "Non si prendono in giro le persone basse, tanto meno quelle che ti potrebbero strangolare mentre dormi." Gli misi le mani dietro il collo e sorrisi. "Ok, hai vinto." Poggiò le sue labbra sulle mie mentre le sue mani erano strette sui miei fianchi. Approfondì il bacio spingendomi piano verso il muro. Mise una mano sotto la mia/sua maglia e mi carezzò il ventre piatto. Nel momento in cui mi sfiorò il seno il campanello suonò. "Gabriele aspetta sono arrivati." Ridacchiai mentre lui mi baciava il collo. "Lasciamoli fuori." Mugolò. "Non possiamo, dai amo." Gli lasciai un morbido bacio ed andai ad aprire. "Sofia!" Esclamò Tiziana abbracciandomi. "Ciao!" La strinsi a mia volta. Salutai poi il resto della famiglia Esposito. "Sofi, Sofi, quando arriva Federico?" Chiese Giorgia saltandomi sulle spalle. "Dovrebbe arrivare tra un po' piccoletta." Le scoccai un bacio sulla guancia. Avevamo deciso di riunire entrambe le famiglie per cenare insieme e poi guardare la partita di calcio. Mi squillò il cellulare e subito lo estrassi dalla tasca. Era Giulio. "Ohi Giù." Risposi. "Sofia credo che ci siamo persi." "Che?! Dove siete?" "Siamo davanti ad una casa rosa pallido vicino ad un parco." Mi misi una mano sulla fronte. "Giulio casa mia è quella dopo. Sono due anni che ci vieni è ancora non sai qual è!" Lo rimproverai. Pochi istanti dopo suonarono alla porta che aprii salutando tutta la mia famiglia. "Federicoooo!" Giorgia abbracciò mio fratello. Gabriele mi cinse le spalle con un braccio. "Che carini che sono." Indicò i nostri piccoli fratelli che giocavano insieme. Intrecciai le dita della mia mano con la sua. Camminammo fino al giardino dove avevamo preparato un grande tavolo. Cenammo poi all'insegna delle risate e del divertimento. Mentre Davide parlava della sua esperienza all'Università un telefono emise un trillo fastidioso. "Ragazzi! Inizia il pre partita!" Gridò mio padre che scattò immediatamente dentro casa. Tutti gli altri lo seguirono e si sedettero a peso morto sul divano. "Amo, la TV mi chiama." Mi salutò Gabriele lasciandomi un bacio sulle labbra. "Finalmente solo donne!" Esultò mia madre alzando le braccia al cielo. "Sofia ma, dimmi un po', Gabriele ti aiuta vero?" Chiese Tiziana poggiando la testa sulla mano sinistra. "Si dai, pulisce il pavimento, ogni tanto spolvera... È bravo." Sorrisi.
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"Eccolì!" Esclamò Tiziana vedendoci. Dopo l'ultima cena tutti insieme ognuno era tornato nelle rispettive case ma i genitori di Gabriele si trattennero ancora per un giorno; quindi decisero di invitarvi a mangiare fuori. Avevo i capelli castani che ricadevano lungo il busto. Indossavo un abito che mi aveva regalato Gabriele, era bianco, di pizzo, e dalle maniche si intravedeva la pelle. Era aderente ed arrivava circa a metà coscia. Ai piedi invece calzavo le mie jeffrey Campbell color mogano. Lui era bellissimo con la sua camicia di jeans e le maniche arrotolate, e gli skinny neri che metteva anche con 47 gradi all'ombra. Ammetto che il cameriere continuava a lanciarmi occhiate che io non ricambiavo, e questo fece ingelosire il mio ragazzo. Infatti ogni volta che passava, lui mi stringeva a sé baciandomi i capelli o le guance. "Gelosone." Gli baciai il naso. "Ragazzi noi volevamo parlarvi di una cosa." Disse Tiziana stringendo la mano del marito. "Quando rimasi incita di Gabriele avevo 16 e i nostri genitori ci hanno sempre e comunque sostenuti, quindi ne abbiamo parlato e vogliamo dirvi che qualunque cosa succeda noi per voi ci saremo."
Allora, intanto mi scuso per l'enorme ritardo ma ho finito il saggio finalmente. Pooooi apriamo una parentesi, quanti anni ha la mamma di Gabriele? No perché o sono io deficiente o lei è giovanissima. Vabe un bacio. Vi amo.
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We are//Gabriele Esposito
Fanfiction'Siamo noi. Due ragazzi che hanno inseguito il loro sogno, partiti solo per danzare e finiti con l'innamorarsi.'
