Listen, listen
I would take a whisper if
that's all you have to give
but isn't, isn't
you could come and save me
try to chase it crazy right out of my headJason Walker - Echo
-
Quello, era un sonno senza sogni. Aaida si svegliò, e una luce chiara e forte le colpì il viso, costringendola a tornare di nuovo nell'oscurità. Provò una seconda volta e la sua vista si adattò alla luminosità della stanza. Si guardò intorno.
Era una piccola stanza, con un letto singolo e un mobile che occupava l'intera parete. Ai lati del letto c'erano un comò e una piccola libreria.
Nella parete accanto al letto c'era uno specchio in cui lei si guardò, quasi disgustata dal suo aspetto esteriore. Aveva i capelli arricciati e gonfi, la pelle sporca e gli occhi stanchi. I vestiti erano luridi e in parte bagnati dalla notte prima.
Aaida si alzò e sussultò al contatto dei piedi con il pavimento freddo.
Il ricordo della sera precedente le piombò addosso, e sentì un lieve capogiro nel ricordare quanto successo. La madre, il padre. Morti. Era una cosa a cui non voleva credere. Non poteva essere vero.
Spostò di poco la tenda dalla finestra, e i suoi occhi vennero a contatto con qualcosa di completamente nuovo. Erano tantissime case, Aaida non ne aveva mai viste così tante. Vivevano, in Africa, anche con case da due stanze. Non si potevano permettere altro. Scacciò il ricordo di casa sua dalla mente.
Attraversò la stanza e aprì la porta, uscendo dalla camera.
Il lungo corridoio era ornato di specchi, foto attaccate alle pareti e un mobiletto in cui Aaida sbattè violentemente il mignolo del piede. Si trattenne dall'urlare, e si mise una mano sulla bocca e una sul piede.
《Ah!》
《Bé, non puoi di certo ringraziarci dell'ospitalità rompendo tutto.》Una voce sicura e profonda, ed estremamente bella, pensò Aaida, riempì il corridoio. Peccato che però, lei non parlava la sua lingua.
Quando si girò vide un ragazzo chiaro di carnagione, con capelli biondi e occhi blu. Blu notte. Erano uguali a quelli del mare della notte prima, e Aaida indietreggiò. Ancora spaventata, come se in quegli occhi ci fosse il ricordo della notte precedente, Aaida assunse un espressione confusa. Chi era? Perché le parlava inutilmente?
《Scusa, ragazza. Io non volevo..》
《Zitto, idiota. Non parla mica la tua lingua.》Un altro ragazzo, più alto del primo, si avvicinò ad Aaida, che aveva ancora il mignolo dolorante. Aveva la carnagione precisa a quella di Aaida, gli occhi neri e dei capelli ricci ribelli che si posavano sulla fronte.
《Io sono Chad, lui è Alessandro.》Indicò con un cenno del capo il ragazzo biondo, che ritornò nella stanza difronte a quella da cui Aaida era uscita. Chad le aveva parlato in africano, ma lei non voleva parlare. Era sicura che, se avesse aperto bocca, sarebbe uscito un mare di disperazione e avrebbe pianto. Non voleva che quelle persone la vedessero piangere.
Chad la condusse in cucina, una piccola stanza in cui c'era un tavolo tondo e dietro ad esso i fornelli, un lavello ed un frigo.
Davanti alla cucina c'era una donna che Aaida ricordava.
《Lei è Kia, mia madre.》Chad le sorrise. Era un sorriso sincero e dolce. Il ragazzo chiamò la madre, che si girò e scrutò Aaida.
《Come ti senti? Ieri notte eri ridotta male, e completamente fradicia.》Parlava anche lei in africano, e Aaida si stupì della facilità con cui aveva pronunciato quelle parole. Era abbastanza schietta. Chad la condusse verso una sedia, dove la ragazza si sedette provando un leggero dolore nelle gambe. Aveva camminato per più di due ore cercando quella casa. Ed il motivo era suo fratello.
《Avete visto..》La voce le si spezzò in gola, non ne aveva più.
《Ha parlato!》La voce di Alessandro finì anche in cucina, e Chad levò gli occhi al cielo.《Lascialo perdere.》
Il ragazzo dai capelli ricci si alzò e prese una penna, un foglio e li porse ad Aaida.
《Scrivi ciò che vuoi dirci.》
La mano di Aaida prese la penna, guardandola confusa - non aveva mai visto una penna così bella - e cominciò a scrivere, ricordando la giornata precedente. Aveva fatto solo un anno di scuola, ed era stato sufficiente. Almeno sapeva scrivere.
Mi chiamo Aaida Maguy. Siamo venuti questa notte dall'Africa. Il viaggio è stato lungo e freddo. E mia madre è morta, come mio padre. Mamma mi ha detto di cercarvi una volta attraccati qui. L'ho fatto.
La mano di Aaida tremava, e la scrittura era strana e piccola, ma a lei non importava. Aveva bisogno di qualcuno che la capisse, e l'unico era Adam. Ma lui non c'era.
Ricominciò a scrivere.
Ho vagato tutta la notte per cercarvi, e solo Dio sa come vi abbia trovato. Mio fratello è sparito. In realtà, pensavo fosse qui.
Porse i fogli a Chad, che li lesse alla madre. I due Ambrose si scambiarono qualche sguardo d'intesa, poi guardarono la ragazza con il viso rivolto verso il basso, i capelli che cadevano come una cascata nera ai lati del viso.
《Noi ti aiuteremo, Aaida.》
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Blue
RomanceAaida Maguy, adolescente africana di sedici anni, insieme alla sua famiglia viene trasportata in un mare di paura, emozioni e colori. Non sa cosa gli aspetta, una volta attraccata in Sicilia; sa solo cosa si è lasciata dietro: disperazione e guerra...