Alive

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Ho contato solo su me stessa per arrivare fino a qua.


(Alive, Sia)



Più che camminare verso casa corro con una certa velocità, perchè quello è forse l'unico posto dove mi sento veramente protetta. E per adesso ne ho abbastanza  bisogno, di protezione.

I miei genitori non ci sono, arriveranno più tardi e io decido che dopo una doccia farò delle ricerche sul computer per gli improvvisi deja-vu e flash che mi appaiono, a volte, indistintamente.

Arrivo in camera e mi lancio, letteralmente, sul letto,dopo la stancante giornata.

Dopo la doccia, mi fiondo sul computer e apro la pagina principale di un sito web. 

Ho appena iniziato a cercare quando sento dei rumori e inizio a preoccuparmi, così decido si spostarmi in sala per vedere da dove provengono.

Potrebbe esserci un ladro. Oppure qualcos'altro.

 Afferro l'asta per prendere i vestiti,il primo oggetto a portata di mano funzionale come arma, e mi dirigo verso la porta di camera mia che avevo chiuso. Apro la porta.


Silenzio.


Afferro la torcia abbandonata nella giacca sporca di terra nel corridoio, che non ricordo quando ho utilizzato per l'ultima volta.

Nella mia mente balena però l'immagine di una treccia bionda sporca di terra e neve.


Buio.


Accendo la torcia sporca di terra anche lei.


Luce.


Sono ancora nel corridoio che sembra durare all' infinito e allungarsi ogni volta che faccio un passo.

Mantengo un respiro regolare perchè so di avere la necessità di stare calma e di non farmi prendere dal panico,dopotutto potrebbe anche essere solo un ladro.

Mi convinco che sia così.

Alec ha qualcosa di soprannaturale dentro di sé e forse anche io ce l'ho. Per questo ho dei sospetti su di lui, ma il vero problema è dubitare di sé stessi.


Il coraggio non si dimostra quando si è in pericolo?


Ripeto la frase nella mia testa e continuo a camminare,poi arrivo in sala.

Il mio cuore smette di battere.




Una ragazza con i capelli biondi legati in una treccia sporca di terra mi guarda con la testa inclinata e gli occhi bianchi,le pupille troppo dilatate per avere una forma umana.

Ha una maglietta scura che la copre dalla testa ai piedi.

La torcia la illumina dai piedi in su e la rende più pallida di come sarebbe con la luce accesa.

Alzo la torcia e lei si ritrae come se avesse paura della luce, mentre io capisco di avere un'arma carica in mano, comese avessi una pistola.

Riesco a scorgere una scritta sul suo braccio: daemon pater.

L'unico elemento che mi fa tremare sono i suoi occhi bianchi, per il resto sembra normale.

Mi dà la sensazione di non avere un'anima e di essere vuota, che è la cosa peggiore.


Come fai a guardarmi negli occhi?


La voce arriva dal'esterno e per poco non mi procura un infarto, ma sono sicura che proviene da quella ragazza. Cerco di non trasparire la sensazione di terrore che mi sta attanagliando le viscere, perchè lei noterebbe che potrei svenire da un momento all'altro.


"Sono molto bianchi, cioè, ecco, i tuoi occhi"

 osservo, mentre comprendo che non potevo dare una risposta più stupida della corrente. Mi porto una mano alla faccia.

Sono in pericolo di vita con una creatura soprannaturale che mi penetra nella testa e l'unica risposta che riesco a dare è questa.

Speravo che affrontare il paranormale comprendesse avere anche delle battute pronte in mente nelle situazione paurose, ma a quanto pare io non sono né un'eroina né una con la risposta pronta.

Lei sembra non avere nemmeno lontanamente percepito la mia affermazione, anche se di affermativo c'è davvero poco.

Sbatto le palpebre per abituarmi al buio, ma non sembra funzionare molto quindi mantengo la torcia puntata verso di lei e l'asta stretta nell'altra mano.

Lei rimane immobile, poi la voce parla di nuovo:

Sei una strana creatura.

Aggrotto la fronte, e mi preparo a un suo attacco,perchè la sua espressione è diventata alquanto minacciosa e non mi piace per niente.

Emetti una luce accecante, non ti serve la torcia.

"Cosa?" rispondo io, sorpresa quanto spaventata alla sua affermazione.

Sei luce pura.

"Chi sei?" chiedo io, con una strana sensazione di pericolo. Mi sembra di essere un animale ferito che si ritrae alcolpo fatale, di stare supplicando quella ragazza di non svelarmi la verità, nonostante sia alla ricerca di essa.

Come se volessi comprenderla da sola, e non conoscerla da voce altrui.

Dopodichè succede qualcosa di strano.

La ragazza inclina la testa all'indietro e apre la bocca, ma non emette un suono. Nel buio si illumina qualcosa: una pietra si intravede sotto il suo vestito. Una pietra nera.



Il ragazzo del boscoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora