Dopo aver lasciato da solo Jack in sala da pranzo, vado in cucina da mia madre.
-Mamma, mi spieghi perché hai fatto rimanere Jack?!-
-Shh non urlare, sei così maleducata a volte-
-Grazie per il complimento ma vorrei che cacciassi fuori di qui quello stupido troglodita- dico con un sorrissino falso
-No, Katy invece dovresti provare a fare amicizia con lui-
-Certo, continua a sperarci-
-Cosa intendi?-
-Quello che ho detto-
Lasciandola disorientata, me ne vado dalla cucina per andare dal rompipalle.
-Hai avvertito tua madre che resti qui? Perché se non l' hai fatto puó darsi che si preoccuperà, quindi perché non te ne torni direttamente a casa?- dico a Jack
-Non mi sopporti proprio eh?- dice alzando gli occhi al cielo
-Oh da cosa l' hai capito?- dico
sarcasticamente
-Non ci vuole un genio per capirlo-
-Meglio così-
Mentre sta aprendo bocca per dire qualcosa, mia madre lo anticipa dicendo, anzi urlando che è pronto, così ci zittiamo e aspettiamo che mia madre ci porti il pranzo.
***
Più tardi
-Katy, accompagna Jack alla porta- mi dice mia madre dopo aver salutato Jack.
Non avendo la forza di ribattere, lo faccio.
-Ciao Jack- dico svogliatamente chiudendo la porta, ma lui con in suoi riflessi la blocca con un piede, prima che possa chiuderla.
-Cosa c' è ancora?-
-Volevo chiederti se oggi vedrai ancora le stelle dal terrazzo-
-Non sono affari tuoi- dico sbattendogli letteralmente la porta in faccia e questa volta ci riesco senza nessun ostacolo.
-Katy, puoi venire un'attimo qui?-
-Uff... ora vengo-
Entro con svogliatezza in cucina
-Dimmi mamma- le dico mentre mi dà le spalle per lavare i piatti
-Ho un sorpresa per te- mi dice voltandosi verso di me.
Cavolo, odio le sorprese, mi fanno venire un' ansia pazzesca, dal momento che vorrei comprendere di cosa si trattano a tutti i costi.
-Mamma, sai già che non mi piacciono le sorprese-
-Lo so, ma questa ti piacerà sicuramente, tra una settimana viene a trovarci una persona molto importante per te-
-Mamma te ne prego, già odio le sorprese, se poi aggiungi gli indovinelli è peggio-
-Ma è semplicissimo, c' è solo una persona a cui vuoi bene particolarmente, in Italia-
-Non dirmi che è Ale-
-Esattamente-
-Oddio non ci credo, Ale verrà qui!-
Mia madre comincia a ridacchiare mentre io corro di sopra e comincio a saltellare sul letto dicendo frasi a caso, so che non ci starete capendo niente e crederete che io sia pazza... okay quello forse lo penserete sempre.
Ale, cioé Alessandro, è il mio migliore amico, solo lui e i suoi genitori mi sono stati vicini dopo quella notte in cui mio padre è morto e fra una settimana verrà qui dall' Italia.
In pochi secondi ho già il telefono a portata di mano e faccio partire la telefonata con lui.
-Stronza, finalmente mi chiami- esordisce con uno dei tanti nomi affettuosi con cui mi chiama.
-Sono stata impegnata, scusami-
-Non preoccuparti, piuttosto hai saputo la notizia da tua madre?-
-Sì, non ci credo ancora che vieni-
-Tra una settimana saró lì e faremo molte pazzie-
Ah... non vedo l'ora
-Da te come vanno le cose invece?-
-...Vanno...-
-In che senso? È successo qualcosa?-
-No, è che non è lo stesso qui senza una certa rompiballe, manchi anche ai miei-
-Neanche qui è la stessa cosa senza di te e i tuoi, se ti consola la cosa, anche se ho incontrato qualche coglione-
-Oh le cose si fanno interessanti-
-No, nulla di interessante, peró il secondo giorno di scuola ho quasi litigato con una certa Troxy, ma ho cercato di controllarmi e credimi, quando ti dico che probabilmente non avrò più autocontrollo in vita mia, poiché ne ho fatto un uso sconsiderato con quella tizia.-
-Aspetta, ma in tutto ciò, che razza di nome è Troxy?-
-Le ho dato io quel nome, partendo dal presupposto che è stata una troia e si chiama Roxy, ho collegato i due nomi, fa due più due-
Scoppia improvvisamente a ridere.
-Vedo che non hai perso il tuo umorismo-
-Non è così male come nome dopo tutto, no?-
-Ma ovviamente no- dice ironico
-Sai quanti ne posso trovare di nomi-
-Okay è vero, conoscendoti avresti potuto fare molto peggio-
-Vedo che ci siamo capiti-
-Certo, ora devo andare Katy ma domani ti richiamo-
-Va bene, ciao coglione-
-Ciao stronza-
Appena chiudo la telefonata ricomincio a saltellare sul letto con una canzone a caso in sottofondo e dopo un po' faccio un bagno caldo.
***
23:30
Finalmente è sera e posso uscire in terrazza per guardare la luna, improvvisamente mi viene in mente Jack, chissà perché voleva sapere se andavo in terrazza.
Mi sembra ovvio, vuole vederti, deficiente.
Ho seri problemi se la mia coscienza pensa questo, ma per il momento preferisco andare a vedere la luna e non pensare a nessuno.
Esco in terrazza e avanzo, per poi indirizzare lo sguardo al cielo blu scuro e, quando si alza un leggero venticello, chiudo gli occhi godendomi il momento, ma quando apro gli occhi e vedo del fumo nell' aria, capisco di non essere sola.
-Perché sei qui?-
-Non posso fumare una sigaretta in santa pace o devo chiedere prima il permesso?-
-Sai anche tu che vengo sempre a vedere la luna, per cui perché sei venuto a rompere?-
-Anch'io vengo a guardarla e a fare due tiri qui fuori, quindi è inutile che mi dici così e poi risiedo qui da più tempo di te, perciò non puoi dirmi nulla-
-Uff- sbuffo
Faccio come se lui non ci fosse e mi concentro solo sulla luna e così fa anche lui dal suo piccolo balcone.
-Come mai ti piace tanto la luna?-
-Non lo so, è come se avessi mille cose da dire e al contempo nessuna cosa da dire per il fatto che mi piaccia. Penso che sia così quando c'è qualcosa che ti piace davvero tanto.
Una cosa di cui sono sicura è che mi fa sentire sempre come un marinaio in mare quando è sera, dunque è un po' come se fosse una sorta di guida. - gli rispondo non distogliendo lo sguardo dal cielo e sorridendo inconsapevolmente.
-Mi rendo conto che per te puó essere strano, ma in fondo è quello che sono, una ragazza strana e con tali gusti, un esempio puó essere questo, cioè che preferisco la luna al sole oppure preferisco il nero a tanti altri colori, ma la verita è che il nero mi descrive alla perfezione-
Quando mi accorgo di essermi aperta fin troppo con lui, seppur riguardo a cose che possono sembrare futili, cerco di evitare di guardarlo ma quando mi volto verso di lui, lo vedo sorridere.
È un sorriso dolce... sincero, non come li fa di solito e non so come, ma vedere lui che sorride sinceramente fa spuntare un sorriso anche a me.
-Come mai quel sorriso?- mi domanda
-Potrei farti la stessa identica domanda- gli faccio la linguaccia.
-Sembri una bambina quando fai la linguaccia-
La rifaccio di nuovo e lui si mette a ridere.
-Sì, penso che tu sia realmente strana o direi piuttosto diversa-
-Diversa da chi?-
-Dalle altre ragazze-
Lo guardo stranita, ma la stanchezza si fa sentire e ha la meglio su tutto.
-Capisco, anche se in realtà non capisco per niente. Credo di non riuscire ad assimilare più nulla a quest' ora, sarebbe meglio se tornassi dentro. Sogni d' oro-
-Anche a te-
E così, dopo il nostro dialogo, entro in camera, stendendomi sul letto e sperando che non faccia alcun tipo di incubo almeno questa notte.
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Tra amore e odio
RomanceLui: classico cattivo ragazzo, arrogante ed egocentrico, apparentemente. Lei: una ragazza semplice, acida e che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. Ma chi dice che lui non possa farsi vedere per ciò che è? E, quanto a lei, resterà sempre...
