Uva

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Paradossale Beppe,
non credi?
Che siano gli sbirri a spaccarci le budella e il fegato.
Che siano loro,
proprio loro...
a spedirci a calci e pugni all'inferno;
quelli che dovrebbero "difenderci",
ora c'ammazzano!
con la bava alla bocca...
l'ira negli occhi.

C'è qualcosa di velatamente assurdo in tutto questo Beppe.
Assurdo,
che tu sia sottoterra, al buio.
Assurdo,
questo sole che accarezza tutti allo stesso modo,
vittime e aguzzini.
Assurda,
la merdosissima "giustizia".

Fratello te lo confesso,
alcune notti mi chiedo
che cazzo ce ne fotte a noi di tutto questo.
Cazzo ce ne fotte...
di sto posto di merda?
Che siano loro
a tornarsene a casa con l'anima sporca di sangue;
che siano loro
a trascinarsi dietro quest'incubo per sempre;
che siano loro,
i fottutissimi paladini
della fottutissima legge,
a marcire nella putrida autocommiserazione di un attimo,
a lottare coi demoni del passato,
giorno dopo giorno
ora dopo ora...
fino alla fine dei giochi.

Il canto degli innocenti
è assordante,
è ovunque,
inarrestabile.
Il canto degli innocenti Beppe
arriva ovunque.
Rimbomba fra le pareti del mondo,
sui muri delle case
nei cortili delle chiese
fra le radure stellate
nelle colline innevate
sin dentro i crateri
dei vulcani in eruzione.
Inevitabile Beppe...
la pace dei sensi
Inevitabile.

Loro sono il Nulla
e noi invece
Noi...
abbiamo già vinto.

Ti abbraccio,
ovunque tu sia.

I Poeti Sono Degli Infami BastardiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora