capitolo 7

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Mi sveglio imperlata di sudore, con il pigiama completamente attaccato alla mia pelle e il respiro irregolare.
Sono tornati di nuovo gli incubi di quell' orribile notte, mi giro alla destra del letto guardando la sveglia sul comodino che segna le 6.00.

Mi affaccio al terrazzo per un po' e vedo che fuori piove, come se non bastasse il mio umore a peggiorare le cose.

Vado in bagno per farmi una doccia veloce, portando anche l' intimo con me e, dopo essere uscita dalla doccia ed essermi asciugata, lo indosso ed esco fuori dal bagno per trovare qualcosa da mettere.

Appena ho finito entra mia madre aspettandosi di trovarmi a letto e, guardando quest' ultimo confusa, si volta verso di me sorpresa.

-Come mai già sveglia?-
-Niente, non avevo sonno-

Spero di apparirle sicura nel mentre dico queste cose.

-Capisco- dice guardandomi in modo strano capendo che sto mentendo.
-Comunque giù c' è la colazione, scendi-
-No, non ne ho voglia-
-Scendi immediatamente giù!-
-Mamma ho detto di no e basta!- le urlo

Vedendomi arrabbiata non ribatte ed esce dalla mia stanza.
Scendo le scale ed esco di casa prendendo lo zaino con le cuffiette, incamminandomi per andare in quell' inferno chiamato scuola, ma d' un tratto sento qualcuno che mi affianca e girandomi mi ritrovo di fronte Justin.

-Che vuoi?-
-Ehi ninja, ti sei svegliata con la luna storta?-
-Non sono cazzi tuoi, piuttosto sta attento che la tua testa non diventi storta, con l' unica differenza che a farlo sia io-
-Oh oh sta calma- mi dice indietreggiando scherzosamente. 

Sbuffo vedendo il suo costante buonumore.

-Uffa, io voglio solo essere tuo amico, dal momento che sei l' unica ragazza non troia in questa scuola-
-Io non voglio nessunissimo amico, sto bene da sola-
-Ehm... ci si vede- mi saluta, scappando(?)
-Katy- mi saluta Clara
-Ciao Clara- dico distratta

Nello stesso momento suona la campanella e subito dopo davanti a me compare Jack che mi versa l' acqua adosso, ridendo con altri studenti.

Ma cosa cazzo ha in testa?!

Penso di essere diventata viola in viso per la rabbia e mentre cerco di non scoppiare, vedo la bidella maneggiare con un secchio d' acqua sporca e così mi avvicino strappandoglielo di mano, nel mentre lei mi urla dietro arrabbiata.

Intanto Jack sta ridendo come un coglione ed io, non perdendo altro tempo, gli verso addosso tutta l' acqua sporca.

-La prossima volta che farai una cosa dal genere, non la passerai liscia così, stanne certo- dico con fare minaccioso.

In un istante diventa rosso di rabbia e vedo addirittura comparire una vena che pulsa sul suo collo, ma prima che possa dire qualcosa, arriva un uomo in giacca e cravatta che ci guarda severo.

-Nel mio ufficio, ora!- dice urlando

Maledetta bidella.

Io e Jack, impegnati ad ucciderci con lo sguardo, non lo calcoliamo minimamente.

-Ho detto, nel mio ufficio!-

Jack distoglie lo sguardo dal mio per guardare il preside e quest' ultimo sembra tremare.
Guardo entrambi con un cipiglio in volto, ma successivamente mi riscuoto seguendo il preside.
Arrivati nell' ufficio del preside, vedo Jack mandare uno sguardo d' intesa ad egli e lui in quel momento rimane paralizzato, mentre Jack ghigna  pregustando il sapore della vittoria.

-Jack, tu puoi andare- dice il preside

Mi dispiace, ma non gliela lascerò vinta.

-Mi ascolti bene signor preside, è stato lui ad iniziare e non mi interessa chi sia suo padre, fatto sta che anche lui deve scontare la sua punizione o riferirò tutto al... al sindaco, che lei, solo perché il ragazzo qui è ricco e suo padre occupa una posizione importante, non gli dice nulla e credo che, oltre a non fare una bella figura, ci rimetterà anche il posto di lavoro. Ora sta lei decidere-

Dopo le mie parole, dette un po' a caso, l' uomo calvo che ho davanti diventa pallido e guardando Jack lo diventa ancora di più, sembrando così un cadavere.

Credo che sia molto indeciso.

-Bene, la vostra punizione sarà quella di pulire la biblioteca ed ora uscite da qui-

Sorrido soddisfatta a Jack che intanto ha la mascella contratta e mi trucida con lo sguardo, ma dovrei essere io quella arrabbiata, visto che lui ha bagnato la mia maglietta.
Usciti fuori dall' ufficio del preside, si volta verso di me.

-Io te la faró pagare- dice con tono agghiacciante e vedo i suoi occhi incupirsi.
-Non mi interessa, l' importante è che io l' abbia fatta pagare a te- dico a denti stretti andando verso la biblioteca.
Spero solo che la maglietta si asciughi in fretta, menomale che l' ho messa nera altrimenti si sarebbe intravisto il reggiseno, beh d' altronde ho un intero armadio formato da vestiti di colore nero.

***
In biblioteca

Sto pulendo uno scaffale, ma improvvisamente sento una risata profonda dietro di me.

-Hai bisogno di un medico, ma di uno bravo- dico continuando a pulire
-Non vuoi sapere perché ridevo?-
-No, non è nel mio interesse-
-Era bello il pigiamino di ieri-

Anche se sono di spalle, lo immagino con il suo solito ghigno, che fastidio.

-Oh grazie, sicuramente sarà meglio della tua faccia da culo, stronzo-
-Puoi dirmi tutto, ma sulla mia faccia non mentire-
-Sì e devo dire che sei anche molto modesto- alzo gli occhi al cielo pur sapendo che non puó vedermi.
-Su, quei libri impolverati aspettano solamente te e la tua faccia, magari schiacciata al loro interno, quindi smettila di sparare cazzate e pulisci-

Mi giro per vedere se ha fatto quello che ho detto e lo becco a fissarmi... o meglio a fissare il mio lato b

-Che hai da guardare depravato?-
-Devo ammettere che anche se sei una stronza, hai davvero un bel culo-
-Guarda quello delle barbie che ti stanno dietro, non il mio, ti è chiaro?-
-Che c' è? Sei gelosa?- dice facendo il suo solito ghigno
-No, semplicemente mi dà fastidio scoprirti a fissarmi il sedere, per cui girati e lavora, così potremmo andarcene e non vederci più e saremo tutti felici e contenti-
-Oh saró io quello più felice non preoccuparti-

Dopo il commento che ha fatto lo ignoro e sembra dargli fastidio, così sto zitta per tutta l' ora passata a pulire, pur sentendo costantemente il suo sguardo sulla mia schiena

-Ah finalmente ho finito- dico spalancando le braccia e colpendo qualcosa o meglio qualcuno

La solita delicata.

-Katy ma che hai al posto delle mani?-

Mi giro e vedo Jack tenersi una mano sul naso che penso sanguini.

-Ops-
-Vedo che sei dispiaciuta- mi prende in giro ironico.
-Non è nulla di grave, forza-
-Inutile dire che sei una sbadata-
-Scusami-

Gli passo un fazzoletto e lui lo prende con un espressione corrucciata.

-Che c' è sei sorpreso per il mio atto di carità?- dico in tono ironico.
-Ma che spiritosa, oggi sei più acida del solito eh?-
-Non sono affari tuoi- rispondo infastidita.
-Stavo solo scherzando e comunque la tua "azione caritatevole" è inutile, il naso non mi sanguina.-
-Non mi interessa, devo andare a casa-
-Okay, ti accompagno, tanto devo fare la stessa strada e poi voglio venire a trovare tua madre-
-Cosa? No!- urlo praticamente
-Perché?-
-Perché no, piuttosto non hai nulla di meglio da fare che rompere i coglioni a me?-
-No e poi è divertente infastidirti- dice ghignando come sempre
-Com' è che ghigni sempre?-
-L' abitudine, ti interessa così tanto?-
-Che fastidio, comunque sia devi andartene, non so, va' da Justin o da qualcun' altro-

Mi incammino fuori scuola sebbene io già sappia che Jack non mi darà ascolto.

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