Capitolo 23

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Una musica fastidiosa prende ad aleggiare nell' aria, interrompendo il mio sonno.
Mi volto dall' altro lato del letto e apro gli occhi con difficoltà, visto il bruciore iniziale.

Sono racchiusa in un bozzolo di coperte e pian piano tento di posare i piedi sul pavimento freddo, rabbrividendo subito dopo il contatto avuto con esso.

Corro velocemente verso il bagno per poter riscaldare i piedi sul tappeto peloso, che è al di sotto del lavandino.
Apro il rubinetto sciacquandomi il viso per risvegliarmi, ma a quanto pare i film fanno vedere solo un mucchio di cazzate, poiché sembro ancora uno zombie.

Inizio a lavarmi i denti guardandomi allo specchio con una faccia assonnata e, osservando il mio riflesso, noto che i capelli sono praticamente un nido sul quale gli uccelli non si degnerebbero nemmeno di posarsi.

Improvvisamente, come se fossi stata ubriaca per tutto questo tempo, raffiorano nella mia mente le immagini della sera precedente come dinamite, la quale dà luogo ad un'esplosione di sentimenti intricati e contrastanti tra loro nella sottoscritta.

Per lo shock, inizio a tossire e sputo l' acqua mista al dentifricio che era all' interno della mia bocca.

Un insano colorito roseo si fa spazio sulle mie guance prima che riesca a controllarlo.

Dio, da quando in qua arrossisco?

Mi tocco le guance accaldate nel mentre lo penso, tuttavia ad interrompere il flusso dei miei pensieri è quella maledetta suoneria, la quale riesce a distrarmi da questa situazione alquanto scomoda.

Esco velocemente dal bagno, sentendo ancora la sveglia del cellulare suonare, mi avvicino al comodino di fianco al letto e disattivo definitivamente quella sveglia che mi stava facendo saltare i nervi.
Apro la porta e pian piano scendo le scale, avendo quasi il timore di scoprire cosa mi attende una volta arrivata al piano di sotto, ma al momento chiunque riuscirebbe a scorgere solo un' enorme senso di delusione sul mio volto.

Jack non c' è... d' altronde cosa mi aspettavo? Che restasse qui a farmi da babysitter a tempo indeterminato?
Ha una sua vita ed è ovvio che non abbia tempo da perdere con una ragazzina. Però, nonostante io abbia questa consapevolezza, non posso far altro che rimanerci male.

Il rumore del campanello mi distoglie dal fare altri pensieri che non si addicono minimamente alla mia persona e la speranza che sia Jack si accende in me, eppure ancora una volta mi sbaglio. Difatti, una volta aperta la porta, mi ritrovo davanti Clara e con uno sguardo vacuo tento di sorriderle.

-Ehi, stai bene?- mi guarda accigliata.

Vorrei risponderle con ironia, ma al momento non riesco a trovare nemmeno la forza di far vibrare le corde vocali.

Le faccio un cenno della testa che dovrebbe star a significare "Sì".

-Sei proprio messa male se non riesci nemmeno a spiccicare parola- Derek fa la sua apparizione sorridendo.

-E già- appare anche Justin, il quale era nascosto dietro Derek.

Con entrambe le braccia indico la porta di casa mia per far capire loro di entrare.

-Ragazzi, forse avremmo dovuto imparare il linguaggio dei segni prima di venire. Scherzi a parte, ci eravamo preoccupati, visto che sono già due giorni che non vieni a scuola. In più, oggi Jack ci ha detto che avevi la febbre- dice Derek entrando in casa e facendosi seguire dagli altri due.

Prima di parlare deglutisco per alleviare il bruciore alla gola, ma sembra che io abbia quest' ultima tappezzata di carta vetrata.

-Jack ve l' ha detto? A proposito, ma che ore sono?- sussurro con la gola secca e ancora mezza addormentata.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Dec 06, 2018 ⏰

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