Epilogo

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«Laurence, aspettami!»
Una ragazza dai capelli così rossi da sembrare tinti stava correndo su per la salita che portava ad uno degli Istituti inglesi più importanti.
«Scusami Elettra, ma se non ci diamo una mossa saremo nuovamente in ritardo.» le rispose il ragazzo biondo che la sovrastava, facendosi aria con un libro di testo.
Il sole di fine Maggio scottava e gli studenti cercavano in tutti i modi di rinfrescarsi, come testimoniato dalle maniche arrotolate o le camicie mezze aperte.
La ragazza di nome Elettra si alzò in punta di piedi per scoccare un bacio sulle labbra del ragazzo, ma venne presto interrotta da un altro ragazzo.
«Su piccioncini! Si deve andare a scuola.»
Laurence guardò male il nuovo arrivato.
«Sei pesante.» disse, per poi battergli il cinque.
Il ragazzo sorrise complice e si passò una mano tra i capelli albini.
«Io, Hauros, vi dichiaro marito e moglie. Ora andiamo in classe: non ci tengo ad essere sgridato per voi due.»
Risero tutti e tre, avviandosi verso l'entrata della scuola.
I corridoi della scuola, nonostante il fatto che la campanella fosse suonata già, erano ancora infestati dagli studenti.
«Vogliamo muoverci?»
La voce squillante della delegata di istituto si fece sentire, sovrastando il chiacchiericcio. I suoi capelli biondi ornati da ciocche rosse erano un monito per chiunque stesse infrangendo le regole della scuola.
«Ci mancava solo questa!» sbuffò seccato Hauros, provando a scappare dalla ragazzina.
«Non capisco l'utilità del delegato di istituto. Inoltre Opaleye mette i brividi.» si lamentò Laurence, sedendosi al proprio banco.
«Va bene ragazzi, siamo salvi!» li zittì Elettra.
Mentre la professoressa cominciava la lezione, Hauros allungò una mano verso il banco della ragazza, scostando il libro e rivelando una rivista.
«Sai, pensavo stessi con Laurence.» la stuzzicò, picchiettando la foto di un cantante castano.
La ragazza gli rivolse un'occhiataccia, nascondendo la rivista.
«Ovvio che sto con Laurence, ma mi piace anche la musica.» gli rispose acida.
«La musica, certo...»
«Amos Atherton è famosissimo! Inoltre ha una voce mozzafiato.» gli disse ancora una volta Elettra, beccandosi un monito dalla professoressa.
«Piantala di fangirlare, piuttosto ho sentito che anche il fratello è un genio.» riprese il discorso Hauros.
Gli occhi della ragazza ruotarono annoiati. «Chi? Josh Atherton? Preferisco il fratello.»
«Volete fare silenzio voi due? Non riesco a seguire.» li riprese la ragazza ramata davanti a loro.
«Scusaci Margaret.» sussurrarono i due in coro.
Lo sguardo del ragazzo di nome Laurence andò diretto verso un banco vuoto accanto a Margaret.
«Ehy, di chi è quello? Oggi siamo tutti presenti.» domandò piano.
La ragazza si sporse per dare un'occhiata al banco, scorgendovi solo una piccola incisione.
«Sembrerebbe appartenere ad una certa Black Faith.» rispose lei.
Tutti si guardarono confusi.
«Chi è? Non mi dice nulla questo nome.» sospirò Laurence moggio.
Anche gli altri annuirono.

In centro le macchine scorrevano veloci, riscaldando l'asfalto. Il sole di giugno si faceva sentire, battendo con i suoi raggi la statua di rame di Charles I.
Nè i turisti impegnati a scattare foto, né i cittadini che si dirigevano veloci a lavoro, notarono l'ombra che si stava introfulando sotto il piedistallo di marmo.
Non appena fu al riparo dai raggi del sole, circondata dall'ombra e dalle macerie, l'ombra prese forma umana.
Avanzò sicuro, scivolando silenziosamente verso il fondo della grotta.
Una volta faccia a faccia con la parete di roccia, un fuoco fatuo si sprigionò dal suo palmo, illuminando gli scompigliati capelli neri e i vestiti stracciati.
La luce illuminò l'immagine di una ragazza scolpita nella roccia, sotto forma di bassorilievo.
I lunghi capelli incorniciavano un volto grazioso, nel bel mezzo di un sorriso perenne.
Come a formare una cornice, milioni di simboli la contornavano.
La figura allungò un dito verso il bassorilievo, sfiorando un punto all'altezza del collo della ragazza.
«Complimenti ragazzina. Alla fine sei riuscita a sconfiggere tutti quanti.» sussurrò divertito, mentre i suoi occhi dorati la scrutavano.
Diede un'ultima occhiata alla chiave al collo della ragazza, prima di scomparire.
Poco dopo i bassorilievi erano due: la ragazza con la chiave d'argento e il ragazzo dagli occhi dorati dietro di lei.

Nota autore.
Ehy!
Non ho ancora fatto la mia comparsa in questo libro, oramai giunto alla fine.
Come al solito, volevo ringraziare tutti quelli che hanno seguito la storia e chi si è iscritto al mio profilo.
Date un'occhiata anche alle mie altre storie! :)
Grazie mille ancora!

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